Viterbo CRONACA I lavoratori dipendenti e i pensionati sono sempre le vittime più facili
di Agostino Giovanni Pasquali

 

Matteo Renzi... ride?!

Gentile Direttore, mi permetta di manifestare la preoccupazione di un pensionato per la tempesta che sta per colpire le pensioni.

La ringrazio per l’ospitalità e passo a commentare l’Operazione “Tappabuco” (Preoccupazioni di un pensionato come tanti).

Il governo italiano, di qualsiasi colore o orientamento politico-economico, è costantemente alla  ricerca affannosa di denaro per quadrare il bilancio.

Le previsioni del governo sono sempre ottimistiche e perciò sono sistematicamente smentite dai fatti.

     Si spende di più e si incassa di meno del previsto. Manca dunque sempre qualche miliardo di euro.

      Come fa una volpe affamata, ma astuta, che cerca di aggredire il pollaio con più polli e meno difese, così il governo cerca una categoria di cittadini da poter spennare, tosare, spremere (il verbo importa poco), purché senza incontrare troppe resistenze e senza rischio di evasione. 

I lavoratori dipendenti e i pensionati sono sempre le vittime più facili e, nonostante proteste sindacali più formali che sostanziali, vengono regolarmente colpiti con tagli più o meno lineari. Però, sia chiaro! sempre nell’interesse superiore dello stato.

      (Gentile Direttore,ho scritto stato e governo con l’iniziale minuscola. La prego di non correggere, perché il nostro stato e il nostro governo attualmente non meritano la maiuscola).

     Quest’anno però la fantasia del ministro Padoan ha inventato l’ “asticella” per far pagare e far soffrire in modo più equo, proporzionale e calibrato i pensionati.

     Non è mica una novità. Già da molti anni le pensioni hanno una rivalutazione diversa secondo fasce di importo, cioè quanto più alto è l’importo tanto più bassa è l’aliquota di rivalutazione, e per un paio di anni le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo sono state già bloccate del tutto.

     Allora dov’è la novità?

La novità sta nella scelta dei nomi (in questo campo i governi sono bravissimi; infatti, come ha insegnato Giulio Tremonti, la finanza deve essere “creativa”). Perciò, secondo anticipazioni attendibili, facendo una media delle ipotesi in circolazione, le pensioni potrebbero essere misurate con l’asticella e classificate, con appropriati termini verbali, in:

-  pensioni medaglia d’oro (oltre 10.000 euro lordi mensili)

-  pensioni medaglia d’argento (fra 6.000 e 10.000 euro lordi mensili)

-  pensioni medaglia di bronzo (fra 3.000 e 6.000 euro lordi mensili)

-  pensioni senza medaglia, dette anche di ferro, (fra 1.000 e 3.000 euro lordi mensili)

-  e infine, se proprio le vogliamo classificare, pensioni di mer … (No, non è merito!) sotto i 1.000 euro.

      I pensionati con medaglia dovranno subire una decurtazione “una tantum” come contributo di solidarietà.

      Renzi smentisce questo programma (Renzi smentisce due suoi ministri : Padoan e Poletti! Si vede bene che è allievo di Berlusconi!), ma io non sono tranquillo. Ci manca solo che Renzi dica: “Pensionati, state sereni!”

*     *     *

      Personalmente trovo giusto che io, quale pensionato medagliato, debba pagare un contributo, se esso serve ad evitare il fallimento dello stato. E’ meglio che io sia un po’ più disagiato in uno stato che sopravvive, piuttosto che meno disagiato, ma in uno stato fallito.

      Mi dispiace però che la “casta” (politici, amministratori, burocrati ecc), che da anni promette tagli alle proprie laute indennità, in concreto non abbia subito né subisca riduzioni sostanziali; le quali riduzioni, se sono previste, sono scaglionate nei prossimi anni (con la riserva mentale che nel frattempo, con qualche acrobazia giuridica, si inventeranno nuovi compensi).

      Si dice: “Ma la riduzione delle indennità della casta non porta significativi benefici. Al massimo qualche milione di euro, mentre servono miliardi.”  Non perdo tempo a criticare questo modo assurdo, immorale, ingiusto di (s)ragionare. Ma bisogna avere proprio la faccia come il c…avolo per sostenere una tesi come questa!

      Desidero invece porre qualche interrogativo sugli effetti a medio e lungo termine dei tagli alle pensioni (chiedo scusa: sugli effetti del contributo di solidarietà che potrebbe essere pagato dai pensionati).

      Se l’anno prossimo io riceverò, ipotizziamo, mille euro in meno di pensione annua, non mi metterò a piangere, né chiederò l’elemosina. Semplicemente avrò mille euro in meno per spese non necessarie. Comprerò meno alimentari di conforto, consumerò meno benzina, rammenderò i calzini, rinvierò il rinnovo di attrezzature della casa, farò vacanze nel mio giardino … pagherò ovviamente meno tasse:  meno IVA e meno accise sui minori acquisti e meno IRPEF sul reddito diminuito. O il governo sarà tanto sanguisuga da farmi pagare l’IRPEF anche sul contributo di solidarietà?

      (Gentile Direttore, sappia che io pago IVA, IRPEF e innumerevoli tasse senza evasione, elusione e sotterfugi. Mi fischiano le orecchie: C’è qualcuno che dice che così faccio il cog…ne? Pazienza, ci sono abituato a sentire e leggere apprezzamenti come questo).

      Ma torniamo ai miei mille euro in meno (spero che non siano di più) e moltiplichiamo mille per qualche milione di pensionati. Che succederà al PIL? Che succederà alla recessione già in atto, se tanti pensionati, spendendo miliardi di euro in meno, contribuiranno ad aggravarla?

*     *     *

      Mi rendo conto che il governo deve trovare i miliardi mancanti per la quadratura del bilancio e, come ho detto, sono disponibile a dare il mio contributo. Vorrei però che non fosse la solita operazione “Tappabuco”, che consiste in un provvedimento d’emergenza che il buco lo tappa, ma ne apre altri più grossi subito dopo.

      E non è scegliendo l’uno o l’altro settore di cittadini, di solito pensionati o lavoratori dipendenti, da spremere con nuove tasse più o meno mascherate, che si risolve il problema.

      Né lo si risolve con ridicoli trucchi contabili come il considerare PIL le attività illegali (traffico di droga, scommesse clandestine e prostituzione). Se legalizziamo la droga leggera, se legalizziamo la prostituzione, allora si che queste attività divengono PIL e generano pure entrate tributarie.           

      D’altra parte è evidente che il governo non è in grado di eliminare e neppure ridurre queste attività, infatti le tollera. E allora non è forse meglio legalizzarle, senza fare del moralismo da integralisti bigotti?

      Certo che è triste vedere il nostro governo incapace di fare una seria lotta alle attività illecite! E non mi riferisco solo a quelle appena citate, ma anche all’evasione fiscale e alla corruzione, che sono le uniche attività che ci pongono primi in Europa, ma in demerito e con forte distacco sugli altri.

      Certo che è triste e scoraggiante vedere il nostro governo, chiacchierone sbruffone e inconcludente, prendersela sempre con i deboli in una serie infinita di “Operazione Tappabuco”!

Agostino Giovanni Pasquali

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

chi è on line

Abbiamo 1352 visitatori online

 

 I libri

di Mauro Galeotti

 

Cartonato - pag. 246 - euro 25,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it

Cartonato - pag. 808, a colori
da euro 120,00 a euro 80,00
in esaurimento, per l'acquisto
scrivere alla email spvit@tin.it