Michael Schumacher

Viterbo CRONACA

Ecco la terza parte del Vocabolario impertinente, per leggere la prima parte clicca qui, per la seconda invece clicca qui

M come : Misteri

Si ritiene che la nostra conoscenza del mondo sia imperfetta e che esistano MISTERI, cioè  cose o avvenimenti inspiegabili. La letteratura è piena di misteri che restano tali fino all’ultima pagina dove sono immancabilmente svelati. Però se vengono svelati non sono misteri, ma piuttosto si tratta di segreti che provvisoriamente solo una persona o poche persone conoscono.

A parte i misteri della Fede Religiosa che si devono credere e non si possono spiegare, a parte pure il mistero degli UFO dato che qualcuno ci crede, non esistono dunque misteri, ma solo cose e fatti sconosciuti, ma spiegabilissimi. Però ho qualche dubbio. Come si può spiegare che

 - al supermercato un litro di acqua costa più di un litro di vino?

-  l’inflazione degli ultimi dieci anni è stata calcolata al 2 – 3 % all’anno, ma i prezzi nell’insieme sono come minimo raddoppiati?

-  certi negozi vendono sottocosto e non falliscono?

-  i politici continuano a prometterci riforme che non fanno mai e una ripresa che non arriva, e noi gli crediamo ancora?

- Berlusconi è sempre uguale, un perpetuo “mezz’età”, e agisce come se credesse di essere immortale?

Misteri? o segreti? o prese per il c ... ?

 

A come : Amore

Ho sentito in TV che una ricerca statistica ha stabilito che la parola AMORE è poco usata dagli Italiani. Starebbe intorno al 30° posto o più giù. Questo dato è sorprendente se si considera che l’amore, insieme alla violenza alla droga e all’inganno, è il principale ingrediente di ogni storia letteraria, cinematografica e televisiva. Nell’arte l’amore è davvero in buona compagnia!

Ho fatto personalmente una piccola indagine chiedendo a bruciapelo: “Tu che cosa o chi ami?”.

Risposte: Me stesso, vedere un bel film, fare un viaggio, un bella cena tra amici, quella certa attività… e così via.

Mi sono convinto che l’amore non sta affatto al 30° posto, ma è del tutto sconosciuto. Almeno l’AMORE come lo intendo io: amare è volere il bene di una persona e agire per realizzarlo. Quello della statistica e delle risposte non è amore, ma è “piacere”. Sbaglio? Forse sono un ingenuo, un illuso? Forse, ma c’è qualcuno molto importante che mi dà ragione. Quel Signore che 2000 anni fa disse “Ama il tuo prossimo come te stesso”. Io direi “più che te stesso”.

La legge umana, quella scritta nei codici, e anche la legge morale, mi obbligano a rispettare gli altri, ma non  ad amarli e tanto meno ad amarli tutti. Ma se scelgo di amare qualcuno io devo non solo rispettarlo, ma volere il suo bene e agire per il suo bene.

 

F come : Fascino perverso del rischio

Dopo un primo momento in cui si diceva che l’incidente di Michael Schumacher era stato causato da eccesso di velocità e imprudenza, ora sulle cause si dice  troppo e  tutto è confuso ed incerto. Ho già rilevato in un precedente  “vocabolario” che viviamo in un’epoca di eccesso di comunicazione e di scarsità di chiarezza, e questa vicenda ne è una riprova.

Lasciando agli inquirenti le indagini, mi preme qui trattare del fascino del rischio, che è insito nelle attività cosi dette “estreme”, ma si ritrova pure in sport più comuni, addirittura di massa, come lo sci. L’ho praticato anch’io e so quindi per esperienza che il piacere che se ne trae sta proprio nell’affrontare progressivamente difficoltà crescenti: piste blu (facili), poi rosse (difficili), poi nere (molto difficili), poi fuori pista nella neve fresca, poi tra le rocce e poi in altre difficoltà che la mente umana riesce ad inventare.  Un discorso diverso, ma non molto, vale per chi fa sci agonistico.

Ma restiamo al nostro sci da “dilettanti della settimana bianca”. Chi conosce lo sci sa che è così, cioè che se non si affrontano difficoltà, e quindi rischi, sempre maggiori “non c’è più gusto”. Del resto, senza l’emozione perversa del pericolo e del rischio, cosa sarebbe lo sci? Sarebbe salire in quota con un mezzo meccanico e scivolare giù, poi di nuovo su e giù fino a sera. Che noia! Che barba! Una tela di Penelope senza scopo. La bellezza dei paesaggi e l’aria buona o qualche altra scusa sono solo degli alibi per non confessare, prima di tutto a noi stessi, che amiamo il FASCINO PERVERSO DEL RISCHIO. Perverso? Si, perché come minimo si subiscono molte cadute, qualche incidente con botte ed ecchimosi, e  non di rado lussazioni e fratture.

Non sono un nemico dello sci, tutt’altro, e l’ho praticato con gusto, assaporando il fascino perverso del rischio e… ne ho pure un po’ di nostalgia.

A.G.P.

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