
La pala d'altare, o retablo, opera di Prete Ilario di Viterbo nella Porziuncola di san Francesco

Prof. Antonello Ricci
Quel Medioevo così vasto e al tempo stesso così finitimo. Quando tra Assisi e la Tuscia correva la distanza di un semplice grido, quello della Vox Populi.
La storia di Francesco d'Assisi, giullare di Dio, incrocia più volte quella dei nostri paesaggi. La fondamentale sosta a Orte sulla via del ritorno dall'importante viaggio a Roma per incontrare il papa.
Il pianto disperato di una mamma per il pargoletto ammalato, dall'alto della rupe di Civita di Bagnoregio: l'invocazione al Poverello assisiate affinché lo guarisse (quel bimbo sarebbe poi diventato San Bonaventura, futuro generale dell'ordine francescano nonché autore della definitiva Legenda di Francesco).
L'inattesa conversione operata dal disarmante-innocente seguace di Francesco, l'umilissimo Fra' Ginepro, nei confronti del feroce tiranno Nicolajo impegnato nell'assedio di Viterbo.
Infine il fine pittore trecentesco Prete Ilario da Viterbo, autore del poeticissimo retablo della Porziuncola, una delle opere più ammirate al mondo.
Grazie Mauro Galeotti, grazie Lacitta.eu per averne ricordata la figura.
Leggete e condividetene tutti! Un pittore poco noto ai più ma orgoglio di Viterbo: Prete Ilario di Viterbo






















