Foto Mariella Zadro
Mariella Zadro
“LA VETRINA DEL GIOVEDI’ “: una sosta all’Happiness Cafè.
Sono le 10,30 di una domenica autunnale, calda e tranquilla, dopo aver fatto un giro per il centro di Viterbo, mi siedo al tavolo di Via Aurelio Saffi, n.91-93.
Uno sguardo a tutto tondo e provo sensazioni particolari, come se fossi avvolta dal fascino di un angolo mitteleuropeo.
Esce dal bar e si avvicina una signora bionda, che con fare molto gentile, mi chiede se voglio fare colazione.
Bene accetto e, mi lascio consigliare. Da lì a poco, torna con un caffè macchiato e un dolce alla cannella e noci.
Colgo l’occasione per conversare:
Happiness, felicità…come e da chi è stato scelto questo nome?
“Esattamente circa otto anni fa, quando io, Sandra, con mio figlio Simone e mia nipote Michela, abbiamo deciso di prendere in gestione questo locale. Per noi è una passione di famiglia, mio padre e mia madre, hanno gestito il bar “dell’ospedale vecchio” in Viterbo per tanti anni. Ora, mi aiuta mia figlia Chiara e lo teniamo aperto sette giorni su sette”.
Che tipo di clientela lo frequenta? E come viene vissuto il locale?
“La clientela è molto varia. In particolare, curiamo molto le relazioni con iniziative culturali, per citarne alcune: conversazioni in lingua e laboratorio di ceramica per bambini. Considerando la buona posizione, il cafè è diventato un punto d’incontro e, per spiegarsi bene, in particolare gli studenti universitari, ci identificano come “il bar delle scalette”.
Poi ci sono i turisti che passando, si fermano ad ammirare non solo il palazzo Poscia, ma anche il sottostante palazzo Brugiotti. Il locale ha diverse stanze, ma attualmente, abbiamo arricchito la parte esterna con una piccola terrazza che viene utilizzata maggiormente nelle ore centrali della giornata “.
Gli arredi del locale interno, sono molto particolari, chi se ne occupa?
“Gli arredi sono molto colorati, per rendere più accogliente il cafè. Me ne occupo personalmente e ogni mese, su proposta degli artisti stessi, sistemo quadri alle pareti e manufatti di vario genere. Spesso, l’impegno che dedico a tutto ciò, viene gratificato con piccoli gesti che mi riempiono di gioia”.
Mi mostra un biglietto che ha ricevuto proprio da una ragazza che ha frequentato il locale durante il suo soggiorno universitario, la ricorda spesso, in quanto la loro conoscenza, si è trasformata velocemente in amicizia.
Ogni locale ha un cibo o una bevanda che lo caratterizza, voi cosa proponete.
“Proponiamo due cocktail particolari, uno analcolico e l’altro un po’ più deciso, al quale abbiamo dato il nome del locale e, lo serviamo in un barattolino con ghiaccio, una fetta d’arancia, una goccio di prosecco e il resto… è una sorpresa!”
State pensando al Natale, come accoglierete i vostri clienti?
“Come sempre, cureremo l’assortimento della pasticceria per le colazioni, il salato per gli aperitivi e, aggiungeremo qualche dolce tipico viterbese per il momento del tè pomeridiano.
Speriamo di poter di nuovo protrarre gli orari; anche se devo riscontrare, con vero piacere, che la clientela si sta adeguando a questa attuale organizzazione. Inoltre, curerò maggiormente gli arredi con manufatti ed opere artistiche dei simboli natalizi”.
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