Viterbo CRONACA IN ROVINA
C come : Corruzione
Evviva! Per l’Italia c’è finalmente un po’ di speranza: la corruzione ci salverà.
Ovviamente non ci salverà la nostra corruzione, che anzi questa ci sta rapidamente portando alla rovina, ma la corruzione degli altri, in particolare quella cinese.
Una cosa di cui non ci ricordiamo mai è la causa prima della crisi economica che ci affligge. Nello scorso novembre riportai su questo giornale un’analisi della crisi, analisi che mio cugino Angelo mi fece, tra un bicchierino e l’altro di vin santo, mescolando disinvoltamente una favola (ragno Bisagno) e nozioni di economia politica. Gentile lettore, lei se ne ricorda? Ha letto quel mio scritto? No? Non importa, tanto erano chiacchiere alla buona.
Comunque non ho ancora capito perché ce la prendiamo con l’euro, con la Germania, con gli extra comunitari, con le bolle, le balle… tutto quello che può far comodo, pur di non ammettere che la crisi del mondo occidentale è soprattutto una crisi di competitività. I nostri prodotti non sono più competitivi; noi compriamo poco e quel poco è in gran parte cinese; le nostre aziende chiudono o delocalizzano.
Quindi: o noi torniamo ad essere competitivi, come gli USA e i paesi dell’Europa del nord stanno facendo, o non usciremo mai dalla crisi… a meno che, e questa sarebbe la nostra fortuna, cessino di essere competitivi “quelli” che ora ci fanno concorrenza, in prima fila i cinesi.
Minxin Pei è un politologo cinese, che vive e lavora negli USA, ed è particolarmente esperto di rapporti economici e politici fra Usa e Cina ed Europa e Cina.
Minxin Pei, in articoli pubblicati su riviste specializzate ed anche divulgative (l’Espresso del 5 giugno), lancia l’allarme sul rallentamento dell’economia cinese e prevede la possibilità che nel giro di 20-25 anni l’economia cinese possa arenarsi e andare in crisi proprio per il tasso di corruzione, che è già molto alto ed è in crescita. A ciò si aggiunga - dice Pei - un inquinamento ambientale ormai insostenibile e un incremento della disparità tra i ricchi (pochi) sempre più ricchi e i poveri (tantissimi) sempre più poveri e sfruttati.
Gentile lettore, non le sembra che a parlare, piuttosto che un cinese, sia un grillino o un nostro politico di sinistra? Intendo la sinistra, quella proprio a sinistra, non il PD.
Cina uguale Italia? Purtroppo no. La Cina è un gigante, l’Italia è troppo piccola per fare un paragone; la Cina ha un’economia in rallentamento, l’Italia è in recessione.
In conclusione: la corruzione rovinerà l’economia cinese, come prevede Pei, forse fra una ventina di anni. Troppi per me, che ho … (omissis) anni, e quindi posso solo dire : intanto “io,speriamo che me la cavo”.
C come : Così parlò …
… Gherardo Colombo a ‘8 e 1/2’: “La trasgressione oggi consiste nel rispettare le regole”.
… Alessandro Sallusti a ‘L’aria che tira’: “Io abolirei i controlli: senza controlli non c’è corruzione”.
… Flavio Briatore a ‘L’aria che tira’ : “In Italia manca un potere esecutivo… finché non abbiamo una dittatura a termine, come c’è in America”.
… mio cugino Angelo, che sta qui accanto a me : “Non dar retta a quello che si dice in TV. Sembrano tutti dei geni, ma fanno solo battute ad effetto, che sono caz...volate. Il primo a non crederci è chi le dice”.
S come : Sallusti vs Saviano
“Il Giornale” fu un autorevole quotidiano fondato e diretto da Indro Montanelli, ma ora è un organo della propaganda di un certo signore “innominabile”, perché a nominarlo gli si fa pubblicità.
L’Innominabile ha nominato come direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti, quello che non sorride quasi mai e, quando lo fa, ghigna come un satiro. Sallusti ha lanciato da tempo una asfissiante campagna contro Roberto Saviano. Ecco cosa ha scritto nel suo editoriale di lunedì 9 giugno.
“Una recente sentenza della Cassazione ha stabilito, per legge, che la ‘ndrangheta del Nord non è una parente povera della ‘ndrangheta del Sud, ma è la stessa cosa… Quello che Saviano non vuole capire, o finge di non capire, è che il fatto che al Nord ci sia la mafia non vuol dire in alcun modo che il Nord sia mafioso e neppure che rischi di essere contaminato”.
Devo fare subito un rilievo giuridico : la Cassazione non stabilisce “per legge”, ma per sentenza. Sarà stato un lapsus perché non posso pensare che Sallusti pensi veramente una simile bestialità. Del resto Sallusti conosce bene, per esperienza diretta, la Cassazione che il 26.9.2012 gli ha confermato una condanna penale. E l’ha confermata con una sentenza, non certo con una legge.
Poi chiedo a Sallusti: “Lei ha scritto: il fatto che al Nord ci sia la mafia non vuol dire in alcun modo che il Nord sia mafioso”. Dunque lei ammette che nel nord dell’Italia la mafia c’è ! Ma insiste a dire che il nord non è mafioso.
La mafia è come una grave malattia contagiosa. Dire che al nord c’è la mafia, ma il nord non è malato di mafia e come dire che uno ha la peste, ma non è malato.
Ah, però! Forse il nord è un portatore sano di malattia mafiosa? E’ difficile da credere, ma potrebbe essere vero. Però la cosa è ugualmente preoccupante.
Comunque se è così, direttore Sallusti, ci dica: che ci sta a fare la mafia dalle sue parti? sta in vacanza? Certo che la presenza di mafiosi, come turisti notoriamente ben forniti di denaro, può essere un ottimo affare per l’economia locale.
Devo riconoscere che i settentrionali sono sempre più avanti di noi del centro. Dunque imitiamoli.
Concittadini viterbesi perché non invitiamo anche noi un po’ di mafiosi a stare nella nostra città, beninteso solo come turisti? Sarebbe una boccata di ossigeno per la nostra asfittica economia. Che ne direste di un trasporto eccezionale della macchina di santa Rosa, gemellato Palermo, ribattezzando la Santa per l’occasione come “Santa Rosalia”?
Aggì
P.S. : Mio cugino Angelo, che mi leggeva mentre scrivevo, è inorridito e ora mi dice: “Precisa che la tua proposta di invitare mafiosi a Viterbo è un’impertinenza, una ‘boutade’. C’è il rischio che qualcuno, tra quelli che contano qui in città, ti prenda sul serio, li faccia venire e poi dica che sei stato tu a fare l’invito”.
Aggì






















