Viterbo PENSIERI IN LIBERTA'
Barbara Pasqualini

Foto di Enrico Pasqualini
Almanacco del mese di Aprile
Miei cari amici e lettori,
eccoci arrivati al nostro piacevolissimo (almeno per me!) incontro mensile…

Per dare il mio benvenuto al mese di Aprile, ho deciso di perdermi nei meandri delle numerose curiosità e dei diversi proverbi e detti popolari ad esso legati, argomenti lievi, che ci possano distogliere, almeno per qualche minuto, dalla quotidianità, a volte brutalmente dura. Spero condividerete la mia decisione e mi auguro che avremo tempo, in un prossimo futuro, di scandagliare anche altri aspetti e ricorrenze legati a questo mese, il primo dell’anno a ricadere interamente in primavera, dal momento che possiamo considerare marzo come periodo di transizione dai rigori invernali ai tanto agognati (parlo sempre per me!) tepori primaverili.
Andiamo a riscoprire qualcosa su Aprile?
(https://it.wikipedia.org/wiki/Aprile)
Aprile è il quarto mese dell'anno in base al calendario gregoriano, e il secondo della primavera nell'emisfero boreale, dell'autunno nell'emisfero australe, conta 30 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile.
Secondo alcune interpretazioni, il nome deriva dall'etrusco Apro, a sua volta dal greco Afrodite, dea dell'amore, a cui era dedicato il mese di aprile. Secondo altre teorie, il nome deriva invece dal latino aperire (aprire) per indicare il mese in cui si “schiudono” piante e fiori.
La sua traduzione in lingua inglese, “April”, è usata come nome proprio.
Come accennavo, tanti sono i proverbi ad esso correlati, possiamo rileggerne insieme alcuni.
Aprile ogni goccia un barile.
Aprile ogni goccia un barile è un proverbio popolare a sfondo laico, appartenente al genere agricolo-meteorologico, dato che si occupa delle caratteristiche meteorologiche del mese di aprile, tra le quali vi è anche la pioggia, che è propedeutica per l'agricoltura e soprattutto per la vite.

La pioggia vale un carro d'oro
« La prim'acqua di aprile
vale un carro d'oro con tutto l'assile. »
Le prime piogge di aprile sono auspicate e invocate perché utili soprattutto ai contadini ed il loro valore è inestimabile.
La pioggia vale più del trono di Salomone
« ...le dolci acque di aprile...
valgon più che il trono di Salomone. »
In alcune regioni, come la Sardegna al posto del trono di Salomone (Gerusalemme, 1011 a.C. ca – Gerusalemme, 931 a.C. ca, è stato, secondo la Bibbia, il terzo re d'Israele, successore e figlio del re Davide) viene indicato il carro d'oro di Re Davide (figlio di Iesse, è stato il secondo re d'Israele durante la prima metà del X secolo a.C.). E questa è un'antica e un po’ controversa leggenda sarda che si riferisce ad una celebre frase pronunciata da Sant'Andrea (Betsaida, 6 a.C. – Patrasso, 30 novembre 60, è stato un apostolo di Gesù Cristo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa), che si rivolse al popolo prima di salire in cielo.
La leggenda prevede una serie di incantesimi particolari che riguardano le mele ed il santo, dato che il suo cuore non bruciò assieme al resto del corpo, ma, secondo la leggenda si convertì proprio in una mela che talvolta riappare e fa compiere prodigi.

« Val più un'acqua tra aprile e maggio
che i buoi col carro. »
Aprile, dolce dormire
Aprile, dolce dormire è un proverbio popolare a sfondo laico, dato che si occupa delle abitudini indotte dalle caratteristiche meteo del mese di aprile, tra le quali vi è anche il primo caldo, una sorta di agiatezza e soprattutto un senso di stanchezza causato dal tepore di questo periodo annuale.

Aprile ed il sonno
« Aprile,
dolce dormire. »
Aprile, il sonno e gli asini
« Nel mese d'aprile,
aspro ragliare e dolce dormire. »
Anche se i due eventi non sembrerebbero molto collegati, bisogna ricordare che in questo mese, e soprattutto in quello successivo, gli asini iniziano ad entrare in amore e quindi ragliano a profusione non curandosi troppo del dolce sonno del malcapitato loro vicino.
Aprile, il sonno, il vino ed il grano
« Aprile,
dolce dormire
e forte sospirare;
i granai sono vuoti
e le botti cominciano a sonare. »
Questo proverbio contadino ci ricorda che proprio nel momento dell'anno in cui il lavoratore tende alla pigrizia, le riserve iniziano a scarseggiare.
Aprile, il sonno e la natura
« Aprile,
dolce dormire
gli uccelli a cantare
e gli alberi a fiorire. »
In questo mese, la natura, anziché dormire, si ravviva completamente.
Non mancano poi riferimenti nella cultura di massa, ad esempio il passo della Canzone dei dodici mesi (album: Radici, 1972) di Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940, cantautore, compositore, scrittore e attore italiano) dedicato al mese di aprile fa riferimento a questo proverbio con le parole:
« Con giorni lunghi al sonno dedicati
il dolce Aprile viene. »
Come scordare poi il “mitico” “Pesce d'aprile”? Chi di noi non ne ha subito almeno uno?
Vi siete mai chiesti quali sia la sua storia?

Il pesce d'aprile indica una tradizione, seguita in diversi paesi del mondo, che consiste nella realizzazione di scherzi da mettere in atto il 1º aprile. Gli scherzi possono essere di varia natura, anche molto sofisticati e hanno sostanzialmente lo scopo bonario di burlarsi delle “vittime” di tali scherzi. La tradizione ha caratteristiche simili a quelle di alcune festività quali l'Hilaria (Hilaria, dal latino “hilaris”, gioioso, festività celebrata dai Romani il 25 marzo in onore della dea Cibele, madre degli Dei.
Il giorno della celebrazione era quello successivo all'equinozio di primavera, ovvero il primo giorno dell'anno in cui il periodo di luce è più lungo di quello della notte. Lo scopo della festività era proprio festeggiare il lento ma graduale svanire delle oscurità dell'inverno e l'attesa di una stagione più gioiosa e luminosa) dell'antica Roma, celebrata il 25 marzo, e l'Holi induista (L'Holi è un festival che si tiene in primavera dedicato al divertimento puro, durante il quale è usanza sporcarsi il più possibile con polveri colorate per omaggiare un rito di origine induista che simboleggia la rinascita e la voglia di resuscitare sotto altra forma di esseri pieni di vita da parte di chi partecipa a questo rito, diventato ormai un'esperienza in cui tutti prima o poi si lanciano anche solo per divertimento.
Dalla festa religiosa, in Occidente la Holi Fest, o Festa dei Colori, si è trasformata in un evento dove musica da discoteca e polveri colorate creano un clima festoso, molto amato dai giovani. Anche se purtroppo nell'ultimo periodo si sta rivelando una festa molto “pericolosa” e nociva alla salute, a causa di alcuni casi in cui persone avendo problemi d'asma hanno riportato danni permanenti al loro sistema respiratorio. Molti pensano, infatti, che il tipo di materiale delle polveri e il tipo di uso che se ne fa, a volte un po' esagerato e eccessivo, possa causare un vero e proprio mal funzionamento dei polmoni permanente.), entrambe ricorrenze legate all'equinozio di primavera.
Le origini del pesce d'aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Una delle più remote riguarderebbe il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato in gola da una spina di pesce; per gratitudine il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse pesce.
Un'altra teoria tra le più accreditate colloca la nascita della tradizione nella Francia del XVI secolo. Fino al XVI secolo, in Francia, il primo giorno dell’anno era il 25 marzo. I festeggiamenti culminavano il 1° aprile con banchetti e scambi di doni. Nel 1564 re Carlo IX decise di adottare il calendario gregoriano, e di spostare il capodanno al 1° gennaio. Ma alcuni sudditi non accettarono il cambiamento. Ben presto i loro concittadini iniziarono a sbeffeggiare l’usanza e ogni anno, in occasione del 1° aprile, inviavano ai “tradizionalisti” regali burla o li invitavano a feste fantasma. Poiché in quel periodo dell’anno il sole abbandona il segno zodiacale dei pesci, le vittime degli scherzi furono chiamate “pesci d’Aprile”.
In origine, in realtà, prima dell'adozione del Calendario Gregoriano nel 1582, un po’ in tutta Europa era usanza celebrare il Capodanno tra il 25 marzo ed il 1º aprile, occasione in cui venivano scambiati pacchi dono. La riforma di papa Gregorio XIII (1502 - 1585) spostò la festività indietro al 1º gennaio, motivo per cui sembra sia nata la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile, volendo scherzosamente simboleggiare la festività ormai obsoleta. Il nome che venne dato alla strana usanza fu poisson d'Avril, per l'appunto “pesce d'aprile”.
Un'altra ipotesi vede protagoniste le prime pesche primaverili del passato. Spesso accadeva che i pescatori, non trovando pesci sui fondali nei primi giorni di aprile, tornassero in porto a mani vuote e per questo motivo erano oggetto di ilarità e scherno da parte dei compaesani.
Alcuni studiosi hanno inoltre ipotizzato come origine del pesce d'aprile l'età classica, e, in particolare, hanno intravisto alcune possibili comunanze con l'usanza attuale sia nel mito di Proserpina (che dopo essere stata rapita da Plutone viene cercata invano dalla madre, ingannata da una ninfa), sia nella festa pagana dei Veneralia (dedicata a Venere Verticordia e alla Fortuna Virile) che si teneva il 1º aprile.
E nel mondo come viene celebrata questa ricorrenza?
Nei paesi in cui è presente la tradizione del 1º aprile, questa può assumere diverse sfaccettature a seconda della cultura locale.
In Scozia la ricorrenza è nota col nome di Gowkie Day (dallo scozzese gowk = “cuculo”), e pare che proprio qui sia nato il popolare scherzo che consiste nell'attaccare un avviso recitante “calciami” (kick me) sulla schiena della vittima.
In Italia la tradizione marinaresca vuole che in passato fosse vietato uscire in mare il 1º aprile, giorno in cui la Sirena Partenope avrebbe trasformato, per gioco e scherzo, i marinai in pesci. A Napoli diventa anche dolce di cioccolato proprio per compensare i pescatori del mancato bottino nel giorno sconsigliato dalla leggenda per recarsi a pescare. Una leggenda di cui si legge traccia anche in “Napoli Nobilissima” [è un periodico italiano pubblicato, in tre distinte fasi (1892-1907, 1920-1922, 1961-oggi), e con diverse cadenze editoriali, per far conoscere e valorizzare la storia, l'archeologia, la topografia e le arti visive della città di Napoli] di Benedetto Croce (1866 – 1952, filosofo, storico, politico, critico letterario e scrittore italiano).
(http://www.mondi.it/almanacco/04/)
Il legame tra il mese di Aprile e il concetto di rinascita è insito nella sua natura.

Foto di Enrico Pasqualini
Nell'antico calendario romano, prima della riforma di Numa Pompilio, era il secondo di dieci mesi e raccoglieva tre importanti festività: i Veneralia legati al culto della dea dell'amore e della fertilità femminile; i Cerealia, in onore di Cerere dea della fertilità della terra e della coltivazione dei campi; i Floralia, dedicati a Flora, divinità italica delle piante utili all'alimentazione, identificata in seguito come “dea della primavera”.
Fin dall'antichità, dunque, aprile era visto come il mese della rinascita della natura dopo il lungo letargo invernale, durante il quale la terra presenta le prime preziose fioriture, offrendosi nel contempo nelle condizioni migliori per essere arata e seminata. Non a caso, leggenda vuole che in questo periodo Romolo tracciasse con l'aratro i confini della “città eterna” che prenderà da lui il nome.
Rispetto al mese precedente, il clima si presenta tradizionalmente più mite, con giornate più lunghe ed esposte alla luce solare, ma con un'elevata piovosità. Come suggerisce l'antico proverbio «Quando tuona d'Aprile buon segno per il barile», nella civiltà contadina un aprile abbastanza piovoso significava ottenere un abbondante raccolto.
La volta celeste vive il passaggio dalla distesa di stelle luminose tipiche del cielo invernale, a un panorama stellato meno luminoso e orfano della scia della Via Lattea. In questa fase la stella Sirio, protagonista del periodo invernale, lascia gradualmente il posto a Vega, l'astro più luminoso del cielo estivo.
Che altro potrei aggiungere se non un abbraccio a voi tutti, con, nella mente, queste immagini di vitalità che scaldano un po’ i nostri cuori? C’è così tanto bisogno di uno spiraglio di serenità!
Alla prossima, buone giornate a voi tutti!!!
…dedicata a noi tutti, una suggestiva descrizione del mese, tratteggiata da Federico Garcia Lorca (1898 – 1936, poeta spagnolo):
“Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell’aria tiepida
d’aprile, tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!
Un silenzio fatto a pezzi
da risa d’argento nuovo.”
(Federico Garcia Lorca)

Barbara Pasqualini
Immagini & fonti:
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