Viterbo CRONACA I Facchini? Fatica, sudore,
vigore e probabilmente un pizzico di follia d'amore
di Laura Ciulli

 

I giovani viterbesi coltivano un sogno sin da piccoli: diventare facchini di santa Rosa, la nostra piccola grande Santa, che ancora oggi ci fa sentire il profumo della sua anima, dopo poco più di 760 anni dalla sua morte!

Questi uomini di bianco vestiti, a simboleggiare la purezza d'animo,  con fascia rossa in vita, per ricordare la traslazione del corpo della Santa nel 1258, e scarponcini neri sono il "motore umano", fatto di amore e forza fisica che la sera del 3 settembre portano in trionfo la Macchina di santa Rosa.

Loro muovono il campanile che cammina per le vie di Viterbo, tra un pulsare di cuori infervorati dall'amore per una figura così singolare che, con il suo virtuoso operato, seppe risvegliare la città dal torpore nel quale era caduta.

Fatica, sudore, vigore e probabilmente un pizzico di follia d'amore spingono questi cento facchini a realizzare un'impresa unica al mondo, che unisce grandi e piccini in un unico coro: "Evviva santa Rosa, evviva!”.

Per fare ciò devono sostenere la "prova di portata ", come è sancito dallo statuto, in cui un'apposita commissione composta dal presidente del Sodalizio, dal Capo facchino e dal Consiglio Direttivo, valuterà la prestazioni degli aspiranti e dei facchini veterani.

Per un tragitto di 90 metri, nella Chiesa di santa Maria della Pace, devono portare sulle spalle una cassa di 150 kg, in  un percorso ellittico disegnato sul pavimento e per tre volte, naturalmente muniti di un certificato medico che attesti comunque l'idoneità fisica.

Per accedere alla prova di portata come aspirante Facchino bisogna aver compiuto diciotto anni e non aver superato i trentacinque anni.

Esce così la rosa dei cento Facchini: stanghette, spallette e ciuffi a seconda della posizione che occupano, ai quali si unisce l'impegno delle leve, delle corde e degli addetti ai cavalletti.
A sostenerli, a guidarli il Capo facchino, ruolo sicuramente prezioso e fondamentale per la sicurezza del trasporto.
Quella sera con camicia, calzoni alla zuava, calzettoni e fazzoletto alla corsara rigorosamente bianchi e fascia rossa cento uomini a braccetto, sfilano fino ad arrivare a Porta Romana, dove ad attenderli in tutto il suo splendore è Fiore del Cielo al suo ultimo trasporto, per regalare un'emozione che ha il sapore della fede per santa Rosa.

Laura Ciulli

 

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