Giuseppe Di Prima

Se i ricercatori riuscissero a raggiungere risultati positivi, lo screening per questa infezione, che può essere contratta da qualunque persona, diventerebbe più facile.

Cani anti-Covid come i collaudati cani antidroga o impegnati nella ricerca degli esplosivi. E’ questa l’ultima frontiera di studio sulla possibilità di screening di massa, l’utilizzo dei cani e delle loro peculiarità in questo senso.

L’individuazione di casi di positività al nuovo coronavirus grazie al fiuto di cani addestrati a riconoscere la ‘firma’ olfattiva del Sars-CoV-2 è infatti l’obiettivo di diversi promettenti studi in corso, che partono da ricerche già effettuate sulla capacità di cani di riconoscere tracce di odori.

Un meccanismo che in medicina è stato già testato per alcune specifiche malattie, i tumori in particolare, con risultati che fanno nutrire buone speranze, sfruttando la traccia olfattiva.

Alla base delle ricerche in corso c’è il fatto che il virus, pur non avendo un suo odore, quando entra nella cellula ospite libera molecole differenti da quelle rilasciate da cellule sane. E alcune sono specifiche del virus. Il compito dei ricercatori è quello di trovare la ‘traccia olfattiva’ propria del virus e insegnare ai cani a riconoscerla.

In Francia – come si legge su ‘Le Monde’ – l’Accademia nazionale di medicina e l’Accademia veterinaria stanno analizzando la questione per arrivare a una posizione comune su queste ricerche che, secondo gli esperti delle due istituzioni, sono promettenti ma necessitano ancora di molti studi.

Anche in Italia Il tenente colonnello veterinario Lorenzo Tidu, specializzato in Etologia applicata e benessere degli animali da compagnia del Centro militare veterinario di Grosseto conferma che i cani, opportunamente addestrati, potrebbero essere in grado di riconoscere anche i malati di Covid 19.

«Si parla molto spesso di volatiloma — spiega il colonnello Tidu —, cioè l’insieme dei composti organici volatili che organismi animali e umani possono emanare attraverso le ghiandole della pelle, per intenderci l’insieme dei composti liberati dalla cute dell’uomo che permette al cane di riconoscere, per esempio, una persona dall’altra.

Questi composti, influenzati dal metabolismo interno dell’organismo che muta a seconda dalla presenza di alcune patologie. possono essere rilevati dal cane. I cani vengono addestrati per riconoscere questi composti, così come avviene per il riconoscimento dei tumori alla prostata attraverso le urine del malato».

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 916 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it