Viterbo CRONACA far emergere dal personaggio, anche caratteristico, il senso unitario della Commedia

Grande successo di critica e di pubblico ha riscosso la Compagnia teatrale dei Burloni durante il suo primo esordio a Caffeina, l’evento culturale più in vista della Tuscia.
Il chiostro di Palazzo Gentili, sede dell’Amministrazione provinciale del Capoluogo della Tuscia, era pieno fino all’inverosimile e contro ogni previsione, considerando che nella stessa giornata del 29 giugno in piazza del Duomo stava esibendosi il più quotato e reclamizzato Piero Pelù.
Spes contra spem, il merito principale è, da un lato, tutto di una Compagnia teatrale che dalla sua nascita e nel suo insieme, ha sempre lavorato con impegno ed umiltà, portando sulle piazze del Lazio e della vicina Umbria la fantasia e l’estro del lavoro di squadra, dall’altro lato il merito è anche di chi, come la regista Gianna Scoponi, estranea ad ogni forma di vuota ed inutile civetteria, ha sempre considerato il Teatro luogo di formazione e di espressione della gestualità e della più profonda umanità, nel tentativo esigente, ma sempre riuscito, di far emergere dal personaggio, anche caratteristico, il senso unitario della Commedia e del recitare, mai alieni dal trasmettere al pubblico un messaggio sulla crisi del tempo presente, un tempo privo di valori, la cui denuncia passa anche attraverso la sapiente comicità del commediografo perugino Fausto Galassi.
Caffeina ha avuto così la sua… “Badante”, commedia in due atti. Cosa fare del solito vecchietto, vacillante e tremolante (alias Giuseppe Nunziati)?
Affiancargli una badante! La rima viene con sé, ma non la decisione, che tra alterchi e sberleffi coinvolge figli e nuore del povero Attilio (alias Gianna Scoponi, Monica Saraca, Giuseppe Bracchi, Marcello Gasparrini e Michela Cacalloro). Ma ad un tratto, ecco irrompere sulla scena in tutta la sua… prorompente, prosperosa e sensuale bellezza, la giovane badante (alias Sabrina Eusepi) che non solo troverà meno riluttante il vecchio Attilio, ma riuscirà ad aggiungere quel pizzico di sale in più all’avventura quotidiana di una famiglia, come solo sa fare l’esperto commediografo Fausto Galassi.
Ed alla fine di tutto non poteva che arrivare il successo, sottolineato durante la rappresentazione da fragorose risate e scroscianti applausi. Ma da considerare è anche l’attenta partecipazione del pubblico che al termine della rappresentazione, volendo esprimere il proprio consenso alla regista ed ai singoli attori, non ha mancato di sottolineare l’attualità del messaggio che emerge dalla lettura della Commedia di Galassi, vale a dire l’egoistica visione di una realtà familiare sempre più in crisi dove agli affetti, si preferiscono l’ipocrisia e gli interessi.
Giuseppe Bracchi






















