A cura di don Alberto Canuzzi
Presidente CeIS Viterbo
http://www.ceis.viterbo.it

Come tutte le sere di plenilunio nella città fantasma, sospesa tra cielo e terra legata ai raggi delle stelle con fili invisibili, si era raccolta tutta la popolazione dei Virus per narrare ed ascoltare le imprese storiche degli antenati, facendo sognare le nuove generazioni dei virusetti.

I vecchi virus, quelli ormai in pensione, tenevano banco mettendo bene in mostra le medaglie appese al petto, simbolo di tante vittorie sugli umani. Le nuove generazioni dei virus estasiati guardavano quei trofei e al racconto delle antiche gesta, volavano con la loro fantasia vedendo nuove battaglie e loro i protagonisti, e, stimolati dai loro genitori ormai a riposo, sognavano gesta eroiche da poter raccontare poi ai posteri.

Aveva iniziato il suo racconto ,ormai conosciuto a memoria , ma ogni volta vi aggiungeva nuovi particolari, il virus F. Tifoide, che per anni, a suo dire, aveva invaso Atene nel 430 a. c. mandando al Creatore un quarto della popolazione e, mostrando la croce al merito, si considerava più forte dell’esercito degli Spartani. I virusetti, dondolandosi nei fili invisibili dei raggi di stelle, vedevano il Partenone e gli eserciti degli Ateniesi e degli Spartani nei loro schieramenti di guerra e la tomba del grande Pericle, che non avevano potuto combattere perché era deceduto l’anno prima.

L’incantesimo del racconto fu interrotto dalla vocina del Covid 19 che domandava perché dopo 4 anni Tifoide aveva smesso di combattere e perché lo avevano cacciato dalla terra degli umani. Un po' stizzito F. Tifoide rispose che dopo 4 anni era così stanco di combattere che decise lui di ritirarsi nella città invisibile per diventare l’allenatore delle giovani generazioni.

“Ha allenato anche me, si alzò Peste A., guardandosi attorno con fare altezzoso, e mostrò le medaglie della vittoria nel vicino Oriente nell’anno 165-180, e la medaglia al valore acquistata addirittura a Roma nel 250, stendendo 5000 umani al giorno.

Ammirato per tanto valore da tutta la tribù dei virus anche Peste Bubbonica raccontò la strage che fece a Costantinopoli nel 541 gloriandosi di aver vinto 10000 umani al giorno ed era ritornato nella città invisibile ove gli avevano costruito addirittura un Arco di Trionfo per la sua forza. Infatti non si era mai visto un virus così forte tanto da terrorizzare gli umani al solo sentire il suo nome.

Per molti anni la città invisibile si accontentò di vivere di questi trionfi, ma ormai i vecchi virus erano stanchi e occorreva che nuove forze prendessero il loro posto nella guerra agli umani.

“Allora mi allenai io, iniziò Peste Nera, figlie della Peste Bubbonica, un essere abominevole soltanto a guardarsi, schivata anche dagli altri virus per la sua bruttezza. “Mi armai di tutto punto e visitando i Tartari mi spostai in Sicilia e invasi poi tutta l’Europa. E’ stata una vittoria straordinaria !...” e iniziò a narrare i particolari delle colonie genovesi, della Sicilia e della Crimea ove aveva fatto stragi: il mio bottino è stato di venti milioni di umani”.

Seduto in disparte stava il Virus Tifo. “E tu?” domandò Covid 19 ”vedo tante medaglie al petto… perché non sei orgoglioso delle tue conquiste?”.

“Questi trofei iniziano con le Crociate in Spagna, poi in Francia e in Italia. Ho distrutto la Grande Armée di Napoleone… ma gli umani hanno iniziato a difendersi e mi hanno vinto, facendomi ritirare per sempre nella città invisibile…

Però il mio amico Colera ha preso il mio posto e, prese le mie armi, ha iniziano nel secolo 1800 ha invadere l’India, poi l’Europa, il Canadà, gli Stati Uniti, l’Africa e infine la Russia… ma gli umani hanno scoperto le bombe antivirali, bombe micidiali che distruggono le nostre armi, così anch’io sono in pensione… ma orgoglioso delle tante vittorie”.

La Luna stava per nascondersi ed era ormai ora di tornare nelle proprie abitazioni. I vecchi virus chiamarono i giovani che stavano a bocca aperta ad ascoltare tante gesta e a sognare “quando sarà la nostra occasione di mostrare il nostro valore?...”. E “ ci vedremo al prossimo plenilunio” con un saluto frettoloso ciascuno si ritirò nella propria abitazione sospesa ai raggi di stelle.

“Mamma, chiese Covid 19 alla mamma HIV-AIDS, vorrei anch’io raccontare ai posteri le gesta come i nostri nonni e vorrei superarli nella gloria… che debbo fare?”.

La mamma prese le mani del piccolo e salendo lentamente i raggi di stelle gli disse che gli umani si sono ormai fatti forti, hanno scoperto gli antivirali e sanno difendersi… ”anzi, a volte se non siamo scaltri, possono anche distruggerci”.

“Ma io non mi farò vedere da loro, così non mi colpiranno”.

“Vedi, figlio mio, loro hanno l’intelligenza che noi non abbiamo, e sanno costruire strumenti capaci di difendersi e distruggerci”.

“Ma io mi allenerò, vedrai, mamma, sarò più scaltro degli umani”.

HIV dette un bacio al Covid 19 e lo portò nella casa sospesa nella città invisibile e lo mise al letto; poi andò a riposarsi sognando le gesta del proprio figlio che aveva allevato con tanto amore.

Lei aveva sentito parlare con orgoglio gli altri virus: la Spagnola del 1918 che aveva spedito al creatore 50 milioni di umani e l’Asiatica; e aveva assistito alle gesta dell’infezione di Hong Kong del 1968… ma tutti questi virus avevano trovato tanti contrasti da parte degli umani.

Anche lei ,nella sua azione, era riuscita a mimetizzarsi e a distruggere 3 milioni di persone, così la sua amica Ebola, ma gli umani erano riusciti a debilitarli così ora non potevano più cantare vittoria nelle grande assemblea dei Virus, ma sognava che almeno suo figlio Covid 19 potesse riuscire dove non era riuscita lei..

Purtroppo dopo di lei altri giovani virus si erano cimentati ma con scarso successo, come l’infezione Suina, ma gli umani l’avevano addirittura distrutta.

La Luna ormai era scarsa e il sole aveva nascosto i raggi di stelle mentre gli umani iniziavano il loro vivere inquietante portando squilibrio e inquinamento in tutta la natura. Dalla terra saliva l’acre odore dei carburanti e dei fumi nauseabondi. I rumori assordanti avevano preso il posto del silenzio notturno e un via vai di umani, nel loro piccolo riuscivano ad inquinare il mare, il cielo e la terra.

Anche Covid 19 sognò le gesta degli antichi eroi, ma gli avvertimenti della madre gli avevano stimolato la curiosità dell’avventura misteriosa.

In un mese di palestra si esercitò al salto in lungo e soprattutto si organizzò per mimetizzarsi. La mamma gli aveva dato il suo DNA, ma trovo il modo di nascondere il proprio nucleo e renderlo invisibile.

Nella palestra provò anche a volare, e si accorse che almeno per un metro riusciva a stare sospeso nell’aria. Il prossimo plenilunio, appena sorta la Luna, mi farò sentire da tutti, pensò con orgoglio.

Il prossimo plenilunio la grande famiglia dei Virus si ritrovò in cerchio nella piazza della città invisibile per ascoltare altri particolari delle gesta degli vecchi. Ma stavolta, tra le sorprese di tutti, si alzò Covid 19 provocando tutta l’assemblea.

“Io sono pronto a scendere tra gli umani e vedrete che porterò la più grande vittoria della nostra stirpe.” Tutti si misero a ridere, e anche mamma HIV rimase sorpresa. Ma la determinazione del piccolo non lasciava scampo.

“Vi chiedo soltanto di credermi e aver fiducia in me”.

“Ma gli umani hanno raffinato gli antivirus, e sono ormai organizzati negli ospedali… ti uccideranno in ogni umano che colpirai.

“Ma io ho studiato, riprese Covid 19, so che gli umani si sono distratti, hanno ridotto gli studi sulla nostra natura, così li troverò impreparati“.

Quella notte i vecchi virus non raccontarono le loro imprese, ma si accontentarono di dare consigli al piccolo ormai deciso all’avventura.

E fu così che il 15 Maggio 2019 il piccolo scese sulla terra e il 9 gennaio 2020 in Cina sono riusciti a fotografarlo, ma per la sua mimetizzazione gli umani non sono riusciti a distruggerlo.

Il 9 Marzo , plenilunio del 2020 il piccolo Covid 19 è salito sui raggi di stelle nella piazza della città invisibile, Si è seduto al centro dell’ assemblea mentre la curiosità invadeva il cuore di tutti i virus “Raccontaci!” è stato il gridio unanime.

E Covid 19 ha Iniziato il suo racconto “sono sceso nella città più affollata e più inquinata, ove gli umani sembrano sardine in scatola. C’era una bocca aperta e mi è stato facile adagiarmi nei suoi polmoni, mi sono immediatamente riprodotto, in palestra l’avevo provato molte volte, e il giorno dopo decine di umani erano stati posseduti dai miei figli.

All’inizio non abbiamo voluto mostrare la nostra forza, anzi sembravamo innocui, difatti anche i Grandi della Terra, ci deridevano… così abbiamo potuto iniziare la vera battaglia. Prima in Cina, poi siamo stati portasti in Europa, poi in America e ora ovunque, ci siamo istallati dentro gli umani. Hanno provato gli antivirali, ma noi riusciamo ad evitarli”.

“Come hanno reagito gli umani?". “Vedessi!” hanno tutti la maschera, hanno paura di toccarsi, di abbracciarsi, sono terrorizzati, non escono più di casa. Hanno chiuso le chiese, gli stadi, Hanno chiuso i concerti, le scuole…. Siamo i Padroni del Mondo!”

A questo punto si sentì un’esplosione di gioia che uscì dal petto di tutta l’assemblea.

“Però, intervenne Covid 19, non riusciamo ad attaccare i più giovani, abbiamo vinto moltissimi vecchi…per questo dovrò allenarmi molto prima che gli umani ci incatenino”.

Allora la mamma HIV abbracciò il figlio orgogliosa con le lacrime agli occhi e gli disse” tu non vincerai come non ho vinto io e tutti gli altri virus nella storia, attaccherai gli umani, ma alla fine loro ti legheranno, ti toglieranno la forza, e forse ti uccideranno. Non dimenticare che ogni volta che noi virus abbiamo combattuto contro gli umani, alla fine abbiamo sempre perso… sappi che loro hanno l’intelligenza che noi virus non abbiamo.

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