Viterbo CRONACA quando le lavandaie diventano parte che anima la fontana

 

L’esordio viterbese della Compagnia delle lavandaie della Tuscia è stato un successo strepitoso.

La “città delle cento fontane” non poteva che essere uno dei luoghi deputati per un gruppo che trova nell’acqua il suo elemento scenografico naturale.  

 

Fondata e diretta da Simonetta Chiaretti, pensata come una vera e propria “compagnia instabile”, la Compagnia delle lavandaie della Tuscia  è  un gruppo costituito da un nucleo di donne che hanno conservato l’uso e l’arte di lavare i panni nelle acque del Lavatoio pubblico di Bolsena e da altre (di tutta la Tuscia) che hanno aderito con entusiasmo all’idea di recuperare e valorizzare un’esperienza tradizionale di lavoro e di socializzazione tra le donne.

La Compagnia – che mette insieme donne di tre generazioni -  si è costituita ed ha esordito nel 2013 con l’evento “Giù a Rrigo” che si è svolto nell’ambito del Lacuaria Bolsena Musica Festival, organizzato dal Club UNESCO Viterbo Tuscia.

Ieri anche le fontane e le piazze di Viterbo sono diventate luoghi di festa e di socialità grazie alla Compagnia delle Lavandaie della Tuscia, che ha fatto la sua prima uscita estiva nell’ambito di  Jazz Up, la storica manifestazione musicale che quest’anno si svolge in collaborazione con Caffeina Festival.

Ingredienti  di questa originale serata di spettacolo per le strade di Viterbo e poi presso le fontane delle piazze principali sono stati la gioia e l’orgoglio di esibire la propria maestrìa, l’improvvisazione teatrale e canora, la fantasia, lo scherzo e la partecipazione popolare.

Le “lavate-cantate” - che si sono svolte con modalità, abbigliamento e strumenti tradizionali -  sono state un eccezionale spettacolo musicale e teatrale, in cui la confidenza con l’acqua corrente e l’entusiasmo delle lavandaie ha contagiato il  pubblico che,  numeroso,  ammirato e divertito ha assiepato le fontane e gli spazi intorno.

Con il proprio repertorio canoro, poi, alla fine del folk trekking per le vie e le piazze, la Compagnia delle lavandaie della Tuscia ha partecipato in Piazza del Gesù al concerto degli Organicanto, uno dei gruppi più coinvolgenti e affermati nel panorama della musica folk del centro Italia.

«Quella delle lavandaie – ha detto Simonetta Chiaretti nella sua presentazione al pubblico –  è  una vocalità femminile antica, naturale e volutamente  “grezza”, con sbavature ritmiche e dal caratteristico timbro che sembra nascere da una ferita, tipico dei canti di lavoro.  

Conte, filastrocche, nenie, giochi mimati e cantati della tradizione orale del lago di Bolsena, rigorosamente appresi a memoria senza l’ausilio di spartiti o testi scritti, costituiscono il patrimonio di musica popolare che ho ricercato nel corso degli ultimi venti-venticinque anni e che ho messo volentieri a disposizione di queste straordinarie donne a me molto care!».

Nella esibizione con gli Organicanto particolarmente intensa è stata l’interpretazione da parte di Simonetta Chiaretti di uno dei canti di lavoro più noti della tradizione popolare della Tuscia, So’ stato a laorà a Montesicuro, raccolto nell’area di Montefiascone.

Il prossimo appuntamento di rilievo della Compagnia delle lavandaie della Tuscia sarà la partecipazione il 19 agosto all’ Umbria Folk Festival di Orvieto, che quest’anno ospiterà i principali artisti del panorama musicale folk internazionale, da  Caparezza ad Asaf Avidan, da Bombino ad Hevia, Ambrogio Sparagna e Luca Barbarossa.

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