Viterbo CRONACA A SASSATE

Grazie

E’ doveroso da parte mia iniziare con il dire grazie al Direttore Mauro Galeotti per gli auguri, senz’altro un po’ esagerati, che mi ha fatto per il mio 81° compleanno (mamma mia come sono vecchio!).

Il tutto ha comportato che oltre agli abituali auguri di parenti e amici, ne ho ricevuti molti altri dai lettori-conoscenti del giornale. Un grazie a tutti e, come dice Mauro “avanti a tutta forza per gli 82”; ci si prova.

 

Rispetto delle norme per il virus

Passiamo ora alle sassate. La prima che mi sorge spontanea è quella delle frasi celebri e degli atteggiamenti euforici durante la pandemia: dato che si era costretti a rimanere in casa, tutti, personaggi noti, meno noti, gente comune, a ripetere: abbiamo riscoperto i veri valori della vita, il rispetto per gli altri, l’amicizia, ecc. ecc.; bandiere alle finestre, chitarristi fieri di suonare dai loro balconi, addirittura mascherine tricolori.

Arriva la fase 2: 18 maggio si gira di nuovo ma non in molti, con prudenza; mercoledì 20 maggio già quasi Santa Rosa ed allora c’è già il solito furbetto, anche se io lo chiamo cretino, che si infila da destra e supera, quello che ignora la precedenza, un altro che scatta nonostante sia arrivato il rosso al semaforo e fa appena in tempo ad uscire dall’incrocio, gente che quando stai in fila dal porchettaro (il giovedì vado sempre dal mio amico Gualtiero in via Garbini) e avverti che considerato il quasi assembramento occorre avere la mascherina, ti risponde tranquillamente e con un po’ di arroganza “all’aperto non serve mascherina”, altri che mentre stai scegliendo al supermercato quale prodotto comperare, ti spintonano letteralmente per prendere quello che serve loro senza aspettare che tu abbia finito, insomma “Come prima, più di prima ……”. C’è gente che dovrebbe restare a casa per tutta la vita, ma siamo essere umani e a chi nasce imbecille non bastano due mesi di segregazione!

 

I lavori a Viterbo

Avrete tutti notato i vari lavori che si stanno facendo a Viterbo. Erba tagliata, buche sparite, marciapiedi ripuliti, rete di protezione a Ponte dell’Elce messa. Insomma l’efficacia dell’amministrazione Arena sta dando i suoi frutti. Ho sognato? E’ così anche qui “Come prima, più di prima ……” L’erba a Ponte dell’Elce ricopre completamente il guardrail, la rete manco a sognarla, le buche non solo quelle vecchie, ma anche di nuove, sono infinite, marciapiedi impraticabili e chi ne ha più ne metta.

Vuoi vedere che l’assessora Allegrini sta ancora chiusa a casa per paura della pandemia?

 

Ristoranti

Una categoria ancora scontenta del tutto è quella dei ristoratori. Quello che più preoccupa è che essendo i ristoranti soprattutto locali serali che vivono sulla socialità, ci sono delle enormi perplessità sulla riuscita dell’operazione “accoglienza contingentata” viste le   difficoltà che presenta il protocollo.

Tra prenotazione obbligatoria (a che servirà non si sa), menù su carta monouso o con app, ricambio di aria naturale, servizi igienici che in genere sono privi di ricambio aria, pagamento preferibilmente con carta di credito e naturalmente mascherine per personale di cucina e camerieri.

C’è anche la distanza da mantenere tra un cliente e l’altro, è stata ridotta ad un metro, ma Indubbiamente una conversazione tra amici tra un tavolo e l’altro diventa un po’ difficoltosa così come una coppia che a casa mangia insieme, va a letto insieme, al ristorante deve stare ad un metro; un po’ difficile organizzare cene, ci sono delle difficoltà oggettive veramente preoccupanti e che, per la verità, non consentono una apertura tranquilla.

  

Covid-19

Ho vissuto purtroppo la vicenda del covid-19 quasi da vicino. La sorella di mia moglie residente a Roma ha beccato ‘sto virus maledetto e, per la verità dopo troppo tempo, è stata ricoverata all’ospedale S. Eugenio dove hanno provveduto ad intubarla, (nei primi cinque giorni, pur con la febbre a 39 respirava ancora abbastanza bene e il 118 non ha ritenuto urgente intervenire). Dopo pochi giorni (6), vista la scarsità terapeutica di quel nosocomio e la mancanza di posti allo Spallanzani, è stata traferita all’ospedale S. Andrea e messa in terapia intensiva e tolto il tubo in bocca praticando la tracheostomia.

Una volta sconfitto il virus (26 giorni) è passata ad un reparto post covid-19 dove ha trascorso i primi giorni in assoluto riposo e poi, considerato l’indebolimento dei muscoli nelle gambe e nelle braccia è stata iniziata una terapia adeguata con un primo miglioramento. Il personale medico ed infermieristico di quella struttura ha fatto di tutto per i malati presenti meravigliandosi per i ringraziamenti e i complimenti ricevuti da parenti e amici dei pazienti, ma poi il reparto del dopo covid-19, doveva essere chiuso e i ricoverati trasferiti altrove.

Per mia cognata veniva richiesto il trasferimento, visto il risultato di ben tre tamponi negativi e le sue condizioni, presso una struttura riabilitativa tra l’altro nel viterbese in quanto a Roma non aveva alcun parente. Le strutture viterbesi non si sono dimostrate disponibili e allora a causa del forzato svuotamento del reparto veniva richiesta l’assistenza domiciliare presso la sorella considerato che oltre ad essere sola, la sua casa risultava troppo piccola per le necessità terapeutiche.

Essendo fuori ASL di competenza non ha avuto diritto ad un letto ortopedico, né alla carrozzina (solo 300 euro di affitto per un mese, per un soggetto che vive con il reddito di cittadinanza); avrebbe dovuto pagare anche l’ambulanza per il trasferimento, ma proprio a causa dell’urgente chiusura del reparto l’ospedale ha mandato il proprio mezzo (grazie).

Naturalmente c’è stata la complicazione degli atti burocratici come l’accettazione da parte del nostro medico e la scelta alla Saub.

Per fortuna tra tanti mali qualcosa di buono anzi di ottimo esiste; non tutti i mali vengono per nuocere dice il proverbio. Alla Asl di Vetralla abbiamo trovato un’assistente sociale gentilissima che ha persino eseguito personalmente le procedure per attivare l’Assistenza Domiciliare, un infermiere (Paolo) che viene a casa per curare sia la ferita della tracheostomia che, come è noto, ha tempi un po’ più lunghi di guarigione della tracheotomia, sia tutta la parte del corpo che a causa della lunga immobilizzazione a letto ancora presenta segni di decubito. A tutto ciò si aggiunge un terapista eccezionale (Alessandro) che sta facendo fare alla paziente passi da gigante e siamo sicuri che la rimetterà in sesto del tutto quanto prima.

Certo non sarà breve, c’è ancora molto da fare, certo l’assistenza è pesante per la sorella, così come pesa alquanto anche alla nipote. Del resto anche io in parte ne risento, ma quando le cose vengono fatte con amore nulla è fastidioso.

Vi domanderete certamente il perché di queste righe forse anche un po’ troppo personali, ma la risposta è semplice: sottolineare la mancanza di posti adeguati per l’assistenza in tali casi. E’ grave e non tutti sono in grado di avere chi li sostiene, chi li aiuta materialmente e psicologicamente, chi li consola.

Direttore Generale Asl Daniela Donetti ci pensi.

Bracchi e il morto vivente 

Egregio morto di Bergamo, io ce la dovrei avere un po’ con lei per due motivi: il primo è l’anonimato che non mi è mai piaciuto (Pasquali Agostino docet), il secondo perché mi ha costretto a leggere quanto scrive l’avvocato Bracchi le cui opere è da tempo che ignoro. Per il primo motivo la scuso dato che indubbiamente come lei stesso afferma ormai è soltanto un numero su una cassa di legno senz’altro non pregiato. Per il secondo invece mi costringe, considerato il mio carattere, ad entrare nel merito della questione. Ed ecco come la penso.

1° I cittadini residenti in Italia, cattolici o non cattolici, debbono rispettare le regole dettate dall’autorità e la lettera riguardante il protocollo delle celebrazioni liturgiche con la presenza dei fedeli in tempo di emergenza del Covid-19 non riguarda lo svolgimento del rito, ma il comportamento dei fedeli.

2° Il Messale nasce con Pio V nel 1570 e nel corso degli anni ci sono state variazioni nelle rubriche fino ad arrivare all’edizione attuale del 2008 anche se Papa Benedetto XVI ha consentito ai sacerdoti di rito latino (o in casi particolari) l’uso dell’edizione del 1962 solo per le Messe in assenza di popolo. Durante tutte le revisioni, a volte addirittura minime, nessuno ha pensato di aggiungere i guanti in lattice essendo stati inventati solo nel 1889 e in più nessuno poteva pensare a pandemie come quella attuale. Sono scomparse anche le Chiroteche rese facoltative fin dal 1968. In più con l’edizione del Messale Romano del 1970, non si parla più di tali orpelli e addirittura non sono state usate nemmeno nel 1978 per l’esposizione della salma di Papa Paolo VI artefice di una netta modifica delle esequie pontificie.

3° Non è assolutamente vero che il celebrante tiene uniti il pollice e l’indice, fino a quando terminata la Comunione, non purifica sia il pollice che l’indice nel calice, tale gesto non viene più fatto con la fine della Messa in latino ovvero dal 1965 quando Paolo VI ha celebrato la prima Messa in lingua italiana.

4° La Santa Sede è e resta nel proprio ordine indipendente e sovrana per quanto attiene alle norme liturgiche e sacramentali per la celebrazione della Santa Messa, ma lo Stato Italiano resta anche lui indipendente e sovrano per quanto riguarda la salute dei cittadini. Ha fatto bene a farci rimanere a casa e non mi pare che attualmente ce ne sia l’obbligo come può sembrare dalla replica del Bracchi.

5° Carissimo defunto ha pienamente ragione: se ci sono stati meno morti del 2019 e la pandemia sembra in regresso è perché siamo stati a casa, si sono usati guanti, mascherine, distanze. Ma questo è un discorso che vale per le persone intelligenti, non può essere accettato da chi pensa solo ai diritti e non ai doveri, da chi pensa di essere il nuovo Dio in terra. E non si meravigli troppo degli insulti e le offese, è nello stile dell’avvocato altrimenti non si sente a proprio agio. In più, sempre l’avvocato, non si è accorto che dopo il Concilio di Trento della metà del 1500, ce ne sono stati altri due del tutto innovativi e Papa Benedetto XVI prima e Francesco oggi stanno portando avanti ciò che i due Concili dicono in materia di Chiesa al passo coi tempi.

Ultima annotazione: ieri il sacerdote mi ha dato la Comunione usando delle pinzette sterili; chissà se all’avvocato può andare bene.

  

Macchina di S. Rosa

Ed eccoci alla fine con qualcosa di importante, ma senz’altro più leggero. Il Sindaco Arena e il presidente dei Facchini Mecarini hanno dichiarato che la Macchina di S. Rosa non passerà per il 2020. Questo ha suscitato qualche rimostranza da parte di qualcuno anche se non molti per la verità. Personalmente credo che salvo condizioni molto diverse da quelle attuali, il trasporto non debba essere fatto.

La cosa comunque ha suscitato in me una domanda: chissà se in Germania la decisione di non far svolgere l’Oktoberfest nel 2020 ha suscitato proteste (6 milioni in media i partecipanti – 7 milioni e mezzo i boccali di birra)?

Lutor

 

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