Caro Signor Bracchi, sono uno dei morti di Bergamo, per covid-19.  Non particolarmente anziano, non defedato da altre malattie serie.

Mentre ero in terapia intensiva, prima che avessi la crisi che mi ha portato ad essere intubato, poi a morire e ad essere trasferito con un camion lontano da casa e dai miei congiunti per essere sepolto in un campo, sono riuscito a ricostruire come mi ero infettato.

Stavo in trattoria con un amico che starnutiva continuamente – sarà il solito raffreddore di primavera, pensai, e poi si copriva la bocca con la mano -   e a un certo punto, visto che avevamo ordinato antipasti diversi, ci siamo scambiati alcune tartine per avere un’idea della varietà delle combinazioni. Lo abbiamo fatto con le mani, ovviamente.

Neanche una settimana dopo, ho cominciato a starnutire, poi è arrivata la febbre, e il respiro corto e ho scoperto di essere rimasto contagiato.  Quando ancora potevo parlare mi sono confidato con il medico che mi assisteva: “Possibile che sia stato il mio amico, che ha toccato con le mani nude le tartine che mi ha passato?” chiedevo. E lui annuiva: “Sicuramente, dallo starnuto alla mano, e dalla mano alla tartina”.  

Vede, signor Bracchi, forse sarà vero e forse no, ma - come si dice – prevenire è meglio che curare.  Così, sono sicuro che a Nostro Signore non disturberà se per qualche mese non  vi siete comunicati e se ora lo farete frequentando le chiese con le mascherine e toccando l’Ostia con i guanti in lattice. Il Signore, che è Via, Verità e Vita, ha detto: “Il Sabato è per l’Uomo, non l’Uomo per il Sabato” intendendo – credo, ma forse da morto mi sbaglio - che tutto l’apparato giuridico formale dietro al quale lei, signor Bracchi, vuole esorcizzare la minaccia della pandemia in  chiesa, non vale il rischio di una vita. E credo anche che Lui sicuramente accetterà che il Suo Corpo sia maneggiato con dei guanti in lattice.  Sa, ubi major minor cessat… 

Mi creda, signor Bracchi; quando sono morto, ero in compagnia di un migliaio di disgraziati come me. Oggi, mentre le scrivo dall’Altro Mondo, in Italia sono passati a miglior vita circa 160 cristiani.  Certo, molti di meno di prima; ma che l’epidemia stia scemando lo dica a quei morti e ai loro parenti. E soprattutto, creda, non è che sta scemando; è che vi siete protetti meglio. Anche in chiesa.

Scusi se non mi firmo. Ma al tempo del covid-19 i morti non  hanno quasi più nome. E neppure un funerale.

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L'articolo di Giuseppe Bracchi  
Giornalista pubblicista – avvocato TERU Umbria

"NO!" ALL'OLTRAGGIO DELL'EUCARESTIA

 

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