Viterbo CRONACA Se avessi avuto la mail di Giuseppe Bracchi, non ti avrei disturbato

Il giornalista Luigi Torquati
Caro Mauro, permettimi di rubarti un pochino di spazio per una brevissima replica al tuo collaboratore e mio conoscente Giuseppe Bracchi.
Come ho fatto con Carneade (ho mantenuto la promessa), ti assicuro che non ci saranno altri miei interventi sull’argomento; se ci saranno, li farò solo per nuove occasioni.
Se avessi avuto la mail di Giuseppe, non ti avrei disturbato, ma forse è meglio così, considerato che quei due o tre lettori che hanno seguito il tutto (certamente ci sarà il sig. Pasquali), possono conoscere i vari punti di vista.
Ed eccomi pronto a parlare con il Bracchi.
Caro Giuseppe, ti assicuro che non ho problemi di sonno e in quanto al consiglio di segnalarmi un buon medico, ti ringrazio, ma ne conosco già tanti per mio conto; in più ho sempre cercato di evitare medicine inutili ed il sonnifero lo ritengo anche fastidioso per la mente che, già ritardata naturalmente e aggravata per l’età, potrebbe risentirne.
D’altra parte, forse hai letto troppo in fretta, non ho detto che soffro d’insonnia; ho specificato che il sonno tarda solo quando il mio piccolo cervello è pieno dei tuoi profondi ragionamenti. Vuol dire che se vedrò qualche titolo, a mio modesto giudizio interessante, con la tua firma, avrò la pazienza di leggerlo di mattina.
Sono contento che ti piaci così come sei, ognuno di noi deve piacersi per vivere decentemente; se ci disprezzassimo, saremmo totalmente infelici. Sono anche felice che tu piaccia ad altri lettori, è una soddisfazione che a tutti sarebbe gradita; personalmente conosco solo il parere di tre lettori: mi bastano perché, come dici tu, l’importante è che io piaccia a me stesso.
Altro mio plauso per te e voglio egoisticamente un piccolo merito, sono le scuse per il sig. Pasquali, per il quale non avevi dimostrato tanta carità cristiana che predichi spesso.
In merito alla tua laurea in Diritto Canonico, chiarisco che la mia non era curiosità; non lo sapevo e quando ho letto sul giornale la tua firma con le varie qualifiche, ne sono rimasto impressionato e, nello stesso tempo, felicissimo di avere un amico importante.
Per ultimo, ti chiedo scusa se ho detto “conoscenze ecclesiastiche” e non “conoscenze di diritto canonico”, ma sono stato tratto in inganno soprattutto dalla mia ignoranza in materia, ma anche dalla tua firma “Avvocato Ecclesiastico”.
Comunque hai ragione tu, in materia di conoscenze ecclesiastiche, nel senso di conoscenze di sacerdoti ecc., forse non sbagli. Conosco alcuni sacerdoti di Viterbo, non tutti giovani, ma ti dirò che oltre che conoscenza, c’è anche amicizia e con qualcuno ci si scambia anche …… confidenze personali.
Ma, del resto, tu mi conosci abbastanza e sai bene che, da vecchietto, mi rimane solo l’amicizia di altri come me, o quasi.
Chiudo (e come promesso non riaprirò il “cessate il fuoco” sull’argomento) cercando di chiarirti quel tuo “non riesco a seguirti”. Vedi, se una persona è abituata a stare in una stanza con molti riflettori, nel momento in cui si trasferisce nella stanza attigua con una sola lampadina, gli sembrerà di stare al buio.
Anche qui potresti dirmi “non riesco a seguirti”. Semplice: nel momento in cui ti dovesse capitare di leggere i miei scritti o quelli di altri poco acculturati come me, prima di leggerli prova a spegnere qualche tuo riflettore e forse ci capiresti meglio.
Altrettanto cordialmente
Luigi Torquati






















