Viterbo CRONACA FILOSOFICA La visione e il sogno  che Viterbo ritorni ad essere una vera cittadella di sapienza

 Pasquale Picone, Luciano Dottarelli e Alba Stella Paioletti

Sarà stata la data scelta, l’anniversario della condanna a morte sul rogo per Giordano Bruno, martire del libero pensiero, sarà stata la risonanza che l’evento ha avuto nelle scuole, grazie al tamtam fatto risuonare da molti docenti di filosofia, sarà stato che ormai gli eventi pubblici organizzati del Preside Prof. Pasquale Picone sono diventati appuntamenti così densi di significato da richiamare studiosi e cultori fino ai confini della provincia; sarà per tanti motivi, ma sta di fatto che l’appuntamento annuale della SFI di Viterbo è stato un successo.

Fin dalle 16,00 la Sala delle Conferenze della Biblioteca di viale Trento ha iniziato a gremirsi di pubblico e alle 16,30, al momento del suono della campanella filosofica, era talmente piena che molte persone sono dovute restare in ascolto nel corridoio.

Letture significative, da James Hillman a Giorgio Colli, poesie lette da autori presenti, da docenti e studenti dell’istituto “F.Orioli” e dall’artista viterbese della parola, la poetessa Lorena Paris, fino ad un minuto di silenzio: tutto ciò ha introdotto un appassionato dibattito filosofico, religioso, esistenziale e socio-economico, che ha attraversato il tempo e lo spazio, evocando momenti gloriosi in cui la nostra città, già permeata del Genius Loci etrusco, era sede dell’Ecclesia Viterbiensis, così ben studiata e delineata dal Prof. Massimo Firpo, accademico universalmente riconosciuto che mai, nessuno,  ha invitato a Viterbo.

L’excursus ha preso senso quando si è giunti all’inevitabile contrapposizione con l’attuale momento di decadenza e di situazione politico-amministrativa, imbarazzante e paralizzata da logiche di partiti e di lucro, che tiene in pugno Viterbo.

“Benvenga, da voi giovani il riscatto e il nuovo Risorgimento, come auspica la giovane e determinata consigliera Chiara Frontini, che incita i Viterbesi a scoperchiare di nuovo un tetto, ma stavolta quello di Palazzo dei Priori”, tuona il Preside Picone, “e riaffermiamo il primato della cultura a Viterbo, una città che adesso pare intorpidita e assonnata, ridotta quasi a una spettrale sonnambula persa tra i Monti che la separano da Firenze e Roma: una zona ingrigita dell’economia e della cultura nazionale”.

La visione e il sogno  che Viterbo ritorni ad essere una vera cittadella di sapienza, ove rivivano novelli Musonio Rufo, Egidio, Bonaventura da Bagnoregio o Vicino Orsini nei giovani che ne rappresentano il futuro: questo l’appello con cui si è concluso l’evento a fine pomeriggio: tre ore di letture e dibattito, monitorate dalla Prof.ssa Alba Stella Paioletti, alla presenza di personalità di rilievo del mondo culturale di Viterbo, come i proff. Luciano Dottarelli e Giovanni Locanto, il dott. Massimo Maffei, gli storici locali Mauro Galeotti e Gianluca Di Prospero.

Il tutto si è svolto di fronte a un pubblico arricchito anche  da studenti assorti e interessati, provenienti dai Licei cittadini e della provincia, che hanno usufruito anche di un credito formativo spendibile nel loro percorso di studi.

Non è mancato lo sguardo attento del padrone di casa, Paolo Pelliccia che si è affacciato e con il suo sorriso benevolo ha auspicato la presenza sistematica di dibattiti filosofici, così,  veri, fuori dall’aula scolastica da svolgersi in biblioteca con il coinvolgimento in primis degli studenti stessi.

E così, alle 19,00, sulla scia della riflessione di Paolo Pelliccia e del Prof. Picone che sfidano i giovani a diventare sempre più attori del loro destino e della loro crescita si è chiuso il sipario su uno dei pomeriggi più culturali e riformisti che Viterbo non vedeva da tempo.

SFI/ sezione di Viterbo

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