Viterbo CRONACA Mi ricordo, avevo i pantaloncini corti, altri prima di me avrebbero detto alla zuava

 

C’è un gran fermento, tutti parlano di valorizzazione del territorio, termine il quale, nella realtà dove viviamo è privo di significato, anzi propongo  la costituzione di una zona franca: dove valorizzazione, promozione, potenziale inespresso, recupero ecc. ecc. ne sia vietato l’uso.

Mi ricordo, avevo i pantaloncini corti, altri prima di me avrebbero detto alla zuava e già si parlava dello sfruttamento delle acque termali, del raddoppio della Cassia, del potenziamento della ferrovia Viterbo - Roma, la costruzione di una superstrada per raggiungere velocemente il porto di Civitavecchia e ultimamente di un aeroporto che ci avrebbe collegato con il resto del mondo. 

Morale della favola, non ve la dico, è sotto gli occhi di tutti. 

Con questo non voglio fare polemica, mi limito ai fatti.  

Questo XXI secolo, è diverso dagli altri, sicuramente in una cosa, la velocità con la quale avvengono i cambiamenti -  per questo si rischia di restare esclusi dai giochi – questo soprattutto grazie alla tecnologia che ha reso possibile quello che alcuni decenni fa era in pratica impensabile.

Noi questo progresso in terra di Tuscia, purtroppo lo viviamo in una sola direzione, utilizziamo una marea d’informazioni e contatti, siamo sempre “on line”, ma in termini informatici restiamo una memoria “red only”

Cerco di fare un esempio, nella Tuscia si realizzano prodotti di qualità in diversi settori, possediamo giacimenti storici e culturali e paesaggistici che farebbero invidia ad altre province, ma poi quando si tratta di esportarli o farli conoscere, siamo di fatto isolati, o il nostro potenziale attrattivo non è espresso al meglio, perché sostanzialmente come collettività non siamo in grado di narrare il nostro territorio.

Poiché nell’attuale società italiana, dove si parla continuamente di crescita, ci si dimentica di dire, che salvo i casi estremi, non c’è un bisogno urgente di aumentare gli acquisti di: elettrodomestici, telefonini, auto, televisori ecc., siamo, come dicono, gli esperti di marketing, una società di consumatori matura.

A questo punto dobbiamo produrre solo per l’esportazione e lavorare per il turismo se vogliamo crescere, altrimenti i consumi interni sono destinati a un lento, ma inesorabile declino e soggetti a inevitabile impoverimento.

Per esportare i nostri prodotti o per attrarre turisti, le vie di comunicazione sono indispensabili, altrimenti di cosa parliamo? così come nel gioco dell’oca ritorniamo al punto di partenza.

Luciano Pasquini

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