L’amministratore di condominio è, secondo la legge italiana, l’organo esecutivo del condominio. Pur non esistendo un apposito albo ma solo associazioni di categoria a cui è possibile aderire, la disciplina relativa all’amministratore di condominio ha subito qualche aggiornamento nel corso degli anni.

Chi è e cosa fa l’amministratore di condominio

In sintesi, l’amministratore di condominio è il soggetto che, per legge, è obbligato a compiere tutti gli atti giuridici necessari di gestione e rappresentanza nell’interesse dei condomini. L’amministratore di condominio può essere una persona fisica, oppure una società, come nel caso di condominio chiaro. La durata dell’incarico è di un anno, rinnovabile di un altro anno se non viene revocato durante il corso del mandato.

Peraltro, la scelta di società che si occupano di amministrazione condominiale è sempre più frequente.


Quali sono i principali compiti dell’amministratore di condominio?

  • Convocazione assemblea: l’assemblea condominiale deve essere convocata annualmente o tutte le volte che i condomini ne facciano richiesta. All’amministratore spetterà poi di eseguirne tutte le delibere;
  • disciplina i beni e i servizi condominiali comuni: deve, quindi, assicurarsi che tutti i condomini ne godano nella maniera più equa, senza che i diritti di nessuno siano pregiudicati, così come gli obblighi;
  • gestione finanziaria: nello specifico, l’amministratore deve riscuotere tutti i contribuiti dei condomini ed erogare le spese necessarie per la manutenzione ordinaria di parti e servizi comuni del condominio;
  • garantire il rispetto del regolamento condominiale: ogni condominio ha un regolamento che tutti i condomini sono tenuti a rispettare, e l’amministratore ne è garante;
  • adempimenti fiscali: è il sostituto d’imposta dei condomini, perciò egli è tenuto a versare tutte le ritenute per i compensi, i corrispettivi e le retribuzioni derivanti dal lavoro autonomo o dipendente;
  • custodire i registri condominiali, ossia quello anagrafico (contenente tutte le generalità sui condomini e su ogni stabile), quello dei verbali delle assemblee, il registro di nomina e revoca degli amministratori, il registro della contabilità;
  • fornire ai condomini le attestazioni relative ai pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso;
  • redigere il rendiconto annuale della gestione: è il compito principale che, se non viene assolto, può mettere in discussione l’amministratore di condominio; può, infatti, rischiare di essere revocato dall’assemblea dei condomini. L’assemblea deve, inoltre, approvare il rendiconto entro 180 giorni.

 

Come si diventa amministratore di condominio

La nomina dell'amministratore di condominio è obbligatoria in tutti quei casi in cui i condomini siano di numero superiore ad otto; egli può essere scelto tra i condomini stessi o può essere anche un professionista esterno. In ogni caso è nominato dall’assemblea.

Per poter diventare amministratore di condominio è necessario essere in possesso almeno di un diploma di scuola secondaria superiore e di aver frequentato un corso di formazione di 72 ore. Dopo il corso, solo il superamento di un esame finale conferisce il requisito per poter essere eletto. L’amministratore condominiale deve poi aggiornarsi continuamente e frequentare corsi per almeno 15 ore l’anno, tranne nel caso in cui sia scelto tra i condomini.

 

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