Antonio Cignini

Nel panorama leggero e non eccelso della musica pop contemporanea, Debora Vezzani spicca nettamente per il suo porsi come voce eccezionale, rara se non unica, di originale produttrice, arrangiatrice e interprete di una raffinata lirica religiosa.

Anzi, inedita poesia teologica. Ma in un linguaggio chiarissimo e comunicativo. È una giovane mamma di tre piccoli splendidi maschietti. A questi e a tutti può cantare "Bambino mio" (brano 2) e "Ninna Nanna" (brano 8) e farlo "da Dio”: questa espressione, a lei cara e frequente, non ha il banale significato usuale, ma quello profondo del suo pensiero mistico-poetico.

Debora è dolce e forte, colta, persino umorista, piena di gioiosa vitalità anche grazie alla sua fede ardente scoperta da pochi anni come una vera rinascita o resurrezione da una vita piatta, sfortunata, buia, frustrante, che l'ha portata alle soglie della "malattia mortale" come Kierkegaard definì la disperazione.

Credente convinta e appassionata, manifesta un entusiasmo esuberante e travolgente che può contagiare chi si sintonizza col suo mondo spirituale. Il sistema lirico-teologico di DV è una visione globale, totale e totalizzante della realtà, anzi della Realtà. Privo di astrazioni è caratterizzato da un linguaggio chiaro, immediato e fortemente comunicativo, sostanziato di realismo cristiano, mutuato e mediato dagli scritti della mistica Luisa Piccarreta sublime e dolce, ma talora crudamente ruvida.

È sulla scorta di quest'ultima che legge la storia, tutta – umana, pre-umana e oltre-umana – come un fitto intreccio di eventi in sequenze incrociate. Queste, per semplificazione didattica, sono tripartite, ma sempre congiunte e unificabili nei tre parametri della Divina Volontà, Creazione, Redenzione; Santificazione, scanditi da un triplice FIAT (così sia fatto):

1) quello dell'Eterno Padre Creatore (FIAT lux e la luce fu);

2) quello di Maria in risposta all'Angelo Annunziante (FIAT, avvenga di me secondo la tua parola); 3) quello di Gesù nel Getzemani che, in tentazione/crisi di panico – paura, angoscia, accasciarsi, sudor di sangue – esce da questa “ora delle tenebre” col suo FIAT al Volere del Padre: "... Padre, che passi da me questo calice, ma non la mia Volontà, ma la tua sia fatta". Triplice atto di fusione che i veri fedeli sono chiamati a far propri. Esempi di questa visuale globale, totale e totalizzante della Realtà di Debora Vezzani sono reperibili in tanti passaggi dell’album, come alcuni del 7° brano "Giro dell'anima":

– "Voglio girare nel tuo volere / per eseguire tutti gli atti tuoi / e farti compagnia unendo gli atti miei / voglio abbracciare il sole, il cielo / le stelle la terra e il mare / gli angeli i santi e Maria".

       È molto di più del pur sempre sublime Cantico di frate Sole.

       Nelle composizioni di Debora è onnipresente il tema del "Venga il tuo Regno" inscindibile dal dono fatto agli uomini della "Divina Volontà". Lo ha visto persino nelle iniziali del suo nome e cognome, DV che non è una casuale coincidenza, ma, come ama dire, una Dio-incidenza.

       Il concetto è ribadito nei frequenti refrain. Questi sono presenti nei canonici ritornelli. Quello del 7° brano, spicca e si riconosce, come tutti gli altri, per il tono e volume della voce accentuatamente alzati, fino al gridato, dopo le frasi preparatorie melodicamente più tenui e discorsive. Questo:

– "Ti amo con la tua volontà / in ogni Tua opera; / e in questo giro dell'anima / ti chiedo il Regno della Tua Volontà". Refrain non raro è la duplicazione di versi uguali appaiati gradevolmente a rima baciata:

– "...Voglio trovarmi in Te in tutti...

Per darti per tutti amore immenso ed infinito

Per darti per tutti amore immenso ed infinito".        

Oppure:

– "...e tutto porto davanti a Te

per chiederti il Regno della Tua Volontà

per chiederti il Regno della Tua Volontà".

          Mi richiamano quelli della famosa ballata di Guccini “La locomotiva”:

           "un pazzo si è lanciato contro al treno,

           un pazzo si è lanciato contro al treno,

           un pazzo si è lanciato contro al treno..."

   "....la macchina eruttò lapilli e lava,/ esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:

           lo raccolsero che ancora respirava,

           lo raccolsero che ancora respirava,

           lo raccolsero che ancora respirava...”

La musicalità dei testi di DV si avvale continuamente anche di rime "al mezzo" e di assonanze ravvicinate. Sono accurate scelte foniche, ritmiche, linguistiche, che dànno ai versi una fluidità e cantabilità che precedono lo spartito. È dubbia l'eco di Guccini. È sicura quella di Mogol di cui Debora ha frequentato corsi e lezioni con vincite di relativi premi.

           L'umanesimo integrale – o Realtà Totale, visibile e Invisibile – di Debora ha il fondamento teorico nel Dio dei cristiani, non astratto e impersonale, ma Reale, Vivo, Vicino, sempre Presente in tutto e in tutti, ma che è lontano da visioni immanentiste che confondano il Creatore e le creature. Esempi eloquenti traspaiono in "Bambino mio" (brano n° 2):

–"Bambino mio, ascoltami Io ti amo tanto / Voglio farti conoscere la tua origine / Guarda il Cielo/ Hai un Padre Celeste lassù / Che ti ama tanto Che ti ama tanto"

Chi è il soggetto grammaticale e logico dello "amare tanto"?

Ritengo che siano, alternativamente, la mamma e poi il papà del bambino ma in simultanea col “materno” Padre Celeste, ossimoro, quest’ultimo, che si scioglie ricordando il famoso “Mi piacerebbe chiamare Dio _Mamma_” detto scandalosamente da papa Luciani, che scioccò mezzo mondo ignorante o dimentico dei chiari supporti biblici in merito.

La sua “origine”, da insegnare a ogni bambino di ogni età, è il Primo Modello – o archetipo platonico – della genitorialità che è Dio stesso, Dio Padre. E allora il “ti amo” di papà e mamma, sono solo ombre, echi, imitazioni dell’Amore Originario ovvero Volontà Divina. L’io e l’amore umano si ritrovano e si realizzano solo annullandosi – senza scomparire – nella Divina Volontà. Conseguenza logico-linguistica è il sovrapporsi e l’intrecciarsi dei soggetti logico-grammaticali – quello Divino e quello umano – nelle operazioni esistenziali concrete, come respirare, palpitare, camminare… cantate da DV. Vi predomina ovviamente quello Divino. Presente in tutto l’album, emerge in particolare nei refrain del brano n° 6 “Atto Preventivo”: “Vieni a palpitare nel mio cuore / a guardare nei miei occhi / vieni a respirare il mio respiro / vieni a vivere in me / vieni a circolare nel mio sangue / ed a camminare nei miei passi… a continuare la Tua Vita in me”.

         Era già stato anticipato chiaramente in Bambino mio:

– "[Lui] ha formato la sua abitazione / Nel fondo dell’anima tua / Perché ti ama tanto Lui dà vita al tuo palpito / Lui dà vita al tuo respiro / Lui cammina nei tuoi passi / Si muove nelle tue mani / E parla nella tua voce ".

Chi è il soggetto del respirare, del camminare, del muoversi / del parlare? Nella filosofia di Debora, l'io individuale non è certamente fatto scomparire dall'Io-Volontà di Dio. Il suo Dio, come in sant'Agostino, è "più intimo a noi di quanto noi non lo siamo a noi stessi”, ma resta distinto dall'io: è quest'ultimo che fa le proprie scelte anche diverse, opposte, ribelli. Il primato di Dio si fa ancora più esplicito in ciò che è denominato “Atto di Fusione”. Questo – che nell’album diventa il titolo di ben due brani, il 5° e il 10° – si svela e si impone decisamente ancora in Bambino mio, dove l’incipit, l’attacco del canto, che appariva tutto e solo umano (l’amore di mamma e papà) si rovescia completamente, nel finale, quando, a sorpresa, ma con leggerezza e naturalezza, la voce cantante sostituisce _Bambino mio_ con _“Padre nostro”_ detto dal figlio, da tutti i figli, di ogni età, compresi mamma e papà.

         Questa “unità dei distinti” è in fondo la lapidaria formula di san Paolo:"Non sono più io che vivo ma è il Cristo che vive in me". È esplicita nel canto n° 1 La Perla preziosa:“Il mio cibo è fare la Volontà di Dio / per essere come Lui in questo mondo … non ho paura di vendere tutto / perché ho trovato la Perla preziosa / non sono più io che vivo ma è il Cristo che vive in me”.

che offre un filmato personale e famigliare che dura quanto la canzone. 

Dato che gli 11 brani sono solo digitali senza il supporto fisico la cantautrice stessa ha indicato: "Puoi acquistare il mio nuovo album in tutte le piattaforme digitali! Ecco le principali:
- iTunes: https://apple.co/2PWHoRP
- Google Play: https://bit.ly/3h4epHO
- Amazon: https://amzn.to/320isyK 

 

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 737 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it