Vedi le altre foto a fine articolo, sono una passeggiata ecologica

Agnese Galeotti

Gli abitanti di Colle Verde, sono stanchi!
Ricordo qualche anno fa, un bellissimo plastico esposto al Centro commerciale Tuscia, un "mondo fantastico", un nuovo quartiere immerso nel verde, un bellissimo parco, case nuove e innovative.

A distanza di qualche anno quel plastico realistico è diventato utopia.

Infatti il parco si è trasformato in sterpaglie, rovi e pascolo per cinghiali, le case nuove e innovative sono deturpate da strade affiancate da marciapiedi mai portati a termine. Tubi e corrugati di chissà che natura escono dal terreno dove i bambini giocano, tombini aperti o chiusi ma alti fin troppo sopra lo strato di asfalto, tanto da creare problemi ai pneumatici delle automobili.

L'idea, o ancora meglio, la promessa di quel bellissimo "mondo fantastico", è finita nella monnezza e non è un eufemismo, è proprio tutto nella monnezza e nel cattivo odore delle fogne! L'area di concentrazione dei liquami di tutto il complesso posta proprio all'ingresso del quartiere, dà il "benvenuto" a chi vi transita tra la puzza insopportabile.

L'isola ecologica ad un passo dalle case e a vista dalle stesse, gestita in maniera incompetente, con secchioni troppo spesso pieni zeppi di sacchi in cui scaricare l'immondizia di certo non è facile, tanto da essere costretto il contribuente a lasciare a mala voglia i sacchi a terra.

A proposito le telecamere installate sul posto funzionano?

Come si fa a pensare che una zona così ampia possa essere servita da un insufficiente numero di cassonetti? Solo il Quartiere di Colle Verde ospita almeno 100 famiglie, ma non basta, quei cassonetti servono anche diverse zone vicine, Strada Acquabianca, Strada Ellera ecc.

E ancora i cassonetti sono lordi, rotti, mal funzionanti, puzzolenti, i coperchi non si aprono come dovrebbero, le campane della carta e del vetro sono posizionate male, infatti le due buche in ognuna di esse usate per immettere carta e vetri, in una è possibile accedervi mentre l'altra è addossata alla rete di recinzione e quindi impraticabile.

A proposito di rete di recinzione... è divelta ovunque e crea pericolo per chi vi si deve avvicinare per scaricare i rifiuti, per non parlare, anzi parliamone, del fondo stradale pieno di buche e d'acqua quando piove, degno di un percorso di sopravvivenza.

Ma i disagi non sono terminati.

Infatti non si può non parlare della frana dell'Ottobre 2019 in Strada Acquabianca, 100 metri prima dell'entrata nel Quartiere di Colle Verde, da allora "sistemata" con blocchi di cemento e senso unico alternato per il transito delle auto gestito da un semaforo. Ciò ovviamente crea disagio agli automobilisti che da Vitorchiano, Paparano e zone limitrofe vogliono raggiungere la zona della Quercia e poi Viterbo e viceversa.

Quanti anni devono aspettare coloro che transitano lungo quella strada per vedere risolto il problema?

Messi i blocchi di cemento, che costeranno pure qualcosa, secondo l'amministrazione è risolto il disagio.

Possibile che in questa città qualsiasi cosa di temporaneo debba diventare permanente?

La rupe da cui sono caduti massi che hanno ostruito la strada va ingabbiata con reti oppure demolita con piccole cariche esplosive per metterla in sicurezza, anche perché non comprendo non farlo subito non è che il lavoro da fare potrà essere differente tra qualche mese.

L'intervento da fare è e sarà lo stesso sia oggi che tra un po' di tempo, ed allora perché tardare, perché rendere gravi disagi a chi percorre Strada Acquabianca?

Ritornando al quartiere, è veramente un peccato che sia lasciato tutto in malora, è un luogo pieno di famiglie giovani, con tanti bambini che giocano all'aperto e non meritano un quartiere che è un eterno cantiere, con diversi pericoli per grandi e piccini. 

Proprio non lo capisco, a meno che non rientri nell'inerzia e superficialità dell'amministrazione comunale.

Il sindaco Giovanni Maria Arena faccia una visita al quartiere per rendersi conto dello stato in cui si trova, l'assessore ai lavori pubblici e perché no anche tutti gli assessori che male non farebbero.

E certo non la finisco qui è l'inizio di una serie di articoli al fine di stanare Sindaco & C.

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