Andrea Stefano Marini Balestra
Nelle comiche dello jus covidianus, anzi nessuno jus, ma solo una serie di provvedimenti amministrativi presi dal capo del governo, che tutto sono fuorché leggi (non essendo previsto un DPCM sia fonte del diritto, cfr. art.1 Codice civile), l’Italia, una volta unita ed unificata con il sangue dei martiri del Risorgimento sotto il tricolore verde, bianco, rosso, venga ora indicata con i colori dell’abito di Arlecchino: in più colori.
Ma quello che è peggio che l’unità nazionale ovviamente non solo territoriale, ma soprattutto politica, amministrativa e legislativa non sia più considerata come tale; infatti, l'autoritario, unilaterale provvedimento assunto dal presidente del consiglio divide surrettiziamente l’Italia in settori la cui scientificità della scelta appare incomprensibile.
Nei giorni precedenti i colori erano quattro, adesso solo tre, ma perché?
Alla fine dell’ultima guerra mondiale provarono i partigiani comunisti di dividere l’Italia in due. Il Nord Italia doveva far parte di una repubblica filosovietica ed il Sud restare una monarchia. Ma non ci riuscirono.
Allora, più bravo l’avv. Conte che ci è riuscito!
Purtroppo si, ma non perché lombardi e piemontesi non possano uscire liberamente da casa, mentre ciò è “consentito” (udite, udito, “consentito”, ma allora l’art. 16 della Cost. che ci sta a fare?) ai toscani, laziali, campani, etc., ma perché ai cittadini si è ordinato di non essere più uguali tra loro. Perso, pertanto, qualsiasi relativo barlume per tutti noi di essere un popolo unito. Di fatto accade che di giorno in giorno siamo sempre di più messi l’uno contro l’altro. Fine della socialità.
Bel servizio avv. Conte!
Leggere che i cittadini lombardi sono in rivolta perché in Campania ed altre regioni, con pari pericolo di trasmissione del Covid-19, i loro abitanti cittadini possano circolare e loro no ed anche intuire la scelta governativa che un lockdown in quelle regioni avrebbe scatenato il putiferio e rivolte proprio non va giù.
Siamo arrivati al punto di sentire che il governatore della stessa Campania sia pronto ad impugnare il lanciafiamme per cacciare chi tenti penetrare nel suo territorio.
Certamente un insulto al concetto di unità nazionale.
Capire pure che le operanti regioni del norditalia governate dal centrodestra siano state penalizzate negli spostamenti delle persone, mentre quelle governate dal centrosinistra risultano “sane” quindi “consentito” praticamente tutto, salvo andare nei musei, nei teatri e nei centro di cultura, è un’offesa al buon senso ed un vulnus al senso civico di tutti. La conseguenza: lo sgretolamento dell’unità nazionale causa la pletora di provvedimenti governativi inutili, inapplicabili perché affetti da errori di grammatica legislativa, quindi “tamquam non esset”.
Sapere poi che le situazioni di criticità ospedaliera, dei trasporti e della scuola potevano essere previsti in occasione di un sicuro ritorno delle malattie respiratorie nella stagione autunnale, non siano state affrontate dal governo a tempo debito, non solo suscita vomito nel cittadino, ma soprattutto paura perché si è dimostrato che chi siede a Palazzo Chigi non sia in grado tenere in pugno la situazione.
Essere governati da un governo incapace, come anche vivere in uno stato che si è dimostrato assente nel momento del bisogno, induce terrore.
Non è pessimismo, ma realtà.
Attualmente viviamo senza futuro, senza speranza, nemmeno quella di avere la possibilità di un cambio di manovratori pubblici che provino a dare fiducia nella soluzione anche di piccoli problemi.
Ottenere, per es, un vaccino antinfluenzale per categorie a “rischio” anche a pagamento è diventato impossibile, poi, per ottenere un tampone servono quattrini, e se disgraziatamente cadi per le scale e ti rompi una gamba, nessuno ti ricovera: c’è il Covid, la risposta.
Noi italiani ce lo meritiamo? Non credo proprio.






















