
Giuseppe Bracchi – Giornalista pubblicista – Avvocato TERU Umbria.
Si sono trovate vicine nel mio recente articolo su questo giornale on line, “Il Breviario del negazionista ai tempi del COVID”, e alcune pagine dello “eretico rispetto al mito di un ritorno del COVID in Italia”, prof. Giulio Tarro.
E’ riprendere il mio discorso, unire i miei pensieri ai suoi, sì da farne “un sol consiglio” (Pur mo venian li tuoi pensier fra i miei / con simile atto e con simile faccia /sì che d’entrambi un sol consiglio fei”, Dante, Inf. XXIII, 28-309).
Il mio pensiero nella fattispecie, infatti, è il seguente: nel condurre l’interpretazione che vede nel mito di un ritorno del COVID, non già un errore contro i sedicenti comitati, ma un errore di queste task force pagate, peraltro dai contribuenti, chi si può validamente incontrare quale guida, per uscire da queste contraddizioni che sembrano insolubili, non sono già costoro e i vari arlecchini servitori di innumerevoli padroni, ma il prof. Giulio Tarro, autore di un prezioso quanto assai poco propagandato volume dal titolo già di per sé alquanto significativo: COVID Il virus della paura, scritto in collaborazione con il prof. Francesco Santoianni.
Il prof. Giulio Tarro non ha bisogno di presentazioni. Allievo di Sabin, ha dedicato la vita alla ricerca. Già primario dell’Ospedale Cotugno per le malattie infettive, Virologo di fama mondiale, autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche è stato candidato al Premio Nobel per la medicina. Francesco Santoianni, già Professore a contratto all’Università di Napoli, dove ha insegnato Disater Management – Protezione civile, si è occupato per 40 anni di Pianificazione e gestione dell’emergenza (www.covid19-bastapaura.it).
Il volume lo consiglio modestamente all’attenzione ed alla lettura di tutti gli appassionati di questo giornale on line. Ma soprattutto a coloro che amano il pensiero libero, non l’ideologia o tecniche di sociologia spicciola e da avanspettacolo.
Il sugo manzoniano di tutto il volume (ben argomentato con dati di fatto, numeri e statistiche frutto di esperienza decennale e riferimenti scientifici inoppugnabili, di facile lettura per chiunque) è il fatto, non da poco, che Giuseppi e compagni di merende varie, col supporto di compiacenti ed asserviti comitati tecnici e task force create ad arte per distribuire soldi e favori ad amici ed amici degli amici, continuano a terrorizzarci annunciando che dovremo “convivere con il virus”.
E così mentre molti Paesi tornano alla piena normalità, in Italia si prevedono mascherine per i bambini a scuola e vaccini per tutti (il capitalismo sanitario di Bill Gates e soci, un vaccino che al di là ancora dall’essere realizzato, potrebbe risultare alla fine di dubbia utilità se non addirittura pernicioso: “Stranamente, durante l’emergenza Covid 19 ben poco è stato detto su una risorsa fondamentale per neutralizzare il virus: il nostro sistema immunitario.
Questo sistema si basa su due comparti difensivi: il primo è la cosiddetta immunità innata o aspecifica. Presente sin dalla nascita, è lo scudo fondamentale contro alcune infezioni molto comuni. Non è quindi capace di identificare e quindi attivarsi per agenti patogeni che conoscono continui mutamenti, quali ad esempio molti virus (soprattutto Coronavirus).
Il secondo comparto è costituito dall’immunità detta adattiva o specifica”; riconosce anche agenti patogeni mai incontrati grazie a meccanismi estremamente complessi che coinvolgono i linfociti T e B gli anticorpi (prodotti dai linfociti B) ed una miriade di sostanze denominate citochine che attivano linfociti, fagociti, ed altre cellule del corpo.
Il sistema immunitario può essere gravemente compromesso da fattori quali lo stress (ad esempio stare rintanati in casa per mesi a terrorizzarsi con quello che la TV racconta sul Covid 19) e da sbagliati stili di vita e alimentari. E può essere fortificato facendo moto e prendendo il sole. Insomma nulla di diverso dai consigli che vi avrebbero dato i vostri cari. Certamente, non i vari “esperti”, pagati due mila euro per dieci minuti di comparsate in TV”).
Quella letta tra parentesi è soltanto una delle innumerevoli ciliegine sulla torta che possiamo apprendere dal Prof. Tarro sul Covid 19 ed i suoi retroscena, che hanno impedito, per esempio, che si sapesse che, già a marzo, i contagiati in Italia erano milioni. Gli stessi che hanno impedito l’assistenza medica domiciliare, obbligando così i malati a morire di infezioni ospedaliere. Gli stessi che hanno trasformato gli italiani in ipocondriaci e in burattini manovrati da “esperti” in TV.
Leggeremo ancora che la scelta demente di non effettuare autopsie sui morti per o di covid, avrebbe, invece, svelato che non già la mancanza di ventilazione polmonare avrebbe ucciso diversi pazienti, ma la formazioni di coaguli di sangue. Destino infausto che si sarebbe potuto evitare per altri sventurati somministrando eparina. Per non parlare poi delle scelte politiche scriteriate compiute negli anni, che hanno dimidiato interi reparti di terapia intensiva: è tutto scritto nero su bianco.
Ma anziché rimboccarsi le maniche ed ammettere gli errori, sedicenti esperti e politicanti cialtroni continuano a terrorizzare e terrorizzarci con inutili quanto inesistenti stati di emergenza al solo scopo di instaurare, come ha giustamente sottolineato il filosofo Cacciari, una dittatura democratica. Se questo è potuto accadere ed accade, è merito anche e soprattutto di sedicenti intellettuali e di tanti cortigiani che sperano di ottenere favori con assurdi divieti e con eventuali vaccini.
Il tutto condito con l’olio e col grano di una campagna diffamatoria e denigratoria verso tutti coloro che si permettono di evidenziare le follie che hanno costellato questa gestione dell’emergenza che oltre ad aver provocato un numero spropositato di morti, rischia di gettare nella miseria milioni di italiani. Ci sveglieremo mai dalla maledizione del letargo? Lo spero, anche se spesso come già aveva sentenziato lo scrittore Mark Twain è più facile ingannare la gente piuttosto che convincerla di essere stata ingannata.






















