Cellere POESIA CON LE RONDINI
In questo mondo sempre più sofisticato e avvelenato esiste ancora chi ama la natura e la rispetta con amore e con orgoglio: ce ne danno una preziosa testimonianza il bambino e il nonno della poesia, che si sono incamminati in un esemplare percorso.
Metrica: distici di endecasillabi
Quadretto agreste
“Nonno, ti voglio dare una notizia
che riempirà il tuo cuore di letizia:
nell’antico casale ho curiosato,
ed indovina un po’ cos’ho trovato?
quattro nidi di rondini vivaci;
corri a veder, però osserva e taci!”.
“Mio caro nipotino, son contento
perché m’inviti a tal comportamento;
vuol dire che rispetti la natura
ed ami ogni più tenera creatura.
Quel che scoperto hai oggi con piacere,
avvien da numerose primavere;
le amiche rondini son ritornate
e si dimostrano felici e grate
poiché l’ho sempre accolte con gran cuore,
e qui c’è pace, armonia, tanto amore.
Ciò che produco è frutto di fatica:
zappo l’erbacce, strappo via l’ortica,
veleni non disperdo e pesticidi,
e un tripudio di vita è in tutti i nidi
perché semi ed insetti a profusione
gli uccelli han sempre a lor disposizione.
Un dì lontano nacqui in quest’ambiente:
esso era vergine, ed ancor ridente
potrà per molto tempo rimanere;
finché avrò forza, non dovrà temere!
Inoltre avverto con orgoglio puro
che schietto e roseo sarà il futuro,
infatti, accanto a me cresce un bambino
che già difende e cura il suo destino”.
“È vero, nonno, tu ci puoi contare,
la natura saprò io sempre amare!”.
Sui fili del vigneto a riposare,
le rondini sembraron ringraziare;
poi, invidiate dai loro rondinini,
ampi voli intrecciaron sopra i pini.
Solo rumore in quest’oasi sana
fu il rintocco lontan della campana
che al paese invitava a far ritorno,
mentre il tramonto ormai chiudeva il giorno.
Mario Olimpieri






















