O vita, senza illusioni, o vita Se ci percoti noi ti vinceremo, se tu lo voglia, alla proda smarrita navigheremo, con l'intatto remo!
Vincenzo Cardarelli
Breve dissertazione sulle poesie di Sandro Mario Giambelluca "la sola impresa di leggere per intero questo libro costituisce di per sé un atto di amore Comincia con questo frammento", che già è poesia, il libro di Sandro Mario Giambelluca; infatti, nell'aletta della prima di copertina in alto c'è quanto precipuamente detto.
Da buon crociano, ovvero, da sempre amante della libertà, voglio partire in modo insolito in questa dissertazioncella, concentrandomi sui segni e sugli elementi scritturistici che solitamente nei libri passano inosservati. Nelle mie letture qualunque esse siano, sono solito di considerare poco l'autore e molto me stesso.
Per me leggere significa contemplare, affinché lo sforzo della lettura mi ricompensi con risultati non sempre previsti; È con questo intento che inizio il percorso con una coscienza filosoficamente molto profonda. Questo atteggiamento che richiede amore, passione, e una serie di sentimenti infinita mi condurrà sicuramente, a sceverare la letteratura utile dalla letteratura inutile: in questo caso, la poesia dalla non poesia.
Scriviamo di filosofia, di poesia, di storia, di teologia eccetera eccetera non per fare qualcosa di importante, bello, ma, perché siamo esseri umani e vogliamo continuare ad essere umani. Il copioso volume di poesie di Giambelluca, letto da me in tre giornate di assoluta solitudine, ha risuonato con la mia anima in una successione intermittente di valori, ora dal colore forte, ora dal colore sbiadito, ora con i colori bene armonizzati, ora con i colori meno bene armonizzati. La valorialità poetica non è certamente definita dal valore matematico (bene - meno bene, armonia - non armonia) ma, dalla libertà e dalla verità con le quali il poeta scrive le sue espressioni. A leggerle di fila sembra quasi che il poeta sia ossessionato da una visione escatologica di eventi trascendentali, quasi volesse lavorare sullo sviluppo di esperienze personali del sacro, una vera e propria gnosi.
L'approfondimento dell'esperienza individuale è ciò che sta in forme persuasive per l'intero volume. È l'amore. Amore energia che armonizza corpo e intelletto per raggiungere con più rapidi momenti la scoperta della bellezza, una bellezza che ininterrottamente dona la vita, la gioia, la gloria. Questo amore con l'aiuto dello Spirito Santo ha irradiato il mondo di una luce nuova, e, in ogni cuore umano che lo ospita, ha dato l'intelletto creativo, con accoglienza d'amore. Colori dediti alla ricerca di una poesia pura, non perché sia una questione di colori puri ma di una poesia considerata oltre la pesantezza del male e dell'ignoranza. Poesie di colore dove il poeta, al centro della vita cosmica registra, registra in qualche modo, il lirismo dell'ambiente che lo circonda. Ogni esperienza poetica resta in memoria finché non completata, questo l’ha capito benissimo Giambelluca.
Infatti, il grande poeta calabrese ci svela i meccanismi dell'anima utili per completarla e liquidarla così che l'umanità possa andare oltre, e, così, cancellare definitivamente qualsiasi vissuto negativo ed avere la possibilità di generare qualcosa di diverso e più elevato. " L’oscurità ancora ci circonda". Ecco il nostro poeta denunciare la profonda crisi universale che l'umanità sta attraversando, quasi sempre derivata dall'educazione coercitiva che la società impone per essere accettati. Ogni errore dell'uomo è occasione per la vendetta dell'altro, inoltre, lo scarso sviluppo culturale permette un'evoluzione razionale piuttosto bassa così che ogni diversità viene vista come una minaccia.
La somma e risultante di tutto questo ha ha portato le nazioni, in apparenza più cristiane, a compiere i crimini diabolici sia in termini di quantità che di qualità," un inciampo alla fine l'ha fermata, | ma il rischio è sempre grande." Giacomo Leopardi scrivendo "L'infinito" ci ha regalato un inno all'immensità e un invito a perdersi in essa, una sorta di cantico "agli sterminati spazi e ai sovrumani silenzi". Oggi, la poesia di Sandro Mario, ci risveglia da un preoccupante umore sociale. "Una fauna di corpi si dimena| tra fiumi e luci stupefacenti, | caracollano lenti, | come in un deserto di noia." Questo significa il disastro del controllo egocentrico della realtà, un livello di coscienza basato sull'emotività e sulla paura, e questo sfuggendo al controllo sfocia inevitabilmente nell'aggressività o nel nichilismo, sa bene il poeta, che l'emozione impregnata di paura, non permette uno sviluppo razionale elevato.
Con un termine raffinato e giusto, molto brevemente, ma, con un concetto infinito, definirei la poesia del "Diario" come la georgica dell'anima, infatti, il poeta si preoccupa di formare l'uomo con quei valori oggi molto sbiaditi utili per ristabilire modi di vivere e di pensare coltivati, civilizzati, lavati, con i quali si possa di nuovo definire con il nome di civiltà la contemporaneità. "uccidere o morire ci comanda, | l'assurdo gioco dei grandi", che con la loro aggressività innescano sempre nuove guerre. Nel secolo scorso, Italia e Germania (cristiane) diedero vita all'avventura più tragica per il genere umano.
Questo disastro è stato compiuto da uomini concreti e reali non da filosofie ipotetiche: molto importante è analizzare i meccanismi interiori dell'animo umano. "Già ucciso dentro di noi per non soccombere" così da avere una coscienza per andare oltre e per evitare che ciò si ripeta. Nel libro viene dettagliatamente espressa la via che conduce e apre alla meditazione attiva, cioè alla poesia. Il percorso in questione è quello che ha come fonte originaria la tradizione greca antica con le più avanzate conoscenze psicologiche e umanistiche. Inoltre, da studioso di letteratura, mostra sorprendenti convergenze con la poesia siciliana del primo Ottocento e quello della contemporanea.
La poesia di Giambelluca, c'è da dire, quando è praticata in maniera autentica, apre una comprensione, che tutti siano parte della stessa realtà e prepara il lettore, poesia dopo poesia, a ricevere il dono dell'entrata nel mondo del poeta. Infatti, una volta innescato il "procedimento" ci apriamo alla contemplazione attiva e viva in modo spontaneo, indipendentemente da chi legge. La poesia del libro, non consiste nel fermarsi nei pensieri o emozioni, essendo noto che sarebbe impossibile per qualsiasi essere umano, ma di germinare la fonte primaria che genera distanza da essi. Il poeta crea uno spazio intellettivo fra un pensiero e l'altro, tra un'appercezione e l'altra.
Ed ecco che la poesia si inserisce quando la coscienza si ferma in questo spazio, così da scoprirsi alla grazia creativa senza interferenze esterne. Nella profondità della sua poesia possiamo sperimentare l'origine e la meraviglia di ogni essere; amore, solitudine, libertà, fratellanza, come un qualcosa che ci appartiene e personale.
Qui siamo presenti in relazione con il poeta, che riconosciamo tanto quanto aumenta la gratitudine e l'amore, e il rispetto e la riverenza. questa conoscenza diretta, la lettura delle poesie è necessaria e determinante per scoprire una sorta di illusione utile per approvare leggendo, felicità e appagamenti emotivi circoscritti e limitati al nostro sé più profondo. Una delle gemme del libro sta proprio nella esplicitazione dettagliata ("La partita è stata persa" oppure "la partita che vincerò”) chiara ed accurata nelle parti più criptiche in tutte le sue proposizioni.
Grazie alla sua vasta e raffinata esperienza, sia come uomo che come insegnante, l'autore riesce a esporre in chiave moderna ed attuale il periodo di liberazione interiore, così da non considerarlo un peso o, peggio ancora, una malattia, ma il dono più sublime che possiamo ricevere. Per tali motivazioni il volume come un "Diario" (titolo intimistico in assoluto) è da considerarsi un dono per tutti i seri ricercatori di vera poesia e, direi, di tutta l'umanità per l'arricchimento dell'espandersi dello studio e della spiritualità qualunque ne sia la tradizione.
Faccio i miei più vivi e profondi complimenti all'autore con la speranza che venga presto considerato come pietra miliare per la poesia di ogni epoca.
Carlo Lotti. Mistico e pittore astrattista lirico di filosofia crociana ed eremita contemplativo del Monte Soratte.






















