Giuseppe Bracchi

Ma che bel sorrisetto la Silvia. Non quella leopardiana. Ci mancherebbe altro! Quella di cui parlo, la Silvia islamica, di fresche e dolci acque deve averle viste ben poche.

Sotto il sole cocente chissà quanta violenza deve aver subito. La stessa violenza che deve aver subito per anni Asia Bibi. La mamma pakistana di cinque figli sbattuta in galera sotto falsa accusa di bestemmia e per anni rimasta segregata e tenuta lontana dagli affetti familiari, soltanto perché cristiana, perché non voleva convertirsi al profeta Maometto.

Ovviamente, manco a dirlo, nessuno si è mosso per Asia. Infondo perché prendersela tanto per una cristiana, per una intollerante che "bestemmia", che non rispetta la legge del Corano, per una discendente dei crociati, così cattivi da essersi sporcati le mani del sangue dei figli di Maometto. Se Asia avesse chiesto subito scusa, se si fosse autoaccusata e convertita forzosamente, se avesse recitato qualche Sura del Corano, probabilmente si sarebbe risparmiata la galera.

E invece no. Testarda. Ben ti sta! Alla fine la Corte suprema islamica l’ha pure assolta. Ed ora vive sotto scorta per evitare che qualche talebano la uccida per onorare la fatwa che vuole gli infedeli marchiati eternamente dell’accusa di essere cristiani.

Già. Questa è una condanna senza appello. Anche in Occidente! Anzi, soprattutto in Occidente, dove un certo sedicente capo della cattolicità firma appelli all’amicizia, alla solidarietà ed alla pace tra cristiani ed islamici con il Rettore della Grande Mosche del Cairo, Al Tayyeb, mentre i cristiani continuano ad essere perseguitati e a morire in 21 paesi a maggioranza islamica.

Silvia invece no. Lei sorride, lei somiglia a quelle verginelle del paradiso islamico, pronte a soddisfare le voglie dei martiri, quelle voglie che nell’attesa dell’ultimo giorno, i suoi seguaci soddisferanno, intanto, con attentati suicidi ed omicidi, divertimento offerto con il riscatto pagato dai contribuenti italiani. Se non sbaglio è la seconda volta che capita, dopo quello già pagato per le due… gemelle del goal, anch’esse islamiche.

Ma volete mettere la gioia? Già mi immagino tanti e tanti veltroniani e veltronini con la maglietta da spiaggia (da spiaggia, ovviamente, non da lavoro!!) con su scritto: I care, io mi prendo cura…. rumoreggiare per le strade trionfanti, magari sculettando, con La Repubblica sotto il braccio o messa bene in evidenza, perché tutti possano ammirarli ed invidiarli: menti eccelse e senza peccato!! Altro che quei barbari cristiani come Asia Bibi, troppo attaccati alle proprie radici, alla propria identità, come quei puzzolenti, brutti e sporchi sovranisti.

Silvia, l’islamica no. Non dimenticherò mai il suo sorriso. E’ come l’occhio della madre del film dell’immortale Sergej Ejzenstejn, la Corrazzata Potemkin, che, se non sbaglio, però, fece gridare a Fantozzi: è una cagata pazzesca! Riscuotendo applausi per un’ora di fila. Un sorriso beffardo, tra il serio ed il faceto, tra un martirio inesistente ed una gran faccia tosta.

No, Silvia l’islamica. Non mi incanterà mai il tuo sorriso ebete e buonista del villaggio globale. Alla tua faccia ed al tuo sorriso preferirò sempre il silenzio ed il martirio di Asia Bibi. E di tutte quelle donne la cui sofferenza ed il cui riscatto viene pagato duramente dalle loro scelte e dalle loro idee, non dalla spocchia con la quale si indossa un velo.

 

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