
Elisabetta Ferrari (Associazione Europea delle Vie Francigene)
e Filippo Arcelloni Gran Tour Via Francigena
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Filippo Arcelloni (Gran Tour Via Francigena) è arrivato ieri 10 ottobre a Montefiascone in una giornata quasi estiva e in netto anticipo sull'orario previsto, dimostrandosi un camminatore esperto.
Foto di rito al 100° km della Via Francigena, timbro sulle credenziali del pellegrino e poi un piccolo tour delle bellezze della città, a partire dalla magnifica basilica di S.Flaviano, crocevia dei cammini, per arrivare alla Rocca dei Papi e al Belvedere, davanti al paesaggio più bello del Lago di Bolsena.
Filippo, accompagnato da Elisabetta Ferrari che rappresenta il Comune di Montefiascone in AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene), in serata ha incontrato gli operatori culturali: alla fine del cammino sulla Via Francigena realizzerà un video, creando uno spettacolo di 1.000 km, della durata di 45 giorni, con scenografia e attori ogni giorno diversi. E' il progetto Gran Tour Francigena 2020 di Filippo Arcelloni, patrocinato dall'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF).
Al Cinema Gallery di Montefiascone Arcelloni ha intervistato Glauco Almonte, direttore dell'Est Film Festival di Montefiascone: "chi organizza professionalmente eventi oggi è un organizzatore di impossibili "assembramenti". Stefania, titolare del Cinema Gallery: "Rispettiamo tutte le norme sul distanziamento e sanificazione ma la gente non torna al cinema, ha paura e si è abituata a usare altri canali come le piattaforme".
L'attore Giorgio Cantarini, che tutti ricordano come il dolcissimo Giosuè, il figlio di Roberto Benigni nel premio Oscar "La Vita è bella" e poi di Russell Crowe ne "Il Gladiatore" che vinse 5 Oscar, è tornato dagli USA dove il teatro è fermo, ma questa pausa forzata ha reso possibile al sindacato degli attori la negoziazione di condizioni migliori per gli attori, mentre in Italia il sindacato non è così forte.
"Il Governo italiano non si è occupato dei lavoratori della cultura, solo una volta il premier Conte ha speso due parole a favore di chi "ci fa tanto divertire", svilendo il nostro ruolo e dimostrando scarsa attenzione".
Da questo incontro molto interessante sono emersi i gravi problemi che tutto il settore culturale sta vivendo a causa dell'emergenza sanitaria ma anche tanti spunti per reagire con creatività senza farsi sopraffare dal pessimismo.
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