Viterbo CRONACA Costituisce elemento rilevante ai fini dell’iscrizione all’albo dei fessi l’essere stupido

Riunitici, insieme al direttore de "La Città", presso la casa di un amico comune, casa dotata di un piacevole ed accogliente giardino, per trascorrere insieme la serata del sabato della attuale settimana di Ferragosto, uno dei convenuti, anch’egli amico comune, sapendo che noi abbiamo soprannominato il nostro Ospite "Catullo", ha portato qualcosa da dividere con gli altri: il piccolo presente altro non era che una bottiglia del suo vino.
Questo nostro amico, sapendo che tale prodotto, se trattato con arte, cura ed amore, viene particolarmente apprezzato, aveva avvolto la bottiglia, fin dal momento dell’imbottigliamento, in un foglio di giornale ed aveva provveduto a sigillare l’involucro con spago e ceralacca. Per non far prendere luce al vino e per evitare sbalzi di temperatura, ha detto salutandoci; “ed anche per dare un tono di colore”, abbiamo aggiunto maliziosamente noi.
Naturalmente l’omaggio è stato gradito moltissimo, così come è stato debitamente ringraziato il donatore. Siamo, poi, rimasti felicemente sorpresi quando, nello scartare la bottiglia, ci sono caduti gli occhi su quanto era scritto nel frammento di giornale che era stato usato come involucro.
Dopo aver bevuto il vino, peraltro buonissimo, memori del detto “In vino veritas” abbiamo deciso di riproporre quanto rinvenuto su quel foglio ai nostri fedeli lettori convinti di far loro cosa gradita.
Ci dispiace che dal frammento stesso non ci sia stato possibile individuare la testata del giornale né la data e l’anno di pubblicazione. Ci scusiamo con chi di dovere e con l’autore dello scritto, ai quali non possiamo chiedere nelle forme dovute l’autorizzazione a riprodurre ciò che è loro. Chiediamo l’autorizzazione in una forma irrituale e comunque postuma, perché riteniamo ne valga, simpaticamente, la pena.
Riconosciamo, comunque, agli sconosciuti autori, già fin da ora ogni diritto e la paternità del brano augurandoci di poter entrare direttamente in contatto con dette persone che riteniamo, ex articolo, simpatiche e di spirito ameno.
Il passo era così intitolato:
“ Istituzione dell’ordine dei furbi e dei fessi”
Articolo 1 – Albi -
1) E’ istituito l’ordine dei furbi e dei fessi.
2) L’ordine si compone dell’albo dei furbi e dell’albo dei fessi.
3) E’ vietata la contemporanea iscrizione ai due albi.
Articolo 2 - Requisiti per l’ammissione –
1) Sono considerati furbi quanti godono di privilegi e vantaggi a spese dei fessi e occupano posti che si sono meritati non per le proprie capacità ma per l’abilità a fingerle di averle.
2) Sono considerati fessi, esemplificativamente, quanti pagano il biglietto intero in ferrovia; non entrano gratuitamente a teatro; non hanno un commendatore zio, amico della moglie e potente sulla magistratura, nella pubblica istruzione, nella burocrazia; dichiarano alle imposte il loro vero reddito; mantengono la parola data anche a costo di perderci.
Articolo 3 - Elementi di distinzione tra gli albi –
1) I fessi s’interessano al problema della produzione della ricchezza. I furbi soprattutto a quello della distribuzione.
2) I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
3) Chi sa, è un fesso: Chi riesce senza sapere, è un furbo.
4) E’ proprio dei fessi avere dei principi: E’ proprio dei furbi avere dei fini.
5) Sono elementi distintivi dei fessi lavorare, pagare e crepare, mandando avanti l’Italia. Sono elementi distintivi dei furbi non far nulla, spendere e godersela, facendo la figura di mandare avanti l’Italia.
Articolo 4 - Altri requisiti -
1) Costituisce elemento rilevante ai fini dell’iscrizione all’albo dei fessi l’essere stupido. L’elevato numero dei fessi iscritti serve a inibire la cacciata dei furbi.
2) Costituisce ulteriore elemento per tale iscrizione l’incultura, avendo la cultura una funzione utile alla cacciata dei fessi.
Articolo 5 - Contingentamenti -
1) L’iscrizione all’albo dei furbi è effettuata secondo rigorosi contingenti numerici stabiliti anno per ano con decreto del presidente della repubblica
2) L’iscrizione all’albo dei fessi è aperta senza limiti di numero.
Articolo 6 - Iscrizioni -
1) L’iscrizione all’albo dei furbi è concessa d’ufficio alle seguenti categorie:
a) chi sia stato eletto per almeno tre volte alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica o al parlamento europeo cambiando di volta in volta almeno tre diversi partiti;
b) chi sia stato componente di almeno tre governi della Repubblica, ciascuno di differente maggioranza politica rispetto agli altri;
c) chi sia presidente di sezione della Suprema corte di cassazione, senza esercitare tale ufficio, ma godendone gli appannaggi relativi in virtù di carriera compiuta per sola anzianità:
d) chi, svolgendo mansioni sindacali ovvero esercitando un mandato politico oppure ricoprendo cariche amministrative, maturi anzianità di lavoro, promozioni e miglioramenti economici senza lavorare mai.
2) L’iscrizione all’albo dei fessi è concessa dietro dichiarazione sottoscritta dal richiedente che autocertifica la propria condizione di fesso. Non si applicano, nei confronti dei sottoscrittori di tali dichiarazioni, le sanzioni previste dalle norme vigenti in materia di autocertificazione, essendo di per sé evidente che chi dichiara di essere un fesso è per ciò stesso un fesso.
Articolo 7 - Insegne -
1) L’albo dei furbi è dotato di proprio stemma araldico concesso con decreto del presidente del Consiglio dei ministri. Il motto riportato sotto la punta dello scudo è, in caratteri maiuscoli romani, “accà nisciuno è fesso”.
2) L’albo dei fessi è dotato di proprio stemma araldico concesso con decreto del presidente del consiglio dei ministri. Il motto è, in caratteri maiuscoli romani, “dovere”, siccome parola d’ordine che si ritrova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
Beh, non ce la sentiamo, nell'occasione di smentire il detto "Chi trova un amico trova un tesoro".
"La Città"






















