Viterbo CRONACA Che bel paese l’Italia! E Viterbo ne fa parte
di Luigi Torquati

 

Norchia abbandonata

Mi è capitato di assistere un paio di volte alla trasmissione televisiva “Petrolio”, una trasmissione che mette in luce sia esempi di valorizzazione del territorio, che manifestazioni di vergognoso degrado che sembrano assurde per una nazione che del turismo dovrebbe fare la sua “arma” principale, considerate anche le pagine di storia che la nostra terra offre. Qualche esempio.

Si è visto il Colosseo e come è ridotto, anche se dovrebbe essere il biglietto da visita della città eterna; ci è stato detto che è la seconda bellezza archeologica al mondo dopo le Piramidi, che è il secondo monumento al mondo, in termini di visitatori, dopo la muraglia cinese e che, nonostante i 35 milioni di euro che si incassano ogni anno, non si riesce a fare una “manutenzione” regolare del simbolo per eccellenza dell’Archeologia Romana e, nello stesso tempo, simbolo di Roma e dell'Italia in tutto il mondo.

C’è voluto Diego Della Valle, patron della Tod's, che ha tirato fuori 25 milioni di euro divenendo lo sponsor del restauro delle prime cinque arcate dell’antico monumento.

Ci hanno parlato della Domus Aurea, la sontuosa regia di Nerone, chiusa per restauri che non si fanno per mancanza di fondi ed anche per lei si è alla ricerca di sponsor privati.

Su Villa Adriana si è sottolineato il fatto della diminuzione dei visitatori in quanto risulta difficile raggiungerla da Roma a causa delle scarse indicazioni e la difficoltà di individuare quelle che ci sono, nascoste dai cartelli pubblicitari. Sembra poi, che ci sia in corso una “guerra” in quanto a pochi metri è stata autorizzata una lottizzazione con tutte le carte in regola, ma che oggi viene ripudiata dal Sindaco, dal Comitato sorto appositamente e, addirittura, dall’UNESCO che ha minacciato, primo caso in Europa, di cancellare Villa Adriana come patrimonio dell'umanità se la lottizzazione fosse fatta.

Abbiamo ascoltato l’assurda vicenda di Pompei con 30 crolli ed un fondo per il restauro di 105 milioni di euro che non si trova il modo di spendere e che, se non si fa nulla, nel 2015 saranno ritirati.

Si è passati ad Ercolano, venti chilometri da Pompei, dove al contrario, dopo dieci giorni da un crollo, tutto è stato restaurato grazie alla collaborazione esistente tra la Soprintendenza di Napoli e la fondazione di David W. Packard (leggi tranquillamente HP). Detta fondazione, senza scopo di lucro, ha iniziato la collaborazione nel 2001 ed è presente per tutto l’anno ad Ercolano impegnando una quindicina di specialisti in vari campi, la maggior parte dei quali italiani. I risultati della collaborazione con i privati sono evidenti: due terzi dell'area sono visitabili, compreso il decumano massimo che ospita un percorso multisensoriale adatto ai disabili. Le coperture degli edifici nell'80% dei casi sono state riparate o sostituite, così come è stata restaurata la rete fognaria antica per gestire la dispersione delle acque meteoriche, prima causa di degrado e potenziali crolli.

Dalla carta stampata (Il Giornale), apprendiamo poi, che per il bimillenario della morte di Augusto (19 Agosto), “Uno dei più imponenti monumenti dell'antichità, tomba di Augusto e dei suoi familiari, è da anni un cantiere in abbandono, latrina per i cani e dimora abituale per i senza tetto che soggiornano per terra lungo tutto il perimetro transennato. Le cronache ci dicono che sono 79 anni che il sepolcro è chiuso al pubblico, in attesa che venga recuperato e adeguatamente valorizzato. L'ultimo bando nel 2012 per la ricerca di uno sponsor è andato deserto.

Su Il Corriere della Sera del 17 Agosto leggiamo: “Chissà che ne direbbe l’imperatore morto il 19 agosto del 14 dopo Cristo in quel di Nola. Lui che si vantava di aver «trovato una città di mattoni» e d’aver lasciato in suo luogo una splendida «città di marmo». E chissà che cosa diranno i visitatori che - a gruppi di 30 persone alla volta - martedì 19 varcheranno, esattamente venti secoli dopo, la soglia dell’Ara Pacis - aperta in via straordinaria anche dalle 21 alle 24 - e il portale del monumento funebre, ancora in fase di restauro (i lavori sono in ritardo oltre ogni lecita previsione), nell’ambito dei tour guidati organizzati dall’assessorato alla Cultura e dalla Sovrintendenza archeologica capitolini. Sarà la prima volta che quella soglia verrà di nuovo varcata dai turisti dopo 79 anni che il sepolcro è chiuso al pubblico. Un debutto quasi decoroso, grazie all’intervento dell’Ama all’ultimo momento. E dei vigili urbani.

Ultima notizia ce la dà “Il Giornale” del 19 Agosto: “Ancora guai a Roma. Questa mattina si è rotta una tubatura ed il fossato intorno al Mausoleo di Augusto è stato allagato, proprio nel giorno di avvio delle celebrazioni per il Bimillenario della morte dell’Imperatore. Sono al lavoro i tecnici di Acea, la municipalizzata che già ieri aveva controllato lo stato delle tubature, prima dell’apertura alle visite del monumento.

Ritornando alla trasmissione “Petrolio”, una notizia positiva viene invece da Matera dove, senza bisogno di sponsor privati, i cittadini stessi, guidati da amministratori intelligenti, si sono rimboccati le maniche risanando i loro “sassi” e facendo sì che l’incremento turistico arrivasse addirittura al 180%. Sono state migliorate le strade di accesso alla città, i parcheggi per pullman turistici ed in generale le strutture per l'ospitalità sono ormai adatte a soddisfare tutti i tipi di turisti, dai campeggiatori a coloro che cercano un hotel di lusso. Numerosi eventi culturali e interessantissime mostre di arte sono un'attrazione costante, in uno scenario incantevole che aggiunge valore a qualsiasi manifestazione artistica. Il tutto nonostante le difficoltà per arrivare a Matera considerato che il collegamento ferroviario è dato da un trenino locale che impiega un’ora e mezza per fare 60 Km. (Possiamo leggere “linea Roma Nord”?)

Altra nota positiva “Il Salento” che ha raggiunto il 5° posto del turismo nazionale grazie ai suoi amministratori che hanno saputo sfruttare a dovere i fondi europei previsti. Altro merito va ai tour operator i quali hanno predisposto “itinerari intelligenti” per un ritorno economico il più completo possibile.

A questo punto chi legge si domanderà: “A che pro tutto ‘sto discorso?” Molto semplice, dopo aver parlato di cose buone e meno buone, di amministratori intelligenti o meno, di sponsor privati, di tour operator veramente operativi, volevo arrivare a Viterbo.

Noi abbiamo tantissime bellezze turistiche a Viterbo e provincia, collegabili tra loro (Villa Lante, Ferento, Basilica della Madonna della Quercia, Abbazia Cistercense di S. Martino, Museo Archeologico Tuscanese, Romitori di Ischia di Castro, Museo Nazionale Tarquiniense, Tombe Etrusche Tarquinia, Civita di Bagnoregio, Palazzo Farnese Caprarola, Basilica di Santa Cristina Bolsena, Chiesa di San Flaviano Montefiascone, Parco dei mostri Bomarzo, Castello Orsini Soriano, Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese Valentano, Museo del Fiore Torre Alfina, ecc., ecc., ecc., ecc., ecc., ecc., ecc., ecc., ecc.) che, con intelligenza e buona volontà di tutti, cittadini compresi, potrebbero essere una fonte enorme di lavoro trasformando radicalmente il nostro territorio. Abbiamo laghi, montagne, mare; potremmo vivere non dico solo, ma quasi, di turismo.

Chiaramente la Macchina di S. Rosa, con il suo singolare trasporto, dovrebbe costituire il maggior richiamo e non solo in Italia. Ma per far sì che sia un richiamo valido non basta un Papa “una tantum”; servono poco le presenze sporadiche “private” di personaggi più o meno pubblici; è poca cosa, anche se encomiabile, la diretta streaming e quella di una piccola televisione privata non ricevibile in molte zone.

Abbiamo letto che c’era il Ministro Giuliano Poletti, accompagnato dall’eterno Fioroni che, a mio giudizio, quando era lui Ministro, avrebbe dovuto portare a Viterbo tutto il Governo, c’era l’Assessora regionale Rita Visini, lo scenografo Gianni Quaranta, il consigliere regionale Enrico Panunzi, la presidente FDL-AN Giorgia Meloni, i giornalisti Pierluigi Pardo e Claudio Brachino (peccato, entrambi giornalisti sportivi), il segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini che, unico, ha portato in RAI 1 il nome di Viterbo indossando appunto una maglietta con scritto Viterbo e accennando alla festa di S. Rosa.

Serve una propaganda promozionale massiccia a tutti i livelli; serve che questa nostra manifestazione, con il suo riconoscimento UNESCO, possa essere vista non solo in Italia, ma anche all’estero (avete letto della Varia di Palmi, che ha potuto contare su una diretta trasmessa in tutta Italia e via satellite in 36 nazioni?); serve che la città sia ricettiva al massimo; serve che l’organizzazione sia perfetta.

Al contrario, la Macchina di Santa Rosa passa con i lampioni accesi, ci sono state difficoltà per accedere ai posti pagati in tribuna (che sarebbe successo in caso di qualche brutto guaio?), nel giorno della fiera, immondizia non ritirata per tutta la mattinata e recipienti della plastica pieni rimasti lungo la strada. Che nessuno lo dica all’UNESCO!

E poi: Museo chiuso, Norchia abbandonata e inagibile tra la vegetazione e la porcheria, discariche a cielo aperto in vari punti interni ed esterni alla città, fontane da ammirare per la loro bellezza che invece fanno schifo, palazzi storici malmessi, strade piene di buche, mezzi di comunicazione con la Capitale da far ridere, ecc., ecc., ecc., ecc., ecc.!

A questo punto è doveroso domandarci: noi cittadini viterbesi siamo bravi e volenterosi? Gli amministratori viterbesi sono bravi e intelligenti? C’è qualcuno che ha capito che a Viterbo, oltre all’agricoltura (vini doc, olii doc, nocciole doc, ecc.), per poter vivere e lavorare, l’unica strada è il turismo? Esiste qualche mente perspicace che capisca che il turismo va organizzato in maniera perfetta senza bisogno di varchi elettronici?

Eppure basterebbe copiare le cose valide che fanno gli altri!

Ai lettori l’ardua sentenza.                                                     

Luigi Torquati

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