Viterbo CRONACA INCOMPIUTA

L'aeroporto che non c'è

Ho letto giorni or sono sulle colonne del Corriere di Viterbo (quotidiano della Tuscia sulle cui pagine sportive, peraltro, mi onoro di collaborare) il triste resoconto delle opere incompiute, o meglio restate come sogno nel cassetto: dalla superstrada in direzione Civitavecchia, alle terme, passando per Belcolle, l’aeroporto, il turismo ed il raddoppio della Cassia.

Opere e progetti tutti indispensabili per la crescita e lo sviluppo economico ed occupazionale del viterbese, la cui disoccupazione, soprattutto giovanile, invece, resta in crescita esponenziale, come dimostrano gli ultimi dati.

Progetti, programmi e.. sogni alcuni dei quali si protraggono – ahimè – da tempo immemorabile. Potrei tranquillamente affermare dal 1948!! Basti pensare alla linea ferroviaria Viterbo – Roma ancora oggi oggetto di vivaci proteste da parte dei pendolari o di riconoscimenti del tipo “Caronte” assegnati alle peggiori linee di collegamento ferroviarie italiane.

Scriveva il collega Antonio Brancadoro su “Il Gazzettino di Viterbo, nell’ormai lontano 1972, commentando la risposta che l’allora Ministro dei Trasporti on. Bozzi aveva dato all’on. Attilio Jozzelli, in merito al potenziamento della linea ferroviaria Roma Viterbo: “Caro Jozzelli, ho il piacere di comunicarti che la linea Roma Viterbo verrà completamente rinnovata ed elettrificata da Roma a… La Storta”. Avete capito???

Ma forse quel che non abbiamo capito è che “se i viterbesi si rendessero conto una volta per tutte di essere stati sempre presi per il naso, sono convinto che molte cose cambierebbero”. Ma tant’è. Quando le teste sono più dure delle bocce e il naso non riesce a guardare oltre il boccino da spiazzare, è difficile che una città cresca. Quando i diritti vengono spacciati e poi creduti come concessione dei potenti ai sudditi, è ovvio che a prolificare sono centri di potere e parrocchiette varie, che con la crescita e lo sviluppo di una città e dei suoi cittadini non  hanno nulla a che vedere.

Vogliamo parlare della Cassia… Torre di Babele? E’ ancora Antonio Brancadoro ad illuminarci: da Il Gazzettino di Viterbo, agosto 1973. Già allora, si sosteneva che “… la soluzione a tanti nostri problemi, come disse Alberto Graziotti al Convegno di Villa Lante a Bagnaia, è nella Cassia e nella viabilità generale della nostra provincia. (…) la Camera di Commercio di Viterbo, unitamente ad altri Enti ha finanziato lo studio dell’ammodernamento della statale spendendo diverse decine di milioni… (…) Oggi si sente raccontare in giro che la Società Autostrade è seriamente intenzionata a realizzare il raddoppio del tratto autostradale che lambisce la nostra provincia tornando di nuovo all’idea di un percorso, sempre autostradale, che partendo da Orvieto, costeggiando il Lago di Bolsena e tangenzialmente Viterbo, si unirebbe al raccordo anulare di Roma nella zona di Formello”. Qualcuno sa dirmi cosa è cambiato dal 1973 ad oggi?

“ A Viterbo si parla, si fanno Convegni, ma alla fine tutto si risolve con la solita spartizione di poltrone…”.

Vogliamo parlare delle Terme? Dal “Il Gazzettino di Viterbo”, maggio 1973: “.. E sarei oltremodo felice di sapere che a Viterbo tutti i politici e tutti big dell’economia locale non avrebbero niente in contrario che Viterbo diventasse la Abano del Centro Italia con 3 milioni di presenze a stagione… (….. ) questo l’on. Andreotti non lo farà mai.. molti tra i suoi figli, amici e compari non faranno mai niente… perché qualcuno o forse più di uno a Viterbo non vuole ancora le Terme”. Ancora? Qualcosa, forse, è cambiato sulla sorte delle Terme dal 1973 ad oggi?

Altro che sogni nel cassetto! Qualche volenteroso studente in psicologia potrebbe sviluppare una tesi di laurea su questi veri e propri tabù del viterbese e dei viterbesi. Intanto continuiamo a sperare, spes contra spem, anche se come recita un noto proverbio, chi vive sperando muore….   

Giuseppe Bracchi

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