Bolsena CRONACA annullata per l’impossibilità dell'’Assessore regionale all’'Ambiente Fabio Refrigeri

 

Lago di Bolsena

L’'Associazione Lago di Bolsena ha comunicato alla Provincia di essere “portatrice d’interesse per l’Ambiente Lago di Bolsena” ed ai sensi di legge ha chiesto di essere invitata a partecipare alle riunioni relative, inclusa quella del 22 scorso, programmata per la ATO UNO.

Purtroppo la riunione è stata annullata per l’impossibilità dell'’Assessore regionale all’'Ambiente Fabio Refrigeri a parteciparvi. Riferiamo ciò che avremmo detto se la riunione avesse avuto luogo.

La legge Galli ha stabilito che la distribuzione dell’acqua e la raccolta dei reflui all'’interno di un ambito ottimale di circa 300.000 abitanti deve essere assegnata ad un gestore unico. Il nostro ambito ottimale si chiama ATO UNO e comprende 61 comuni di cui 58 della Provincia di Viterbo e tre confinanti della Provincia di Roma.

La legge Galli è basata sulla solidarietà per cui gli abitanti che si trovano in condizioni sfavorevoli dovrebbe pagare la stessa tariffa di quelli che sono favoriti. Ne consegue che all’interno della ATO le tariffe dovrebbero essere commisurate ai costi di esercizio e ripartite equamente fra gli utenti. Ad esempio l'ENEL applica la stessa tariffa ovunque.

La Società Pubblica che gestisce parte della rete dell’acqua potabile e dei reflui della ATO UNO è TALETE. In essa dovevano confluire il COBALB e tutti i comuni che in passato gestivano in proprio la gestione dell’acqua. Ma questo non è avvenuto, alcuni comuni che avevano la possibilità di gestire la rete potabile con una tariffa più favorevole rispetto a quella applicata da TALETE non sono entrati a farne parte sottraendosi alla reciproca solidarietà, mentre i comuni in condizioni più sfavorevoli sono entrati in TALETE.

A causa degli inadempienti TALETE conta attualmente su 170.000 utenti anziché 300.000. Le tariffe che ne conseguono sono effettivamente alte, ma sarebbero inferiori se i costi di gestione venissero ripartiti fra 300.000 abitanti.

In aggiunta la ATO UNO ha una rete di approvvigionamento dell’acqua dispersiva alimentata da innumerevoli pozzi distanti fra loro e ha anche il problema dell’arsenico e conseguenti problemi di dearsenificazione e di diluizione con l’acqua del lago di Bolsena. Per inciso, mentre l’arsenico nella rete ha origini naturali è in programma un suo aumento nella rete e nel lago di Bolsena a causa di un impianto pilota di geotermia a Castel Giorgio, a monte di Bolsena, in attesa di autorizzazione statale!

TALETE, avendo già una gestione difficile non intende accollarsi anche la gestione del collettore e depuratore del COBALB. I Comuni che ne sono proprietari hanno dichiarato di assumere il debito pregresso, tuttavia TALETE dovrebbe farsi carico di un impianto disastrato che per essere rimesso a norma richiede oltre due milioni di euro e altri tre per completarlo.

Ben diversa è la situazione di Roma dove 300.000 abitanti si trovano in un quartiere e quindi i costi e le tariffe applicate sono molto inferiori. Inoltre Roma si avvantaggia di acquedotti che provengono dal Reatino, eppure Viterbo avrebbe un uguale diritto a servirsene, almeno in piccola quantità, per contribuire alla diluizione dell’arsenico nella rete.

La tariffa a metro cubo applicata dalla ATO 1 è di circa 1,7 euro, mentre a Roma è di circa 1 euro. Se la legge Galli fosse applicata come richiede il principio della solidarietà la tariffa dovrebbe essere unica per tutto il Lazio e parte dei costi della ATO UNO sarebbero assunti dall’intera comunità tramite delle compensazioni.

Da questa panoramica risulta evidente che tutto è collegato: tariffe; collettore circumlacuale; dearsenificazione; diluizione; geotermia; TALETE; livello del lago; ecc. Occorre una vigorosa “management action”.

Alla Regione chiediamo:

(1) che il COBALB ceda temporaneamente la proprietà degli impianti alla Regione in modo che possano essere messi a norma con il finanziamento già previsto in bilancio per poi essere ceduti a TALETE;

(2) che TALETE ne assuma subito la gestione assumendo il personale del COBALB;

(3) che le tariffe della gestione vengano uguagliate tramite compensazioni fra le ATO;

(4) che la Regione intervenga presso il Ministero Ambiente per opporsi all’impianto geotermico di Castel Giorgio. Chi tace acconsente.

Piero Bruni

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