
Marco Valerio Marziale epigrammista (40-104 d.C.)

Pietro Angelone Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con l'epigramma noi possiamo dire
come l'uomo pensa, vive ed agisce,
così per non volerlo contraddire,
comincio per capir come finisce.
EPIGRAMMI IN QUARTINA
Con l'antropomorfismo umanizziamo
concetto d'assoluto nella forma,
e col divino, quindi, ricerchiamo
lo scopo dell'azione come norma.
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Quando l’umano vien divinizzato
la fede col pensiero s'affratella
e, quindi, il vero ci vien rivelato
nella ragione al credo per sorella.
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La fede fa cristiana la ragione
e all'animo riflette la coscienza,
la logica si fa pur devozione
trovando con il credo pertinenza.
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Se l'animo è espressione del divino,
vita morale vuole conoscenza
e l'uomo può capire che il destino
l'aiuta nel suo peso d'esistenza.
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Aspetto delle cose è l’apparenza,
l’estetica le rende nella forma,
ragione esige sempre conoscenza
e la morale fissa poi la norma.
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Con la filosofia noi intendiamo
il fatto dal pensiero elaborato,
ma nell’agire la concretizziamo
nel senso che dall’etica è formato.
*
Se l’uomo nel pensiero poco crede
per dare spiegazione del reale,
allora la coscienza si fa fede
e svolge nel divino il razionale.
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Sotto normali spoglie può venire
Il Dio del cielo, umano nella forma,
ma la coscienza tua deve capire
che l’animo toccò, lasciando l’orma.
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Il saggio non disdegna l’amicizia
e prova gioia nel trovar l’amico:
quando lo perde sente la mestizia,
perché l’amato gli fu solo nemico.
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Lo sforzo definito muscolare
trova come compagna la stanchezza,
quello chiamato invece razionale.
volendo, può far nascer la saggezza.






















