
Papa Francesco
Giuseppe Bracchi
Giornalista pubblicista Avvocato TERU Umbria
La vicenda Becciu non è certo la punta dell’Iceberg, ma basta e avanza per rendere evidente quella che ormai da più parti comincia a farsi strada come una sentenza anticipata senza tanti se e tanti ma, ovvero il fallimento di uno pseudo papato.
Quello di Bergoglio, il “Papa” che ha destrutturato tutto, inclusa la sua figura, che ha fatto e sta facendo di tutto per rendere la Chiesa sempre più annacquata, mescolata col mondo, priva di identità, sempre più simile ad una grande ONG.
Ha ragioni da vendere Riccardo Cascioli, quando intervenendo sulla Nuova Bussola Quotidiana, ha scritto che la vicenda Becciu non è soltanto il segno di una crisi morale, ma di fede, soprattutto di fede, in coloro i quali, supremi Pastori, dovrebbero ammaestrare e guidare il popolo di Dio affidato a loro da Cristo.
La narrativa dominante, il pensiero mainstream, parla di un Bergoglio lasciato solo, tradito dai suoi stessi collaboratori. Una tesi, questa, assai deboluccia, secondo me. Ormai siamo giunti al settimo anno ed oltre del pontificato bergogliano e tutti i principali incarichi nella curia romana sono ricoperti dai suoi fedelissimi. Eppure….
Nelle casse del Vaticano arrivano ingenti somme. E questo è un fatto. Ma le amministrazioni ed i centri di spesa sono fra loro differenziati e, quel che è peggio, si è sempre lottano e si lotta, all’interno delle mura vaticane, per renderne la gestione anonima, senza obbligo rendicontazione certa, mandando in frantumi o quantomeno ostacolando ogni tentativo di riforma: dal prof. Ettore Gotti Tedeschi, estromesso dallo IOR, per aver tentato di far pulizia nell’ambiente delle finanze vaticane, al card. George Pell che si trovò davanti ad una vera e propria situazione di anarchia finanziaria, anche lui allontanato e finito poi nel tritacarne della giustizia australiana con l’infamante accusa di abusi sessuali (vendetta?), accusa rivelatasi poi del tutto infondata.
Senza poi tralasciare il dossier Viganò, che lo stesso monsignore consegnò in scatoloni a Bergoglio, come frutto di indagini compiute dal porporato dal 2009 al 2011, quando ricoprì l’incarico di Segretario del Governatorato. Mons. Viganò tentò di razionalizzare le spese e stroncare ogni forma di clientelismo. Risultato? Fu allontanato da Bergoglio e trasferito negli Stati Uniti. Dimenticavo: mons. Viganò si era reso anche colpevole (sic!!) di aver messo in guardia Bergoglio dalla potente lobby omosessuale in Vaticano e sugli abusi sessuali del Card. Theodore McCarrick. Bergoglio tradito? Bergoglio lasciato solo? Ma fatemi il piacere!
Una chiesa povera per i poveri? Si, per i poveri sempliciotti che ancora si affidano ad un “Papa” umorale: un giorno ti porta alle stelle e l’altro ti getta nelle stalle. Un giorno riceve Morales con il dono della falce e martello, l’altro si rifiuta di ricevere il card. Zen per non ascoltare le vicende dei cattolici cinesi perseguitati proprio dalla falce e martello. Un giorno sproloquia sull’economia che uccide, l’altro distribuisce incarichi ed onori a Mario Draghi, diretta espressione e servitore fedele di quell’economia che uccide. Grecia docet! Celebra il Sinodo sull’Amazonia, riesumando la teologia della liberazione, trasformata per l’occasione in teologia indio, poi quando si accorge di essere andato troppo oltre (sacerdozio ai preti sposati e diaconesse), fa marcia indietro e sforna un documento sul sinodo amazzonico (Querida Amazonia) che ne decreta il fallimento, scontentando tutto e tutti, in primis proprio quell’ala ultra radicale e progressista della Chiesa, ben rappresentata dal Card. Marx (nomen omen).
Intanto le chiese sono sempre più vuote, le vocazioni scarseggiano, certi pretonzoli fanno a gara per sbeffeggiare il Credo domenicale preferendo la pachamama, gli Angelus domenicali sono pressoché deserti o giù di lì, mentre il popolo di Dio si dibatte fra incertezza e turbamento davanti ad Encicliche ed Esortazioni, dove Gesù Cristo, dopo essere stato detronizzato, appare perlopiù come un ornamento, fra dichiarazioni e pronunciamenti che rasentano lo storicismo ed il naturalismo (Laudato sii!) più puri e sfacciati, quando non addirittura l’eresia e l’apostasia, leggi: Amoris Laetitia.
Che altro c’è da dire su questo povero Bergoglio tradito e lasciato solo? Che in cima a tutte le prove, esiste l’infallibile promessa del suo Fondatore: non praevalebunt!!!!!






















