Viterbo CRONACA continuerò ad avere
“la pazienza di leggere i tuoi articoli”
di Luigi Torquati

Caro Direttore, sono nel dubbio: non so se chiederti di offrirmi un caffè alla prima occasione, o chiederti scusa per aver provocato alcuni scritti delle persone a cui mi sono rivolto nel mio ultimo dire “Fare il “Bastian contario” è lecito, approvare è d’obbligo!”.
Vuol dire che sarai tu a deciderlo, per il momento provo a continuare.
[La vita di un giornale è il dialogo, il dibattito, un tuo articolo è stato protagonista di ciò ed allora il caffé te lo offro volentieri. ndd]
Finita la polemica con Aggì per la decisione di entrambi del “cessate il fuoco” e di una tregua, comunque “armata”, rimanendo ognuno sulle proprie posizioni, ho suscitato le reazioni dell’amico Giuseppe Bracchi, al quale confermo che sono stati pochi i coraggiosi che non hanno preso la tessera durante il fascio (un plauso a tuo nonno), mentre erano molti coloro che la prendevano per paura.
La citazione di “Caffeina”, voleva essere solo una battuta, considerata anche l’attualità della manifestazione; mi dispiace che non l’hai presa nel verso giusto.
Per quanto riguarda il libro della Serri, continuo a ritenerlo inutile; semmai certi avvenimenti, naturalmente a carattere generale, potrebbero essere utili nella scuola per far capire ai giovani l’onestà, il coraggio delle proprie azioni, la coerenza; ne io ho affermato che siano cose da supermercato.
Per quanto riguarda la tessera COOP, anche qui non hai ben compreso ciò che intendevo, ma non fa niente; io continuo a tenermi ben stretta, come dici tu, la tessera della COOP, considerato che in questi tempi di magra, almeno a me, fa comodo avere qualche sconto sui beni di consumo e, nello stesso tempo, continuo a non essere comunista (era questo il punto).
Anche con te, applico il “cessate il fuoco”, precisandoti che continuerò ad avere “la pazienza di leggere i tuoi articoli”.
A Claudio Santella, invece, debbo due chiarimenti.
Il primo riguarda la diatriba con Carneade: non mi reputo e non sono affatto un latinista, sono semplicemente un’amante del latino per il quale, però, ho bisogno del mio vecchio vocabolario e non solo.
La mia precisazione con Carneade era soltanto in merito alla frase citata di Orazio che a me risultava diversa e, anche in quella replica, affermavo di non essere un “latinista”.
Proprio per questo la ringrazio della sua traduzione in italiano: mi ha evitato alcune ore di lavoro e una traduzione pressappochista (non posso, quindi, dire se la sua è corretta).
Un grazie, anche per avermi fatto conoscere il brano per intero: conoscevo solo, in italiano, la parte finale, qualche volta citata a proposito di “potenti” (mi ricordo ancora la citazione fatta da un collega di lavoro riguardo un nostro capoufficio).
Per quanto riguarda il mio carattere, ha perfettamente ragione, sono impulsivo, quello che penso dico e il guaio maggiore, è che non me ne pento nonostante, nel passato, nel mio vecchio partito, mi abbiano dato lezioni sufficienti per cambiare (ma, in materia, non riesco ad apprendere), così come sono pragmatico, la teoria può essere la migliore, ma senza la pratica non vale niente.
Per l’ultima parte, non so se conosce il vecchio dialetto di Marino, il paese dove le “fontane danno vino”, difficillimo, bruttillimo, bellillimo, erano i superlativi abitudinari degli abitanti. Forse discendevano da Cicerone?
Mi stia bene anche lei sig. Claudio, optimus maximus più di me.
E vengo al secondo chiarimento: innanzi tutto mi scuso per il professore che, almeno per me, non era ironico o altro, era semplicemente il titolo che credevo avesse.
Nel mio dire in merito al suo “Profezie di Cassandra …”, non c’erano critiche particolari, tutt’altro; condivido molte cose da lei scritte, così come sono d’accordo con lei sul fatto che i nostri padri costituenti, ritennero garanzia di equilibrio il Bicameralismo.
I miei dubbi sono, lo ripeto anche se l’ho scritto tante volte e in varie occasioni, che quei “padri costituenti” non sono stati degnamente sostituiti e oggi ci troviamo con una pletora di personaggi che, secondo me, non possiamo chiamare “padri”.
Un’assemblea costituente come lei auspica e come sarebbe giusto, lei la vede possibile con gli individui odierni?
Una democratica votazione per eleggere detta assemblea, può essere valida con una percentuale di votanti meno del 59% e con l’8,30% di schede bianche e nulle, delle ultime Europee?
Nel 46, l’89% degli italiani espressero il loro pensiero; oggi dove tutti protestano, chiedono aiuto ai sindacati, fanno manifestazioni, ma poi quando si tratta di scegliere la maggior parte se ne frega, potrebbe esserci un pensiero valido per una assemblea che deve decidere per il futuro?
Queste ed altre sono le mie preoccupazioni che ho più volte espresso, così come dicevo circa la dittatura da lei paventata, noi italiani, non facciamo altro che far pensare di averne bisogno. Ed allora, incominciamo a ripulire come si può, facendo a meno di persone inutili il cui compito, ormai da anni, è quello di una perdita di tempo e di denaro.
Ma certo non è la pulizia che speravo io quella attuata da Renzi, così come non sono d’accordo sull’abolizione delle Province o gran parte di esse. Già l’ho detto, sono le regioni la parte fasulla di questa Italia.
Anche qui, sempre in base alla legge n. 3 del 2001 da lei citata, ci vorrebbe l’assemblea costituente per eliminarle, ma perché dobbiamo mantenere un organismo, tra l’altro con gente fasulla, che non potrà mai essere giusto nei confronti del proprio territorio, sia a livello politico, che economico, in quanto il capoluogo della Regione, qualsiasi essa sia e a maggior ragione il Lazio, farà la parte dello squalo ingoiando più euro possibili.
Si dirà: “Ma anche per le Province si corre lo stesso pericolo”.
No, se si danno direttive univoche. I contributi dello Stato dati in maniera corretta, ovvero in base agli abitanti della Provincia (salvo calamità naturali), uniti alle tasse ex regionali da passare alle Province, tolte le spese di gestione (cum grano salis), dovrebbero essere ripartiti tra i comuni del territorio, in base alla popolazione residente (un tanto pro-capite).
Questo perché è la Provincia che ha la conoscenza perfetta del territorio; in Regione non sanno nemmeno dove sta Tessennano (per dire).
Ho divagato, sig. Santella e le chiedo scusa; il fatto è che, quando incomincio a scrivere, vorrei dire tante cose che certamente non sono sempre giuste, ma possono concorrere, correggendole, a fare qualcosa di utile per la società, per il paese.
Presunzione?
Utopia?
Può darsi, ma credo che sarebbe certamente migliore la situazione, se ci fossero milioni di presuntuosi in tutta Italia che si decidessero a smuovere le acque stagnanti oggi esistenti.
Per ultimo: ho visto la sua foto, mi sa tanto che in passato ci siamo perlomeno intravisti in qualche riunione politica di un partito che oggi non c’è più.
Un cordiale saluto.
Luigi Torquati






















