Viterbo CRONACA Erano tremendamente buoni quei broccoli strascinati
di Luigi Torquati

 

Broccoli strascinati

Caro Mauro, voglio andare a ruota libera, non toccherò un argomento solo, ma parlerò e sparlerò come capita. Con questo non voglio copiare l’amico Aggì e il suo vocabolario, ma una volta tanto voglio spaziare.

Incomincio dal filmato “Quanto ci insegnano gli animali a noi, più animali di loro” da te pubblicato un paio di giorni fa: mi ha commosso!

Sarò vecchio, sentimentale, sdolcinato, quello che volete, ma l’amore, l’altruismo che traspare da quegli esseri che noi chiamiamo animali, è infinito. Noi umani, intelligenti, razionali, non ne siamo capaci.

Ogni tanto qualcuno di noi, effettua una piccola donazione a qualche Onlus, ci sembra di aver fatto una cosa grande e senz’altro è meritevole di lode.

Ma tu pensa, caro Mauro, se nella vita di tutti giorni ci comportassimo tra noi “civili” come quegli animaletti, quanto sarebbe più bello e vivibile il nostro mondo.

Se arrivassero, come dice Santella, gli extra terresti più intelligenti di noi sulla terra, noi acquisiremmo un ruolo inferiore al loro, ovvero saremmo relegati allo stesso livello che oggi noi riserviamo agli animali (Un pensiero un po’ contorto, l’ammetto).

Si può pensare che anche noi finiremmo per assumere lo stesso comportamento solidale degli animali? Se è così, benvenuti extraterrestri. [Caro Luigi, io mi sento un extraterrestre, il video ha colpito la mia attenzione e l'ho pubblicato proprio per le riflessioni che tu hai giustamente fatto, grazie. (m.g.)]

* * * * *

Intanto in Palestina, in Israele, in Ucraina, in Egitto, in Nigeria, nel Congo, in Somalia, in Etiopia, in Afghanistan, nel Sudan, in Uganda, in Algeria e altri stati ancora, si continua a morire, comprese donne e bambini.

La civiltà dell’uomo! Me cojioni! Quello che mi domando da sempliciotto è: nella maggior parte di questi stati le guerre sono causate dai così detti “ribelli”, ma a ‘sti ribelli chi glie le dà le armi? America, Russia, ecc., ne sapete niente?

* * * * *

Un’altra piaga: la crisi economica.

Oggi al telegiornale è stato detto che l’Argentina è finita; sappiamo che il Brasile e in fin di vita, della Grecia nessuno parla più, nei paesi africani la fame è all’ordine del giorno, la Spagna si dice che stia resuscitando a passi di lumaca, l’Irlanda sembra più veloce, ma ha ancora un forte debito con l’Europa, in Italia la crisi è in piena evoluzione, con una disoccupazione alle stelle e siamo, anche noi, prossimi candidati al funerale economico.

In rialzo, invece, la Cina e il Giappone che, però, hanno anch’essi i loro spinosi problemini.

Russia e America pensano ai fatti propri limitandosi, l’America, ad interessarsi verbalmente.

In Europa, la Francia sembra che segua una buona cura, l’Inghilterra si preoccupa degli eredi al trono, la Germania con i suoi minijob sta “giobbando” (termine paesano che significa “mi prendi pel cu..”) il mondo, per apparire quella che in realtà non è.

* * * * *

Nel frattempo, nella nostra Italietta si gioca a rimpiattino (ve lo ricordate voi più grandicelli?).

Renzi che dice di proseguire nelle riforme, riforme che non si sa che siano, riforme che non si riscontrano ancora, pseudo riforme boicottate in Senato dalla stessa maggioranza, senatori che dovrebbero dileguarsi non solo dal senato, ma dalla faccia della terra, ai quali il presidente Grasso concede il voto segreto (che stronzata!).

Il voto segreto, in qualsiasi assemblea parlamentare, deve scomparire: noi, teste di… cavolo, vogliamo sapere come si comporta quell’emerito imbecille che purtroppo abbiamo votato, anzi, ci hanno fatto votare.

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Stasera, a Super Quark, ci hanno fatto vedere un servizio dove si parlava di due ragazzi pugliesi, naturalmente laureati, che hanno avuto l’idea di costruire a Bitonto un aereo (biposto) in fibra di carbonio (Blackshape l’hanno chiamato), 10 volte più resistente dell’acciaio, meno pesante, più veloce, con un consumo minore.

La loro avventura è iniziata a 23 anni e, naturalmente, la prima preoccupazione è stata quella di reperire un capitale iniziale; la Regione Puglia, intanto decide: non più soldi agli enti per la formazione professionale, ma ai ragazzi per realizzare un'idea.

La Regione pubblica un bando ed il progetto di Luciano Belviso e Angelo Petrosillo vince 25 mila euro a fondo perduto.

Per riscuotere detta somma, occorreva però avere un piccolo capitale (non sono riuscito a capire l’importo) che non c’era; i due ragazzi hanno chiesto il finanziamento a ben 43 banche: nessuna ha dato loro fiducia.

Fortuna ha voluto che, solo ad una settimana dalla scadenza del bando, uno dei ragazzi ha incontrato l'imprenditore Vito Pertosa che ha creduto in loro finanziandoli.

E’ nata così la StartupItalia che ha già venduto 6 aerei, ne ha già in preparazione 23, comincia ad avere prenotazioni da tutto il mondo: 53 esemplari in 24 paesi. In testa Sud Africa e Russia.

La Marina italiana, ha già provato l’aereo rimanendo soddisfatta e si parla già di uso come aerei da ricognizione. 

Bella storia vero?  

Ancora più bella se si pensa che i due ragazzi stavano a Parigi per completare i loro studi e avrebbero potuto andare ovunque; sono ritornati al loro paese ed è lì che hanno voluto esprimere le loro capacità.

Tutto bello dunque, ma c’è una falla spiacevole, anzi, schifosa: 43 banche hanno detto no a questi ragazzi. Eccolo il marcio dell’Italia, ecco uno dei motivi principali della crisi economica: le banche con i loro no.

* * * * *

Vogliamo parlare di sanità viterbese?

Fa schifo: mesi di attesa per qualsiasi visita che, però, diventano pochi giorni se esiste una protesta su un giornale, ore di attesa al pronto soccorso (ho accompagnato un amico con frattura al calcagno alle ore 11,50, l’ho riportato a casa con una doccia gessata alle 17,20).

Ospedale Andosilla: ridimensionamento della terapia sub intensiva.

Ospedale di Tarquinia: sala operatoria inesistente.

Ospedale di Acquapendente: ai confini con altra regione, trasformato in presidio territoriale, con le conseguenti riduzioni di prestazioni.

Villa Paola in crisi, il servizio TAO, importante per centinaia di utenti, eliminato e quel poco che si fa, si deve alla buona volontà di una dottoressa che, tra l’altro, presto andrà in pensione. Ma su quest’ultimo punto, avrò modo di parlare più compiutamente, anche perché interessato personalmente.

* * * * *

Ci soffermiamo appena un attimo sul Comune di Viterbo e il bilancio?

Tasse e poi tasse, il tutto ancora da discutere, emendamenti a non finire, riunioni su riunioni (c’è il gettone di presenza?) e poi si scopre che 30.000 euro sono destinati al miglioramento della comunicazione relativa agli avvenimenti e alle varie attività dell’ente, specialmente su Facebook e altri social network.

Una volta si usava spedire i comunicati stampa che venivano regolarmente pubblicati gratuitamente (mi sembra che anche tu, caro Mauro, fai così). [Sì, Luigi è così, gratuitamente, come se il nostro lavoro non valesse nulla, il nostro tempo dedicato è niente, e quando convocano le conferenze stampa alle ore ics e poi ritardano gli organizzatori della stessa?... sì il nostro tempo non vale nulla!]

Al giorno d’oggi, con la posta elettronica, non c’è bisogno di lettere, di posta o altro; la comunicazione è immediata. Piuttosto è bene migliorare il sito, renderlo fruibile al massimo e aggiornarlo quotidianamente. Un qualsiasi turista, ma anche un cittadino viterbese, nell’era del computer e degli smartphone, la prima cosa che fa e quella di cercare sul sito del Comune.

* * * * *

Chiudo con qualcosa di meno pesante. Mi trovavo con famiglia e amici ad una festa (battesimo) e di fronte a me, nel momento culminante di ogni festa del genere, ovvero “la magnata”, c’era un amico con la figlia tredicenne e sentivo la loro conversazione durante le varie fasi del pranzo:

Figlia: io mangio solo il prosciutto, i fiori di zucca non li voglio e le olive non sono quelle snocciolate.

Padre: va bene cara, allora prendine di più di prosciutto.

Figlia: io non voglio gli gnocchetti al pesto e gli spaghetti alla carbonara, mi fanno schifo, voglio la pasta con la passata.

Padre: non ti preoccupare adesso ci penso io; cameriere, scusi, a mia figlia dovrebbe portare solo un piatto di spaghetti con la passata di pomodoro. Grazie.

Figlia: del secondo non mi piace niente, baccalà arrosto, agnello in salmì, braciola di maiale, no e poi no. E  nemmeno il contorno.

Padre: adesso vediamo se è possibile avere qualcosa di diverso; cameriere, scusi, potrebbe chiedere in cucina se è possibile avere una fettina di vitella o un petto di pollo per mia figlia? Magari con due patatine fritte.

Figlia: io vado a fare un giretto di fuori, ritorno per il dolce, quello lo voglio.

Caro Mauro, mi sono venuti in mente i vecchi tempi che senz’altro ormai sono superati e non augurabili, ma mi ricordo quando una sera a cena avevo i famosi (almeno a quei tempi) broccoli strascinati; li odiavo e per la prima volta volli fare il forte: “Non ho fame”.

Mia madre mi guardò in maniera ironica, sapendo quanto ingurgitavo e poi mi disse: “Va bene, va a dormire” (non c’era la televisione).

La mattina dopo, non ci vedevo dalla fame e alzandomi pensavo già alla tazza di latte col pane casareccio da mettere dentro; vado in cucina, niente latte, sul tavolo un piatto coperto da un altro piatto e mia madre che mi guarda e dice: “Stamani la colazione è quella”.

Erano tremendamente buoni quei broccoli strascinati.

Concludo con un aforisma di Buddy Hackett: “Quando ero bambino il menù della mia famiglia era composto da due scelte: prendere o lasciare”.
[Luigi, quanto è vero! (m.g)]

Luigi Torquati

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