
Che tenerezza!
dott. Giuseppe Di Prima
La “GIORNATA DEL CANE” mi ha spinto a fare qualche riflessione: Il rapporto uomo animali non è semplice ma molto complesso.
Sia pure con qualche incertezza, si potrebbe affermare che il cane possiede una anima, non come la nostra ma che sente il dolore, la sofferenza, la solitudine, l’affetto.
Le manifestazioni psichiche mostrano sensibilità, emozioni, memoria.
Il comportamento dell’uomo e dell’animale nel rapporto di vita che conducono l’uno a fianco all’altro non è ancora stato studiato a fondo. Mentre molto si è indagato sul comportamento dei cani, molto poco si è detto degli stessi, costretti a vivere con l’uomo in agglomerati fortemente urbanizzati, quasi sempre nell’angusto spazio di un appartamento.
In Italia quasi otto milioni di cani trovano asilo, alimento e affetto presso altrettante famiglie. Mai si era data tanta ospitalità ad una massa così grande di cani. Un fenomeno di tali dimensioni non può trovare giustificazione con la semplicistica spiegazione della moda ma va ricercato nel profondo della psiche umana. La società dei consumi ha creato le condizioni per il diffondersi dello spirito zoofilo ma non come fatto positivo del benessere generalizzato anche per gli animali.
Il diffondersi e l’affermarsi dello spirito zoofilo è un fatto consequenziale che tenta di rimediare ai numerosi aspetti negativi della società del benessere quali solitudine, emarginazione, indifferenza, egoismo, scomparsa dei valori fondamentali su cui riposava la società preconsumistica. L’uomo, nella ricerca affannosa per colmare i vuoti che lo circondano, ha trovato il cane, e ad esso ha affidato tutti i suoi affanni.
Non è azzardato comunque affermare che “l’uomo ha bisogno degli animali d’affezione” intendendo quegli animali in grado di suscitare, di ricevere affetto e di ricambiarlo stabilendo con l’uomo una autentica relazione simbiotica. Del resto la storia dell’uomo è strettamente legata a quella degli animali. Il cane, che l’uomo addomestica da circa dodicimila anni ha stabilito con l’uomo un’intesa di reciproco sostegno e d’affetto che il tempo consolida; intelligente, docile, con grande desiderio di amare e di essere amato, il cane è l’animale che ha seguito più da vicino l’uomo nella sua avventura.
Ha stabilito con l’uomo collegamenti complessi e oggi, quale prova d’amore si è adattato nell’irrazionale casa del padrone, assumendo il significato di insostituibile sostegno sociale e fonte di reciprocità affettiva. Prova ne è l’interazione del cane nel nucleo familiare di appartenenza a tutti gli effetti, anche a quelli giuridici. Cane e padrone spesso convivono in una così stretta promiscuità che l’uno è portato ad assumere le abitudini e gli atteggiamenti dell’altro e non si può correggere l’uno senza “frugare” nella vita dell’altro.






















