Viterbo CRONACA Ridotto all’osso la motivazione base del trasporto
di Paolo Giannini

La Macchina di santa Rosa del 1869,
ideata da Gaetano Spadini
(Trascinala sul tuo computer e amala)
Archivio Mauro Galeotti
In questi giorni l’attenzione cittadina è concentrata sulla Commissione che deve elaborare le linee guida per la nuova Macchina di S. Rosa.
A parte le polemiche che animano il confronto interno ed esterno di questo atto al quale dovremo la realizzazione del nuovo campanile che cammina lasciatemi esprimere un mio – e forse non solo mio - punto di vista.
Una volta che la commissione abbia terminato il suo lavoro e dato ufficialmente il via al concorso di idee, la creazione della nuova macchina passa nella mente e nelle mani del singolo artista che in questa delicata realizzazione intende cimentarsi e così legare il proprio nome alla storia.
A questo punto io mi rivolgo direttamente a tutti coloro che tradurranno in progetto prima e struttura poi la nuova Macchina.
Ridateci S. Rosa! Ridateci con la Macchina il vero atto d’amore e l'ossequio di una città alla sua Santa!
Negli ultimi anni le Macchine che si sono succedute hanno, a mio parere, ridotta all’osso la motivazione base del trasporto.
Specialmente l’ultima!