
Felice Orlandini, Alberto Pazienti, Edith Gabrielli, Leonardo Michelini
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Bagnaia VIDEO 12 Febbraio 2016. D'altronde i funzionari dei Beni culturali sono troppo burocrati, troppo formali e non al passo coi tempi, ma da una che teme di essere ripresa mentre parla, cosa vuoi sperare!
Mauro Galeotti
Il quadro con l'immagine del cardinale della Rovere ritorna a Villa Lante di Bagnaia.
Il quadro, sparito e poi misteriosamente riapparso, è stato preso in consegna dalla direttrice del Polo museale del Lazio, Edith Gabrielli, che si infastidisce per essere ripresa in video per il nostro giornale.
Leggero scambio di opinioni tra la Gabrielli e il nostro direttore. Il quadro è stato riappeso nella Villa Gambara da dove era stato asportato e portato a Roma.
Erano presenti il procuratore capo, Alberto Pazienti; il sostituto procuratore, Franco Pacifici; il questore, Lorenzo Suraci; l’ispettore capo della Polizia di Stato, Felice Orlandini; il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini; l’assessore alla Cultura, Antonio Delli Iaconi; l’architetto, Enzo Bentivoglio; l'ispettore onorario Fabiano Tiziano Fagliari Zeni Buchicchio; l'artista, Alessio Paternesi.
E' stato consegnato alla Gabrielli il catalogo fotografico e descrittivo del 2015, contenente gli oggetti artistici (quadri, calici, reliquie, candelabri, mobili, pitture, pianete...) conservati nel Monastero di santa Rosa.
La catalogazione è stata curata dall'ispettore Orlandini, per assicurare le opere al Monastero evitando una eventuale dispersione, specie dopo l'allontanamento incredibile, per volere dei Frati francescani coinvolti in un pauroso crac, delle suore Clarisse Urbaniste dal loro Monastero, occupato dalle stesse per oltre 750 anni.
Interessante l'idea del procuratore capo, Alberto Pazienti, il quale suggeriva di cedere il pezzame di ceramiche o terrecotte, di nessun valore, ritrovati a migliaia di migliaia nei butti o sequestrati e dimenticati nei magazzini dei musei, a chi ne avesse fatta richiesta, pagandone l'acquisto, motivo questo di entrate importanti per lo Stato.
Coccetti certificati che sarebbero vanto per i possessori, protetti da regolare vendita. Ma la Gabrielli non l'ha capito, è ancora radicata alla vecchia struttura ferrea e antica della conservazione di pezzame di nessun valore, gettato nei magazzini dove resteranno dimenticati per sempre e un giorno, forse, buttati via per recuperare spazi.
D'altronde i funzionari dei Beni culturali sono troppo burocrati, troppo formali e non al passo coi tempi, ma da una che teme di essere ripresa mentre parla, cosa vuoi sperare!
Mauro Galeotti
Ripresa con iPhone6 di Mauro Galeotti per il quotidiano www.lacitta.eu
