Viterbo CRONACA Procedura assai dubbia
Magdi Cristiano Allam
Adesso ci mancava pure che l’Ordine dei Giornalisti assecondasse con provvedimenti bislacchi anche i desideri dell’UCOI, acronimo che sta per Unione delle Comunità islamiche italiane.
Un passo indietro, per aggiornare ovviamente il dizionario della neolingua, giacché la dittatura delle minoranze presenti in ogni organismo, dalla Presidenza del Consiglio al più piccolo Consiglio comunale, passando per l’Ordine dei Giornalisti, ha deciso di processare colleghi e cittadini sulla base di un nuovo reato fantasma: l’Islamofobia, che etimologicamente significa “paura dell’islam”.
Chi è la prima vittima kafkiana di questo “reato” totalmente inventato? Nientemeno che il collega Magdi Cristiano Allam, per alcuni suoi articoli usciti sulle pagine del Giornale tra l’aprile ed il dicembre 2011 e tribunale di cotanto giudizio è il Consiglio di disciplina dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, su sollecitazione dell’Avv. dell’UCOI, dott. Bauccio.
Già respinto una volta dal Consiglio dell’Ordine, il provvedimento pare però sia stato riproposto dal medesimo Ordine con una procedura dubbia ed assai lontana dal periodo in cui sono accaduti i fatti, perché questi possano cadere sotto la Disciplina del “Nuovo regolamento per la trattazione dei ricorsi degli affari di competenza del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti, approvato con Decreto ministeriale 21 febbraio del 2014 e pubblicato sul Bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia lo scorso 31 marzo”.
Procedura assai dubbia, dunque, questa messa in atto dai colleghi del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. In primo luogo perché un elementare principio di diritto ci insegna che tempus regit actum, le norme non dispongono che per il futuro, viepiù se si tratta di norme che prevedono una reformatio in pejus, ovvero di norme che restringono la sfera di libertà della persona. In secondo luogo perché nessun codice penale o deontologico prevede il “reato” di islamofobia. In terzo luogo percché accusare di Islamofobia un giornalista come Magdi Allam nato e cresciuto nell’islam mi sembra davvero un paradosso, oltre che una manifesta illogicità. Ma tant’è.
Viviamo in un epoca in cui dilaga e comanda una minoranza di trinariciuti, i quali vorrebbero imporre a tutta la società civile i loro schemi di pensiero, i loro proclami, il loro modo di vivere e convivere con altri pensieri, filosofie, visioni dell’uomo e del mondo ed altre religioni. Che se poi i fatti non dovessero collimare con la loro realtà, tanto peggio per i fatti.
Ed i fatti che in questi ultimi tempi ci parlano della… “bontà” dell’Islam e del suo Profeta (risus teneatis!) sono evidenti a tutti. Così come sono evidenti a tutti, meno forse a quell’Ordine che dovrebbe essere informato ed informare, i segnali d’allarme della nostra Intelligence sui terroristi islamici fatti in casa e le ultime espulsioni del Ministro Angelino Alfano. Naturalmente auguro al collega Allam di uscire al più presto da questo teatrino o commedia degli errori.
E, sicuramente, come l’Araba fenice ne uscirà più splendente ed in forma di prima. Intanto, vada al collega”incriminato” (sic!) tutta la mia solidarietà ed umana comprensione. Al di là, comunque, dei vaneggiamenti dell’UCOI e di chi li sostiene (è ovvio che Magdi Cristiano Allam, peraltro, sia inviso all’Islam, dopo la sua apostasia da quella religione e la sua conversione al Cristianesimo, una scelta che lo ha costretto e lo costringe tutt’ora a vivere giorno e notte sotto protezione) restano i segnali inquietanti.
Quei segnali che non molti anni or sono, la valente e coraggiosa scrittrice Oriana Fallaci ci aveva lasciato in eredità oltre che nei suoi scritti (basta rileggersi l’Intervista a Gheddafi nel suo “Inytervista con il Potere”), anche nel suo discorso tenuto nel 2005 in occasione del riconoscimento tributatole del “Annie Taylor Award”, un discorso che grazie al suo erede Edoardo Perazzi ed al quotidiano Libero possiamo rileggere, per rifletterci sopra: “ E’ sufficiente cianciare sulla pace e sulla misericordia per essere considerati Musulmani moderati? E’ sufficiente portare giacche e pantaloni invece del djabalah, blue jeans invece del burka o del chador, per venir definiti Musulmani moderati? E’un Musulmano moderato un musulmano che bastona la propria moglie o le proprie mogli e uccide la figlia se questa si innamora di un cristiano?
Cari miei, l’Islam moderato è un'altra invenzione (….) L’Islam moderato non esiste. E non esiste perché non esiste qualcosa che si chiama Islam buono o Islam cattivo. Esiste l’Islam e basta. E l’Islam è il Corano. Nient’altro che il Corano (…) Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere..”.
Poi come per rivolgersi ai giornalisti ed agli scrittori presenti, proseguì dicendo: “..davvero noi esercitiamo un dovere molto faticoso e molto doloroso. Il dovere di raccontare la verità. E raccontando la verità, dar voce a chi non ha voce”. Né più né meno quello che ha sempre fatto Magdi Cristiano Allam, parlandoci dell’Islam. Intelligenti pauca!!
Giuseppe Bracchi
Giornalista pubblicista – Avv. Ecclesiastico
Già Difensore del Vincolo – TER UMBRIA






















