
Don Gianluca Loda

Luigi Torquati (Lutor)
A don Gianluca non bastava lodare il Signore, come ben dice il suo cognome, ed allora eccolo ad interessarsi di politica, di decisioni ecclesiastiche, di tutto ciò che riguarda il mondo, come sarebbe giusto fare da parte di tutti, ma, come prete, senza sposare qualcuno in particolare.
Dovete sapere che il 5 aprile 2017 Matteo Salvini su Twitter elogiava don Gianluca Loda, che dalle pagine del bollettino parrocchiale di Castelletto di Leno sosteneva che gli islamici ci stessero invadendo. Per il Capitano era “un prete coraggioso che non si inchina al PENSIERO UNICO!”.
E per mantenere questa sua libertà del “pensiero unico” eccolo a criticare il Governo e in parte la Santa Sede fino ad arrivare ai giorni nostri e dare il via alle critiche sulle restrizioni impartite per il covid-19 arrivando ad allestire in piazza, di fronte alla Chiesa, una tavola per pranzare.
Chiedo scusa, ma mi sembra valido a questo punto citare quanto scrive il sociologo Mattioli: "chi esige libertà solo per combattere la noia, per ripristinare la sua sfera dei divertimenti o per provare il brivido dell’anticonformismo, magari citando a vanvera la Costituzione, allora rischia di passare per un irresponsabile.”.
Naturalmente a qualcuno fa comodo indicare il don come esempio da seguire e per questo fine vengono citate le cronache soltanto a pezzi (quelli che fanno più comodo al proprio discorso, vero Aldo Maria Valli?), ma le cronache per intero ci indicano meglio la situazione Eccole:
Dal giornaledibrescia.it
Un banchetto allestito in piazza a Castelletto di Leno, proprio di fronte alla chiesa parrocchiale della frazione di Leno.
Ai cinque commensali, tra i quali c’era anche il parroco don Gianluca Loda, la Polizia locale ha comminato 400 euro a testa di sanzione amministrativa.
Una scena, vietatissima in questo periodo di norme anti-coronavirus, che ha destato parecchio clamore fra i residenti che hanno subito segnalato la violazione alle forze dell’ordine che sono immediatamente intervenute.
Una tavola imbandita che stona ancora di più perché proprio oggi è la Giornata dedicata a preghiera, digiuno e invocazione a Dio per l’umanità colpita dalla pandemia, alla quale ha aderito Papa Francesco e che è stata promossa dall’Alto Comitato per la fratellanza umana.
Da: primabrescia.it
Negli ultimi giorni il parroco si era lasciato andare ad atteggiamenti a dir poco provocatori, accusando il Governo e la Chiesa con termini piuttosto coloriti. Giovedì scorso aveva anche sfidato i divieti imposti dal Coronavirus, pranzando in piazza in compagnia di alcune persone che stavano lavorando all’interno della parrocchia. Era stato multato ma se n’era fatto un baffo tanto che, dopo il pranzo, aveva concesso il bis la sera. Atteggiamenti provocatori, evidentemente frutto di un disagio personale.
Il mio pensiero? Forse troppe offerte? A qualche sacerdote che conosco verrebbe un infarto per una multa di 400,00 euro).
Da: horazjm.org
Don Loda, in un comunicato ufficiale del 28 aprile 2020 aveva parlato di “autorità ecclesiastiche prone al potere” e, rivolgendosi al Governo sulla questione delle messe “vietate”, aveva detto: “Contiamo meno dei cani! Anche quelli sono stati nominati dal signor Conte. (…) Se questo è normale io mi tiro fuori da questa normalità, quindi io che non sono normale dico a questi normali. Ma andate a casa e vergognatevi fantocci!”.
Con una lunga replica del 29 aprile 2020 al Presidente del Consiglio comunale di Leno (ed ex Sindaco) Pietro Bisinella, il parroco di Castelletto di Leno aveva confermato (e ampliato) le critiche al governo sulla gestione dell’epidemia da Sars-CoV-2, accusando – anche se con toni decisamente più “tra le righe” di quelli del primo comunicato – l’esecutivo guidato da Giuseppe Conte di non aver fatto abbastanza per Brescia.
Ed arriviamo al 18 maggio quando qualcuno afferma che don Gianluca Loda viene prelevato e portato via per il reato di “diverso pensiero”; (sempre Aldo Maria Valli). ecco i nuovi fatti:
Da bresciatoday.it/cronaca
Leno: a Castelletto il parroco non risponde, paura per la salute di don Gianluca Loda.
Da qualche tempo gli insoliti comportamenti preoccupavano la Chiesa e i fedeli.
Solo poche ore fa un altro episodio ha fatto preoccupare i fedeli. Per tutta la mattina don Loda, parroco di Castelletto di Leno, non solo non ha risposto al telefono, ma non ha nemmeno aperto la chiesa e non si è fatto vedere neanche in canonica. Così è stato dato l'allarme, e la sua abitazione è stata raggiunta da Vigili del Fuoco, Carabinieri e Polizia Locale.
I pompieri hanno sfondato una finestra e l'hanno trovato seduto in casa, in silenzio: a prima vista niente di grave, ma è stato comunque trasferito in ospedale a Manerbio per i dovuti accertamenti. Pare che da tempo sia seguito da un medico specialista: ora è necessaria una terapia ad hoc. “Nelle prossime settimane il sacerdote sarà assente dalla parrocchia – si legge ancora nella nota della Diocesi – e sarà accompagnato in un percorso di verifica e di sostegno che gli consenta un pieno ristabilimento”.
Da: primabrescia.it
Si barrica in casa, arrivano Vigili del fuoco e Forze dell’ordine
Ha fatto ancora parlare di sé il parroco della frazione di Castelletto di Leno, che stamattina ha suscitato la preoccupazione dei suoi parrocchiani. Non rispondeva al citofono e non apriva la porta, così, alcuni residenti hanno pensato di chiamare le autorità. Sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco, la Polizia locale e i carabinieri. I pompieri sono riusciti a entrare nella sua abitazione e hanno trovato il religioso in casa, seduto tranquillamente su una sedia. Per fugare ogni dubbio e per cercare di aiutarlo, don Loda è stato trasportato all’ospedale più vicino per accertamenti.
In merito a questo fatto Aldo Maria Valli, un membro della Società degli apoti (termine alquanto sconosciuto che credo vogliate sapere cosa significhi; ho fatto delle ricerche in proposito, ma ve lo dico alla fine - P.S. 1.) ecco cosa si limita a scrivere:
“Un bel giorno a casa di don Gianluca si presentarono la polizia locale, i carabinieri e i vigili del fuoco (mancavano solo i marines), i quali, dopo aver forzato una finestra, entrarono nella canonica (il che, se non ricordo male, si chiama violazione di domicilio), lo prelevarono e lo portarono in ospedale (il che assomiglia molto a un sequestro di persona)” Parole già lette da qualche parte, forse su questo giornale? Qualcuno ha fatto “copia e incolla”?
Una versione dei fatti un pochino paraculeggiante! Ma ‘sto don Gianluca è un seguace del “no al pensiero unico” o è semplicemente un esaltato?
In conclusione secondo il pensiero politico del giornalista scrittore, che espone soltanto ciò che fa comodo, da un piccolo fatto di cronaca nasce l’idea del martire, l’evidenza della prevaricazione, del mal governo, ecc. ecc. addirittura di una dittatura comunista.
Qualcuno afferma che qualsiasi governo, approfittando della disponibilità dei media mainstream, riesce ad incidere meglio sul popolo, ed è senz’altro vero, ma a me sembra che anche scrivere solo ciò che fa più comodo e fare affidamento appunto sui media mainstream compiacenti o di parte, non sia del tutto corretto.
E vediamo chi è Aldo Maria Valli. “Da Wikipedia”: E’ un giornalista, uno scrittore. Fin dal 1996 come vaticanista ha seguito papa Giovanni Paolo II in circa quaranta viaggi internazionali e ne ha raccontato l'agonia (aprile 2005) in lunghe edizioni speciali. Al TG3 diventa capo della redazione esteri, poi nel luglio 2007 passa al TG1 come sempre vaticanista. Per Speciale TG1 ha realizzato Il mistero padre Pio (28 ottobre 2007), Il miracolo Lourdes (27 gennaio 2008), Opus Dei (28 settembre 2008), Una scommessa chiamata Concilio (15 febbraio 2009), Rivoluzione Francesco (9 marzo 2014). Cura il blog Duc in altum (vedi P.S. n2). A partire dal 2016, dopo la lettura dell'esortazione apostolica Amoris laetitia, nel suo blog e nei suoi libri inizia a esprimere dubbi e perplessità circa l’insegnamento di papa Francesco”.
Ma quali sono i dubbi? Quello principale che nasce da Amoris laetitia è che secondo Valli Papa Francesco ha portato la Chiesa ad una logica diversa: quella del non solum, sed etiam, cioè del «non solo, ma anche».
In proposito Valli porta degli esempi:
- Il divieto della comunione, per i divorziati risposati, non è stato revocato, ma, attraverso la via caritatis indicata da Francesco, si può dare anche l’aiuto dei sacramenti in certi casi, in pratica ha detto: no, ma anche sì; sì, ma anche no.
- Quando Francesco ha detto che le persone «trovano Dio in modi diversi» e «in questa moltitudine c’è una sola certezza per noi: siamo tutti figli di Dio».
- Quando papa Francesco si è recato in visita alla chiesa luterana di Roma e gli è stato chiesto se un Cattolico e un Luterano possono partecipare alla comunione, ha detto in sostanza: no, ma anche sì, bisogna vedere caso per caso, perché «è un problema a cui ognuno deve rispondere».
Personalmente, come comune mortale e semplice pubblicista, posso solo dire “dalle stelle alle stalle!”. Dal libro “I giorni della rivoluzione di Francesco” dove si osanna il nuovo Papa, alle attuali contestazioni (“fusse che fusse” il non essere più vaticanista?).
Lutor
P.S.
1° - L’apota, resta una parola rara, che spesso non è neppure registrata sui dizionari. E’, etimologicamente, colui che non beve, ovvero che non se la beve. Questo termine fu coniato nel 1922 dal grande intellettuale Prezzolini il mese prima che Mussolini guidasse la marcia su Roma. La sua immaginaria “Società degli apoti” era composta da tutti coloro che, davanti ai tumultuosi accadimenti di quel periodo e alle nuove realtà che si stavano imponendo, sceglievano di non lasciarsela dare a bere e di sottrarsi all’omologazione, cercando di preservare se non la libertà fisica quantomeno l’indipendenza e la limpidezza del pensiero.
Sono molti i giornalisti e i letterati italiani che sono ricorsi a questo concetto, idealmente aderendo alla “Società degli apoti” come Montanelli, Longanesi, Guareschi, Malaparte, Giannini, Valli e ………. Bracchi.
2° - “Duc in altum”. Il blog ideato dal Valli usa questa espressione per la venerazione dello stesso Valli per Wojtyła. Infatti “Duc in altum” alla lettera significa: “conduci te stesso in alto” ma la Chiesa (Papa Giovanni Paolo II appunto) dà un significato diverso prendendo il Vangelo di Luca (5,1-11) quando parla della pesca miracolosa nel lago di Genesaret (Tiberiade) L'esortazione di Gesù a Pietro di tornare a prendere il largo, significa portare noi stessi nelle acque profonde e pescose che Cristo ci indicherà. "Duc in altum": "Prendi il largo!", "senza titubanze!", "in profondità!".






















