Roma CRONACA solo ora è disponibile a parlare con le associazioni animaliste

 

La LAV prende atto con dispiacere che il Prefetto di Foggia non intende ritirare o rivedere la sua Ordinanza d’abbattimento di animali vaganti, con cui dà il via libera a “fucili e carabine”.

E che solo ora dica di essere disponibile a parlare con le associazioni animaliste – riconosciute dai Ministeri della Salute, dell’Ambiente e dell’Interno come la LAV, quindi interlocutrici ufficiali del rappresentante del Governo - quando ha mai ritenuto di coinvolgerle nelle tre riunioni di cui si è avuta notizia e alle quali hanno partecipato anche associazioni di allevatori.

Inoltre la LAV replica alle argomentazioni del Prefetto, specificando quanto segue:

-          per “pericolo concreto all’incolumità delle popolazioni e per la sicurezza della circolazione stradale” le Forze di Polizia hanno già l’obbligo di intervenire per casi conclamati e accertati. Anche senza un’Ordinanza del Prefetto. Che altrimenti diventa un possibile via libera a uccisioni indiscriminate.

-          Il Prefetto dice che sono stati ritrovati animali “con orecchie tagliate”, quindi senza marchi auricolari. Questa è una condizione di maltrattamento palese, prevista dall’articolo 544 ter del Codice penale, che impone il sequestro degli animali. La stessa assenza del marchio auricolare impone il sequestro degli animali. Perché non è stato fatto?

-          Solo ora in interviste, e non nell’Ordinanza, il Prefetto parla di “criminalità organizzata” e relativo “controllo del territorio”. Un motivo in più per ordinare, questa volta sì lecitamente e opportunamente, un’azione sinergica tra Forze di Polizia e Servizi Veterinari Asl per la prevenzione di questi reati, il controllo degli animali, la persecuzione dello stato di voluto abbandono degli animali che configura il reato di cui all’articolo 727, prima parte, del Codice penale. Cosa che non risulta mai stata fatta e non ne comprendiamo il motivo.

-          Il Prefetto dice che l’uso dei narcotizzanti per bloccare l’animale eventualmente pericoloso per l’incolumità pubblica “non sempre risulta efficace”. Evidentemente è stata consigliata male sul tema, visto che si narcotizzano anche i leoni evasi dai circhi. Ma forse in provincia di Foggia nessuno dispone di questi mezzi, utilizzati da oltre trent’anni nel resto d’Italia.

-          Consigliamo infine al Prefetto di rivedere la sua Ordinanza anche perché in alcuna parte del dispositivo cita espressamente che si tratta di animali “da reddito”, quindi bovini ed altri grandi animali. Così come formulata sarebbe perfettamente applicabile anche a cani e gatti, tutelati come gli altri animali dal titolo IX bis del Codice penale ma anche dalla Legge 281 del 1991…

-          Un ultimo appunto riguarda il fatto che il fenomeno del vagantismo interesserebbe più aree, come riportato nelle premesse dell’Ordinanza, ma poi il tutto si è ristretto al territorio comunale di Vieste. Perché allora la responsabilità dell’Ordinanza non la si è fatta prendere al Sindaco? Al quale, vorremmo ricordare, spetta per legge anche la tutela degli animali (DPR 31.3.1979 articolo 3) tutto l’anno.

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