Viterbo CRONACA PIAGNUCOLOSA
Massimo Troisi
Era il 1984 e le sale cinematografiche italiane mandavano in visione "Non ci resta che piangere", film diretto ed interpretato da Massimo Troisi e Roberto Benigni, di cui quest'anno si celebra il Trentennale.
Una delle scene venne girata proprio al Laghetto Pellicone a Vulci, gioiello della Tuscia. Mercoledì 4 giugno sono trascorsi vent'anni dalla scomparsa di Massimo Troisi, il dolce ironico di San Giorgio a Cremano, nato il 19 febbraio 1953.
Se ne è andato, infatti, a soli 41 anni per una crisi cardiaca, nel 1994. Era amatissimo sia come comico da quando aveva ottenuto le prime popolarità televisive con il trio della Smorfia con Lello Arena ed Enzo Decaro, sia come attore più versatile che arrivò a essere candidato all’Oscar per il " Postino ", due anni dopo la sua morte, nel 1996 (un’altra candidatura la ebbe in quanto coautore della sceneggiatura).
Troisi era napoletano, anzi molto napoletano, con quel particolare accento e modo di esprimersi e di riferirsi tra l’autocommiserazione ed una particolare lucidità. Eppure era diverso, usciva da quel cliché della napoletanità, con personaggi timidi, quasi impacciati, sensibili , che prendeva in giro con quel suo garbo artistico.
Fu protagonista di films di grandissimo successo (di cui era anche regista) in un connubio tra comicità e sentimentalismo, come " Ricomincio da tre ", " Scusate il ritardo " e soprattutto nella memorabile collaborazione con Roberto Benigni in " Non ci resta che piangere ".
Il 4 giugno 1994 Troisi morì nel sonno in casa di amici a Ostia, a sole dodici ore della conclusione delle riprese del Postino, per una crisi cardiaca causata da una disfunzione di cui soffriva fin da quando era ragazzo.
Con lui si è spento il singolare talento di un artista dai modi gentilmente ironici, poeta, sceneggiatore che ancora oggi continua a lasciare un vuoto incolmabile.
Laura Ciulli






















