Viterbo CRONACA Nata il 7 dicembre del 1922 a Torino, ha insegnato a livello universitario

La poetessa Maria Luisa Spaziani con Sandrino Aquilani, sindaco di Vetralla
"Invecchiare non sarà niente, se nel frattempo, siamo rimasti giovani", così diceva Maria Luisa Spaziani, una delle penne femminili più significative della poesia italiana contemporanea. Se ne è andata ieri, a Roma, dove viveva e dove è stata, per breve tempo, la moglie di Elemire Zolla, studioso di misticismo e del mondo esoterico.
Nata il 7 dicembre del 1922 a Torino, ha insegnato a livello universitario, ma dopo ha esordito con «Specchio» di Mondadori con Le acque del sabato.
Ha autorevolmente attraversato il secondo Novecento e il nuovo secolo con una notevole produzione di libri: da Il gong e L’occhio del ciclone a Transito con catene, da Geometria del disordine, La stella del libero arbitrio ed Epifania dell’alfabeto a La traversata dell’oasi e La luna è già alta.
Sicuramente una figura ispiratrice della poesia montaliana (la Volpe), Maria Luisa Spaziani ha firmato numerose opere saggistiche e traduzioni, soprattutto dal francese: da Flaubert, Ronsard, Racine, Marivaux, Yourcenar, Tournier, ma anche Goethe e Saul Bellow.
Autrice di teatro, scrittrice di aforismi, prose d’invenzione e racconti (Aforismi, Donne in poesia, La freccia), piace soprattutto segnalare di lei un suggestivo poemetto in ottave su Giovanna d’Arco, pubblicato nel 1990.
Proprio a testimonianza dell'unione intellettuale ed affettiva con Montale ci sono le moltissime lettere del poeta a lei indirizzate e il volume di scritti autobiografici della poetessa Montale e la Volpe.
Con il nostro territorio era legata da un particolare rapporto di consolidata e profonda amicizia con Sandrino Aquilani, il mecenate dell'Arte in ogni sua espressione, sindaco di Vetralla, imprenditore e poeta molto apprezzato, che la ricorda così: "Un'amicizia basata su una particolare stima reciproca. Maria Luisa mi affidava i suoi testi inediti, le sue poesie e spesso ha partecipato ai miei eventi, come "Il Tributo ad Arnoldo Foà", mio grande amico anche lui scomparso di recente, che si tenne a Vetralla per la Biennale della poesia Lettera d'Argento.
Una donna che nonostante i suoi novant'anni, aveva una gran voglia di scrivere incredibile e proprio dalla sua poesia "Aspetterò", che traccia la sua particolare idea della vita e proprio della morte, che per Maria Luisa non esiste: è uno sprone per programmare delle scadenze. Una straordinaria conoscenza tra le tante e più belle che la vita mi ha riservato".
Così nel rendere omaggio a questa figura così stupenda ed unica del panorama letterario italiano, si può far tesoro delle parole di quella poesia del 2005: "Aspetterò il futuro quando avrò novant'anni. Chi non lo fa, si rassegni alla morte". (Maria Luisa Spaziani, da "Aspetterò")
Laura Ciulli






















