Willy Duarte

Giuseppe Bracchi Giornalista pubblicista – Avvocato TERU Umbria

Mentre in Italia si perde tempo prezioso per parlare di un referendum inutile e dannoso per la democrazia, a Colleferro un giovane di 21 anni Willy Duarte viene massacrato da quattro energumeni inferociti.

Subito i soliti speculatori mettono le mani avanti sbandierando il razzismo o amenità di questo genere o processando i social in una sorta di salotto bene fatto per benpensanti, più che per persone intelligenti in grado di elaborare concetti. In tutto questo bailamme mancano solo tantine e bottiglie di prosecco.

Il razzismo centra quanto il cavolo a merenda. Quei criminali erano già noti alle forze dell’ordine, quindi se la vittima avesse avuto la pigmentazione della pelle di un colore diverso sarebbe stata ammazzata lo stesso. I social, come ormai da decenni e decenni dovremmo sapere tutti, spesso è una palestra fatta apposta per gli imbecilli, per cui o ci li teniamo come sono oppure si fa come in Cina chiudendo internet. Ciò premesso, secondo me, sono altre le riflessioni da fare davanti alla morte atroce di un ventunenne.

Prima riflessione. Se un ladro o un malvivente ci entra in casa con intenzioni non certo benevoli e il proprietario respinge la violenza con la violenza, per difendere la vita sua e dei suoi cari, oltre che i sudati beni, ecco che la magistratura è pronta ad affibbiargli l’accusa di omicidio volontario. Se invece quattro spregevoli individui ammazzano di botte una persona, pestandola per 20 minuti sotto gli occhi esterrefatti ed inorriditi dei presenti, l’accusa è di omicidio preterintenzionale. E su questo già ci sarebbe molto da eccepire.

Seconda riflessione. Da anni un paese intero, Colleferro, dichiara di avere paura dei “fratelli gorilla” e delle loro imprese di violenza e di prevaricazione verso il prossimo; i due sono noti alle forze dell’ordine per le loro gesta criminali e per spaccio di droga; sono possessori di un vettura alquanto costosa e durante l’estate si procurano perfino gli alberghi più in vista dove trascorrere le vacanze, non disdegnando di sbandierare ai quattro venti i loro privilegi sui social, ottenuti senza arte né parte.

Terza riflessione. In stati di diritto che si rispettino, in nazioni normali cosa che l’Italia non è, certe persone dovrebbero stare dietro le sbarre, anziché andarsene tranquillamente a spasso a spacciare droga o picchiare la gente. Ma tant’è. Mi domando, ad esempio, se la magistratura competente o le rispettive forze dell’ordine si siano mai premurate di svolgere indagini patrimoniali sui fratelli in questione, per verificare da quali leciti guadagni (sic!) derivi tanto sfarzo di vita, considerando che l’unico loro lavoro, si fa per dire, è soltanto quello di picchiatori scelti.

Quarta riflessione. La morte di Willy Duarte come quella di altrettante giovani vittime di animali senza ragione, devono spronare il Legislatore ad inasprire le pene, a monitorare certi ambienti, a presidiarli di tutte quelle cautele necessarie ad evitare, per quanto umanamente possibile, che si ripetano crimini bestiali come quello di cui è rimasto vittima Willy o altri come lui in passato. Demonizzare le arti marziali o sport come il pugilato che esistono da tempo immemorabile è solo esercizio di pura retorica. Il legislatore, le forze dell’ordine e la magistratura (non quella alla Palamara) devono far capire ai cittadini che sono dalla loro parte e che tutti coloro che non rispettano le norme e le regole del vivere civile non la faranno franca con una pacca sulle spalle o con pene irrisorie.

Questo è quello che mi ha insegnato la morte di Willy Duarte o di ragazzi come lui. Queste sono le riflessioni che, secondo me, andrebbero portate al centro dell’attenzione della politica e discusse nei luoghi istituzionali preposti. Diceva spesso mia nonna che il pesce puzza dalla testa. C’è troppa corruzione, troppo lassismo morale e giuridico in coloro che per primi dovrebbero salvaguardare il buon nome della democrazia, in Italia diventata ormai anarchia pura. Un lassismo, stiamone certi, che a lungo andare pagheremo ancora più caro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 709 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it