Blera POESIA DEL CUORE

Caro Mauro,
stamani mi sono alzato presto, intorno alle 4 ½ circa con un pallino fisso. Non so perché, ma “dovevo” scrivere qualcosa su Yara. Sicuramente l’onda dell’emozione di queste ore ha giocato non poco, ma ora sto sereno, ho dedicato il mio sentimento più profondo a una bella, sfortunata ragazzina.
Giuseppe Bellucci
YARA
Aveva tredici anni la bambina
e dello sport ne era una promessa,
la scuola frequentava la mattina
la sera iva in palestra da se stessa.
Il sorriso innocente birichina
dispensava felice a chi s’appressa,
dalla palestra pure quella sera
uscì serena e a casa andò leggera.
Ma, destino crudel, la notte nera
nascondeva nell’ombra l’orco bruto
lo vide, lo conobbe e con sincera
fede pensò che le fosse d’aiuto.
Cala sulla famiglia una bufera
allor ch’ebbe assodato l’accaduto:
la figlia a casa non è ritornata
e nemmeno in palestra s’è attardata.
Col cuore in gola e la mente allarmata
la famiglia ne chiede a questo e a quello,
ed infine in caserma ne fu andata
a notiziare e volgere un appello.
Subito l’Arma s’è mobilitata
gli indizi tutti portano a Mapello,
qui si cerca con cani e volontari,
di giorno e notte e non si bada a orari.
Si percorrono tanti itinerari,
si battono i casali e le campagne,
s’ipotizzano tutti gli scenari,
nel mentre c’è chi prega e c’è chi piagne.
Si cerca tra gli amici e nei diari,
si sentono i vicini e le compagne.
Ciononostante niente in più trapela
né c’è chi sa dov’ella ancor si cela.
Poi la notizia tutti quanti gela,
il corpo giace in mezzo alla sterpaglia,
le vesti ha scompigliate e ciò rivela
disegno abietto d’orrida canaglia.
L’esecrando delitto al mondo svela
con qual ferocia l’uomo spesso sbaglia.
Nuovo indirizzo e ancor di più vigore
son posti a ricercar l’assalitore.
Passano i mesi, gli anni, eppur nel cuore
della famiglia affranta oltre ogni dire,
che composta trattiene il suo dolore,
desta è la speme nel voler capire:
chi, perché e come volle tanto orrore
e né la colpa se n’abbia a patire,
di sì tanto terribile misfatto
che pur l’estera stampa ha presto attratto.
Le ricerche un genetico ritratto
hanno indicato del crudo assassino,
l’identità di sconosciuto han tratto
eppur la soluzion non è vicino.
Ma tenacia e costanza hanno di fatto
permesso d’accorciarne il rio destino,
e finalmente sul far della sera
vien condotto in caserma e poi in galera.
Respira a fondo la cittade intera
che del mostro s’è dunque liberata,
vola nel cielo, dolce una preghiera,
per quella giovinetta sfortunata.
Fiore reciso che all’eletta schiera
la morte ti portò sì delicata,
godi la Luce dell’eterna gloria
di te per sempre noi n’avrem memoria.
Blera 18 giugno 2014
Giuseppe Bellucci






















