
La nobildonna Costanza Afan de Rivera Costaguti
Andrea Stefano Marini Balestra
COSTANZA AFAN DE RIVERA COSTAGUTI: PRESENTE !
Certamente Costanza nel suo funerale, che si tiene oggi 16 settembre alle 16 a Roccalvecce, avrebbe gradito il saluto che durante il ventennio si dava ai defunti.
E si, proprio presente resterà nei cuori di chi la conobbe e l’apprezzò per il suo rigore morale, politico, sociale ed anche sportivo.
Donna Costanza Afan de Rivera Costaguti figlia di Achille Belloso e di Giulia Florio portava nelle sue vene il sangue dell’Afan de Rivera ministro dei Re Ferdinando e Francesco di Napoli cui vanno ascritte le grandezze urbanistiche della Città di Napoli e dei Florio, che piemontesi di origine scesero in Sicilia e la resero famosa nel mondo.
Costanza aveva quindi le caratteristiche proprie di un’antica aristocrazia imprenditoriale che ben si compenetrava in quella storica che generava regnanti e papi.
Ritenuta donna romana perché nata in piazza Mattei (quella della fontana delle tartarughe), poi palermitana perché legatasi ad un nobiluomo siciliano, comunque patria di sua Madre, ma non certo secondario, essere viterbese, perché in Roccalvecce, dove si è spenta consunta da un male ancora poco curabile, era voluta tornare per morire nell’avito castello che domina il paesaggio a nord di Viterbo.
Ha vissuto da signora anche nella decadenza economica delle famiglie d’origine, modesta, corretta, inflessibile nelle sue convinzioni politiche derivatele dal Padre, missino da sempre. Non potremo mai dimenticare quel suo sguardo severo, aquilino, proprio da vera gentildonna di un tempo.
Militante sin da ragazza nei gruppi giovanili della destra pervenne ad Alleanza nazionale nelle cui liste al Comune di Viterbo concorse ad elezioni.
Poi, inevitabile, l’approdo con il Polo sovranista e Fratelli d’Italia. Mai ebbe uno sbandamento nel credo dei valori nazionali e cattolici.
Ma la sua fama resterà legata all’impegno che ella ebbe per ricordare ed illustrare la famiglia Florio.
Costanza fondò circa una quindicina di anni fa l'Associazione culturale “La Sicilia dei Florio” e nell’ambito riuscì ad organizzare un evento motoristico d’epoca a ricordo della mitica Targa Florio, ideata da suo zio Vincenzo.
Qualche mese fa, per i tipi della Sperling & Kupfer è stato pubblicato il suo libro “L’ultima Leonessa” dedicato alla Madre Giulia Florio di cui sentì tutto il fascino.
Un’opera che ricorda e documenta la storia della Famiglia Florio che a cavallo tra il XIX e XX secolo ebbe importanza non solo in Sicilia ma nell’intera Europa.
Ciao Costanza. Non ti dimenticheremo. Il tuo libro nelle nostre biblioteche ci ricorderà sempre la tua bella Persona e la tua Famiglia.
Al Figlio Cesare ed ai nipoti, le più sentite condoglianze.






















