REGGERE LA DISPERAZIONE ED IL CANTO DELLE CINCE. Su “La Repubblica” del 26 aprile 2020 il Presidente Conte dichiara: “Il settore del turismo è quello più severamente colpito, anche perché non ha alcuna possibilità di rimediare, da solo, alle perdite accumulate…

Il Ministro Franceschini sta elaborando varie proposte per sostenere questo settore…..”. Mentre l’Italia va a ramengo, le cince dai colori vivaci e dal canto sgradevole si posano sui canali vuoti e fermi di Venezia, la principessa del turismo Italiano e mondiale catturata dal nulla.

La povertà è passata da condizione rimediabile ad infezione sociale che grava sulle condizioni generali della società. La normalità è diventata il problema: il nuovo inizio è appeso ai bollettini medici, alla burocrazia, agli sbagli della politica che non sa decidere e che distilla gli interventi come se fossero solo sillabe da mettere insieme.

Manca un tuffo nella realtà: occorre riposizionare strategicamente il business perché il vecchio modello è stato stravolto, il Bep (break even point), cioè il punto di pareggio, rimarrà un sogno ed i fondi a supporto sono insufficienti per gestire la impellente domanda di sostegno. Il virus economico subentrato al Covid -19 ha posto 10 milioni di Italiani nell’orbita di una povertà senza freni abbattendosi sugli indigenti e sui “redditi – limite” più o meno assistiti dalla mano pubblica ed infrangendosi sulla già fragile coesione sociale. Hai voglia! ad annunciare nuove aperture, mentre i ritardi si accumulano e gli interventi sfiorano appena il corpo sociale stordito dal bisogno: oggi, il tempo non si misura più ad ore o a giorni, ma in base alla necessità.

I nuovi poveri incalzano ed il reddito di cittadinanza (come quello di emergenza) è un cerotto troppo piccolo per la ferita del corpo sociale: chi già sopravvive con lavori occasionali o al nero si trova spiazzato sia dalla impossibilità di lavorare che dalla mancanza di offerte per prestazioni saltuarie. Sono troppi gli italiani senza protezione ed in corsa verso una indigenza strutturale per non dire definitiva: non a caso sono aumentati di molto i pasti offerti dalla Caritas, mentre paradossalmente viene meno “l’indotto nero” del nero ed è come spargere sale su ferite già aperte dalla miseria precedente. Salgono i disoccupati perché manca la ridistribuzione del lavoro e ci siamo dimenticati sia i voucher sia quei famosi contratti di solidarietà che facevano lavorare meno, ma quasi tutti.

V’è bisogno di liquidità, ma occorre evitare la scorciatoia del Mes: stando all’art. 5 della legge 234/2012, la posizione del Governo deve tenere conto e quindi uniformarsi agli atti di indirizzo adottati dalle Camere. Mentre attendiamo una stagione turistica più centrata sulla salute dei beni ambientali e culturali per vivere finalmente le infinite bellezze dell’Italia, diamo tempo al tempo, restituiamo alle imprese condizioni di vitalità, assicuriamo risposte concrete e non altra burocrazia per reggere la disperazione di questi giorni ed il canto delle cince. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

L’EROISMO DI GARIBALDI E LE DUE SPEDIZIONI. Il 5 maggio del 1860 parte da Quarto la spedizione dei Mille: Garibaldi ed i suoi Volontari conquistano il Regno delle due Sicilie e costruiscono il Regno d’Italia, ponendo una base solidissima e duratura. Nel maggio del 2020 parte la spedizione di milioni e milioni di bollette della luce, del gas, dei costi aziendali, delle tasse ed anche delle cartelle fiscali, malgrado la crisi domini sovrana.

Qualcuno, prima o poi, capirà che non si possono spendere soldi inesistenti e che è difficile fare cassa sulla miseria di oltre 10 milioni di Italiani, mentre la vittoria sul Covid-19 appare davvero lontana. Intere economie familiari sono entrate in crisi per l’impossibilità di lavorare, di aprire le attività commerciali già in ginocchio per la debolezza intrinseca trascinata ai tempi nostri dalla paralisi finanziaria del 2008 e dai pesanti compromessi al ribasso subiti nel duro confronto con l’Unione Europea: senza un respiro economico, l’Italia intera rischia la più brutta fermata della sua storia. E’ ora di ritrovare il coraggio dei garibaldini e di spedire il Paese verso il progresso delle nostre genti.

VALORIZZARE L’IMPEGNO, LA RESPONSABILITA’ E L’ATTIVITA’ DELLE PRO LOCO. E’ grande e generoso l’esercito delle Pro Loco italiane attive ed importanti per l’impatto economico e sociale sull’offerta turistica nazionale: nel 2018 se ne contavano ben 6.158 suddivise nelle venti Regioni del Paese.

I nuclei più importanti in Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania, Emilia Romagna, Toscana, Sardegna, Abruzzo, Sicilia, Lazio, Marche, Umbria, Calabria e Liguria. Parliamo di 600 mila soci, di 300mila volontari attivi, di 6.158 Pro Loco attive delle quali 4.400 con partita IVA e 1.500 presenti con l’Ufficio di informazione Turistica. Sono oltre 20mila le sagre e le fiere realizzate con circa 48milioni di partecipanti.

Tra gli eventi più significativi oltre alle sagre ed alle fiere, l’organizzazione di passeggiate, di presentazioni libri, di mostre d’arte, di seminari e convegni, di mercatini, di manifestazioni sportive, di rievocazioni storiche, di attività di salvaguardia ambientale, di musica, cinema e teatro. Tutti questi dati hanno come fonte la rilevazione effettuata dalla Cgia di Mestre – Centro Studi Sintesi con ben 40 pagine di analisi articolata sulla comunità, la formazione, l’impresa ed il territorio mettendo a fuoco la valorizzazione effettuata dalle Pro Loco della storia, della cultura, dei saperi, delle tradizioni, delle tipicità agricole ed alimentari, del suo artigianato.

La spesa di chi visita sagre e fiere ammonta a 540 milioni di Euro, quella delle Pro Loco per sagre e fiere a 158 milioni di Euro mentre il valore della produzione attivato dal sistema di sagre e fiere organizzate dalle Pro Loco assomma a 698 milioni con un effetto diretto di 1,2 miliardi di Euro, indiretto di 0,7 miliardi, indotto di 0,2 miliardi per un totale di 2,1 miliardi: il tutto grazie a 25 milioni di ore di volontariato per realizzare circa 110mila eventi confermando così un ruolo fondamentale di Pro-Motore del territorio.

Il Governo ed il Parlamento della Repubblica dovrebbero – devono – sostenere e tutelare la grande impresa sociale del volontariato impersonato dalle gloriose Pro Loco Italiane: l’industria del Turismo non può fare a meno di questa presenza così significativa ed utile per promuovere il Sistema Paese. In questa fase delicata il sostegno alle Pro Loco deve poter prevedere:a) eliminazioni imposte per almeno 3 anni;

b) iva a zero (o in subordine al 4% - riduzione IVA  per tutti gli enti del terzo settore) per tutti gli acquisti inerenti iniziative, ristrutturazioni, ri-ammodernamenti, acquisti,  riguardanti ciò che ha causato  Covid19,  fino ad almeno tutto il 2022;

c) la distribuzione di buoni vacanza per valorizzare il turismo culturale nei borghi italiani;

d) deroghe alle restrizioni economiche riguardanti eventuali aiuti di stato europei;

e) CONTRIBUTI ECONOMICI ANNUALI A TUTTE LE  PRO LOCO DA PARTE DELLO STATO ;

f) incentivi utili a generare liquidità alle Pro Loco per supportare progetti turistici da offrire alla clientela dei territori;

g) per non perdere il feeling con la clientela dei nostri paesi, preparare dei programmi sicuri dove il turista possa trascorrere le vacanze in rilassatezza e tranquillità, offrendo non solo bellezze, emozioni di viaggio ma anche completa sicurezza, così come proposto dal Presidente delle Pro Loco Valdostane Pericle Calgaro, autorevole Consigliere Nazionale dell’Unionturismo.

Fisanotti: “L’Unionturismo sin dal Convegno Nazionale delle Pro Loco svoltosi a Catania ha lamentato l’indifferenza colpevole di tutti i Governi e di moltissime Istituzioni locali verso queste libere Associazioni, costrette spesso a chiedere elemosine per difendere il patrimonio storico - culturale ed enogastronomico delle nostre Terre abbandonate tristemente dalla mano pubblica: è ora di finirla, è ora di riconoscere il grande merito del volontariato che per tantissimo tempo ha colmato le lacune nella promozione turistica dei territori, assegnando alle Pro Loco Italiane un contributo fisso statale che dia respiro alle lodevoli iniziative intraprese lasciando margini economici per una seria programmazione degli eventi così utili per offrire un contributo serio e collaudato al contenuto della vacanza di turisti italiani e stranieri”.

IL CONFLITTO TRA GOVERNO E REGIONI. Il 29 maggio del 1176 le truppe della Lega Lombarda hanno la meglio sulle forze imperiali guidate da Federico Barbarossa. Il 15 maggio del 1797 le armate Francesi conquistano la Laguna e chiudono per sempre la storia plurisecolare della grande Repubblica di Venezia.

Nel maggio del 2020 la Lega Lombarda viene contestata per la gestione della crisi sanitaria, quando tutti hanno visto il nobile sforzo della Giunta Fontana per domare il Covid-19 mentre mancavano i ventilatori, le mascherine e le protezioni. Il conflitto tra il Governo centrale e le Regioni è evidente e certo non fa bene specie mentre siamo tutti in pieno combattimento e sono morti oltre 170 Medici eroi e 140 Infermieri per non parlare dei 10mila contagiati tra il personale sanitario.

Forse, è meglio ricordare i limiti costituzionali di taluni decreti lasciando accertare alla Giustizia eventuali responsabilità: sul piano politico, ci vuole una unità di intenti per valorizzare il tema della salute pubblica in un clima di armonia, prendendo ad esempio la tradizione dei Giochi Olimpici della Grecia durante i quali veniva istituita e rispettata l’Ekcheria, la famosa tregua olimpica. Fisanotti: “La maggioranza che governa il Paese deve collaborare con le forze dell’opposizione per assumere provvedimenti condivisi ed utili nell’interesse degli Italiani stanchi di annunci ed in attesa di iniziative capaci di garantire a tutti nuove frontiere economiche e sociali”.

PASQUALE ZAFFINA: GLI INCENTIVI PER LA RIPRESA DEL TURISMO DELLA MOBILITA’ Il Presidente dell’Associazione Campeggiatori Turistici d’Italia, Architetto Pasquale Zaffina ha inviato al Governo della Repubblica le proposte volte a favorire il Turismo della mobilità e per la ricettività delle strutture di accoglienza camper Caravan e tende.

Nell’importante documento, già acquisito nel Memorandum dell’Unionturismo per la tutela del Turismo italiano, si propone di: concedere       alle famiglie di tutti i Campeggiatori Turistici la possibilità di detrarre dalla prossima dichiarazione dei redditi le fatture rilasciate da strutture recettive all’aria aperta, come Aree di sosta Camper, Campeggi, Agriturismo, Villaggi Turistici, Agri-campeggi, Stabilimenti balneari e simili. Questa proposta, unita a quella ventilata del bonus vacanze per famiglie per il 2020, potrebbero rappresentare:

a) un formidabile stimolo alla rapida ripresa dei viaggi in camper in quanto sicuri ed autosufficienti dal punto di vista sanitario;

b) eccellente opportunità per l’utenza di questo particolare modo di fare turismo;

c) concreto sostegno economico alle località che ci ospitano, con particolare riguardo ai piccoli comuni, cuore pulsante di questa nostra bell’Italia;

d) incentivo economico alla ricettività all’aria aperta, che adotterà le previste massime misure di tutela. Fisanotti: “Queste valide proposte sono già state inserite nel Memorandum dell’Unionturismo per la tutela del turismo italiano inviate al Governo ed al Parlamento della Repubblica”.

PRONTI A RIPARTIRE? Confindustria Alberghi prova a non piangersi addosso e guarda avanti con fede all’insegna del grido siamo pronti a ripartire. “Le strutture alberghiere – si legge in una nota - non sono state chiuse per l’emergenza coronavirus, ma nella maggior parte dei casi per mancanza di clienti. Quelli che hanno continuato ad operare in questi mesi, con evidente rischio di contagio, sono riusciti con cura, impegno e senso di responsabilità ad offrire un soggiorno in sicurezza”.

Il vademecum dell’Oms con le indicazioni delle misure necessarie per il ritorno alla normalità sono già in esecuzione. Occhio però alle decisioni avventate. Confindustria Alberghi teme “fughe in avanti” da parte di singole Regioni che potrebbero generare confusione agli occhi dei clienti poiché la logica di misure diverse, da località a località, finirebbe per minare la credibilità delle destinazioni con conseguenze disastrosa sulla loro reputazione (U.T. news).

TURISMO-VIRUS: QUESTI I RIMEDI. Il documento predisposto nei giorni scorsi dalla Conferenza delle Regioni e delle Province per la X Commissione del Senato sulle iniziative di sostengo ai comparti industria, commercio e turismo ha già posto il fianco ad alcuni distinguo da parte del ministro Franceschini.

Le Regioni indicano azioni integrate a livello nazionale ed internazionale attraverso l’ENIT accompagnando la promozione con un rafforzamento della programmazione delle attività a scala territoriale riguardanti i beni ambientali, culturali, le rassegne, i festival etc. per ridare forza alle comunità provate dall’emergenza sanitaria. Si evidenziano alcune misure. Decretare lo 'Stato di crisi' attivando il procedimento previsto dal decreto legge 83/2012. Consentire l’equiparazione e il riconoscimento formale, da parte dello Stato, della pandemia da Covid19 alle calamità naturali intervenendo con l’art. 50 del Regolamento Ue 651/2014 che prevede “Aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da determinate calamità naturali” nella forma dell’esenzione.

Prevedere un'apposita linea d'intervento specificamente per il settore turistico, nell’accordo in atto tra Governo e Regioni, nell'utilizzo dei Fondi Fesr e Fse della programmazione 2014-2020. Costituzione di un nuovo Fondo Europeo speciale per il turismo (“FEST”), articolato sul modello “FESR” dotato di adeguate risorse da attivarsi nella prossima Programmazione 2021-2027. Proposta di un apposito “Decreto Turismo” che preveda in un unico specifico provvedimento i primi interventi e misure di supporto al settore del turismo (Unionturismo news).

VIAGGIO IN ITALIA. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte pensa all’operazione “Viaggio in Italia” che  potrebbe rappresentare un aiuto ad imprese e operatori oramai allo stremo. In sostanza prevede agevolazioni per il turismo nostrano che potrebbe compensare almeno del 30% il crollo dei turisti stranieri nel nostro Paese (nel 2019 hanno superato quota 216 milioni di presenze). 

Finito il lockdown formale bisognerà fare i conti con il lockdown psicologico, con la paura dei cittadini di spostarsi. “In questa direzione – suggerisce il presidente Raffaele Rio di Demoskopika - risulta necessario che ciascun sistema regionale si attivi per ripensare l'offerta turistica in totale sicurezza, concentrando l'attenzione prioritariamente su tre differenti tipologie di turisti italiani: gli identitari, cioè i turisti italiani che trascorrono le vacanze nella regione di residenza; gli esterofili, cioè turisti italiani residenti in una determinata regione che ogni anno scelgono l'estero quale meta vacanziera) e, infine, i nazionalisti (cluster che rappresenta i turisti italiani residenti in una determinata regione che scelgono di trascorrere le vacanze in Italia ma fuori dai confini del loro territorio regionale di residenza (Unionturismo news).

SPIAGGIA CHE VAI REGOLE CHE TROVI. Il pianeta mare corre i rischi di un’eclissi senza precedenti. In Liguria dicono che pensare ad un’estate senza mare è un film dell’orrore. Ma tant’è. La riapertura delle spiagge appare ancora lontana ed il mondo balneare invoca da tempo regole comuni, ma anche adeguate alle tantissime tipologie di litorali presenti sui quasi ottomila chilometri di coste italiane.

Nei vasti arenili del Veneto si pensa di lottizzare la spiaggia in “appartamenti da sole” di una cinquantina di metri quadrati a disposizione delle famiglie. In Emilia-Romagna prevale l’idea di ombrelloni distanziati con uno steward in ogni stabilimento per far mantenere le distanze e infine ristorazione direttamente sotto l’ombrellone e negli alberghi, in ogni camera o terrazza dove si può mangiare.

In Liguria la Regione ha autorizzato i balneari a tornare ad allestire gli stabilimenti, segnale di speranza e atto di necessità, visto il peso che ha nel pil regionale il turismo balneare. In Campania, Ischia pensa a piattaforme galleggianti davanti alle spiagge, ‘isole’ per 2/3 persone dotate di lettini e riparate con un tetto di foglie.

Nel Lazio si propone l’uso di un’app che consenta di scegliere uno stabilimento o spiaggia pubblica, attrezzature o anche solo una piazzola e scegliere il turno preferito e un braccialetto elettronico di gomma provvisto di sensori sonori che si attivano quando intercetta un altro braccialetto a una distanza predefinita.

La Puglia pensa a fare tamponi per garantire tutti gli altri ospiti. Il Friuli Venezia Giulia si prepara alla riduzione degli ombrelloni, all’accesso ai servizi tramite braccialetto fornito all’ingresso, alle aree recintate, alla prenotazione online e servizi sotto l’ombrellone. In Sardegna si propongono sconti sul viaggio, il tampone e il numero chiuso nelle spiagge libere (Unionturismo news).

UN VITERBESE AL “CAMPIELLO”. Il tempo umano (Harper&Collins, pagg. 432) è il titolo dell’ultimo romanzo di Giorgio Nisini Scrittore e saggista di Viterbo. Una rapida recensione di Angelo Deiana, ci informa che Tommaso (protagonista del racconto) è un insegnante universitario.

Durante un suo corso di letteratura si innamora di Beatrice, studentessa modello e figlia di Alfredo Del Nord, l'imprenditore che ha fondato la Dea Nigra, una delle più importanti aziende internazionali di orologi di lusso. Ma questa relazione non dura molto, perché tra lei e Tommaso si frappone Maria, la sorella di Beatrice, da cui il protagonista si sente irrimediabilmente attratto.

Scoppia così un cortocircuito narrativo e sentimentale. Tommaso e Maria vengono travolti da un amore violento, clandestino e irrinunciabile che altera il corso del tempo e degli eventi. In un racconto lungo vent’anni, in cui vengono messi in scena personaggi ai limiti di se stessi, si alternano la passione (in tutte le sue sfaccettature) e il mistero racchiuso nella Dea Nigra.

Un libro che intreccia storie, segreti e destini e che tiene il lettore incollato alle pagine pizzicando le corde di emozioni e riflessioni lasciate per troppo tempo a maggese. Il romanzo è stato candidato al Premio Campiello 2020, la cui Giuria letteraria è affidata da quest’anno a Paolo Mieli.

La cinquina finalista la conosceremo il prossimo 29 maggio. Giorgio Nisini, finalista nel 2011 del Premio Strega, è attualmente docente presso l’Università “Lums” di Bari. Il suo primo romanzo, La demolizione del Mammut (Perrone, 2008), ha vinto il Premio Corrado Alvaro Opera Prima ed è tra i cinque finalisti del Premio Tondelli. Presiede il premio letterario “Corrado Alvaro-Libero Bigiaretti” di Vallerano (Unionturismo news).

RIAPRONO I MUSEI: MA CON CHI?. La domanda estera non si recupera più. “Immagino - ha detto Franceschini - che il turismo internazionale questa estate avrà un forte calo. Sia in entrata che in uscita. Quindi, stiamo facendo un investimento forte sul turismo interno, perché questa sarà un’estate di vacanze in Italia”.

Siamo ancora nel limbo delle idee. L’ultima in ordine di tempo sarebbe quella di “dare un sostegno alle imprese turistiche e un incentivo alle famiglie sotto un certo reddito e con figli a carico, un bonus che possano spendere in strutture ricettive nel nostro Paese. Così si aiutano sia le imprese turistiche, sia le famiglie a reddito medio-basso”. Il Mibact punta sulla riapertura dei musei e dei parchi archeologici dal 18 maggio “nella stessa modalità dei supermercati: con il distanziamento tra le persone, mascherine e ingressi a scaglioni”.

Facciamo fatica a pensare al numero dei visitatori. Gli stranieri non ci sono. Gli italiani non possono deambulare da Regione a Regione, tanto più che l’ingresso non sarà gratis. “In Europa – dice il Ministro: bisogna avere gli stessi protocolli e gli stessi standard di tutela sanitaria, così che i cittadini dei vari Paesi Ue si possano muovere liberamente e in tranquillità” (Unionturismo news).

HOTEL: COSA FARE. Confindustria Alberghi insieme a Federalberghi e Assohotel ha inviato al governo e alle Regioni il protocollo nazionale congiunto in tema di prevenzione contro la diffusione del contagio nelle strutture ricettive.

Le tre organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative del comparto dell’ospitalità hanno elaborato il documento “grazie a una intensa e costante collaborazione”, individuando i passaggi essenziali per garantire misure efficaci di prevenzione della diffusione del virus sempre allo scopo di tutelare la salute degli ospiti e dei collaboratori e di realizzare l’equilibrio necessario per garantire l’erogazione del servizio in condizioni di sicurezza e sostenibilità, evitando tuttavia di snaturarne le caratteristiche (Unionturismo news)..

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N°  618  Roma, 4 maggio 2020

In Redazione: Dott. Vincenzo CENITI Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;

spedizione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 0165 548032

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.;       cell. 335 8358347

www.unionturismoroma.it;  

 

 

 

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