Re Gustavo di Svezia con il soprintendente Mario Moretti 

Vincenzo Ceniti

Lutto. Muore quasi novantenne il Vescovo di Viterbo e Tuscania Adelchi Albanesi. Era nel capoluogo dal 1942. Gli succede Luigi Boccadoro.

Ho davanti agli occhi la figura ieratica di Albanesi. Non aveva una dialettica forbita, era piuttosto un “Pastore buono” che dialogava con i bambini e le persone umili domandando spesso “Volete bene alla Madonnina?”. Era tuttavia affascinante il suo modo di parlare con velato accento piacentino, la erre moscia e un amabile difetto di pronuncia che completava l’effetto delle sue lunghe omelie. 

Muore in quell’anno anche il pittore viterbese Fortunato del Tavano. Pochi lo ricorderanno ma era abile nei ritratti. Nel 1970 se ne va, dopo una penosa degenza all’Ospizio di San Carlo, “Pizzeccacio”(alias Dante Costantini) popolare personaggio della Viterbo di una volta ricordato per la sua “intraprendenza imprenditoriale”.                                                 

A Carnevale lo trovavamo in piazza delle Erbe a vendere stelle filanti, maschere e “coriandele zigrinate di Udene”. D’estate se ne andava in giro per la città e a Pratogiardino con il suo carrettino decorato da due coperchi ad asso di coppe che coprivano le vaschette di gelato da lui stesso preparato (ottimo quello di limone compresso in due cialde da una strana macchinetta). D’inverno stazionava all’inizio di via del Teatro Genio con il braciere per le caldarroste. 

In città continua il laborioso lavoro preparatorio, fatto di progressi e passi falsi, per traghettare la Libera Università della Tuscia in Ateneo statale. Gran parte del merito andrà a Gilberto Pietrella, storico presidente del Consorzio universitario. Ma i tempi non sono ancora maturi per il sospirato riconoscimento che verrà un decennio più tardi, nel 1979.

E le Terme?

La commissione edilizia del Comune di Viterbo approva due importanti progetti. Quello dell’Itet e quello del Paliano. Il primo prevede 50mila mq nei pressi della sorgente delle Zitelle con 200 posti letto e un investimento di due miliardi di lire. Quello del Paliano, ad opera dei fratelli Alessandro e Massimo Tuzi prevede 20mila mq. Gli esiti li conosciamo tutti. 

Se la passano bene ristoranti, trattorie, pizzerie e taxi. I militari della Vam e della Sas di stanza a Viterbo sono circa 1800. Quando la sera sono in libera uscita invadono le vie del centro con soddisfazione per tutti. Ogni tre mesi, poi, c’è il giuramento che porta a Viterbo un provvidenziale stuolo di amici, genitori e fidanzate. 

Il presidente dell’Azienda Autonoma di Cura Soggiorno e Turismo Licinio Marcoaldi fa sul serio. Promuove un mega convegno in occasione del Centenario del Conclave con apertura di relatori del calibro di Paolo Brezzi e del cardinale Eugenio Tisserand. Ne parla la stampa specializzata di tutta Italia. Non solo. Marcoaldi porta a Viterbo Anna Moffo in una Traviata storica al Teatro dell’Unione affiancata da Renato Cioni. Allestisce poi nella chiesa di san Francesco la “Petite messe solennelle” di Rossini con Veriano Luchetti (nativo di Tuscania) e la moglie Mietta Sighele. E’ grazie a lui che il Teatro Unione ospita a Santa Rosa due opere di cartello come “Il barbiere di Siviglia” e “Madama Butterfly” con Nicola Rossi Lemeni, Virginia Zeani, Alberta Valentini e l’Orchestra bulgara dei “Ragazzi di Sofia”. 

Ma l’Unione non viene utilizzato solo per il “bel canto”. In quel 1970 si apre anche ad un incontro di boxe con il giovane viterbese Adalberto Valentino. Il merito è dell’associazione “Amici del Pugilato guidata da Alberto Ciorba.      

Giunge anche l’imperatore d’Etiopia Hailè Selassiè che visita la Villa Lante. I giornalisti, guidati dal decano Sandro Vismara, pranzano nel Casino di caccia.

Io c’ero.  

Ospite di rango in quel 1970 anche  Gustavo VI Adolfo di Svezia impegnato presente negli scavi archeologici con l’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma e la nipote principessa Cristina. L’anno dopo, nel 1971, ho l’opportunità di consegnare a Stoccolma un’opera di Alessio Paternesi al re Gustavo in occasione del Novantesimo compleanno. 

L’on.le Attilio Jozzelli annuncia che il Cipe ha inserito nel piano autostradale nazionale la trasversale Orte-Viterbo-Civitavecchia con carattere di “assoluta priorità”. Si parlava per la prima volta di superstrada già dal 1967 e sembrava che il tutto si potesse risolvere nel giro di pochi anni. 

Scoperta archeologica sensazionale a Tuscania. A causa del crollo di una tomba vengono alla luce in località Monte Olivo una decina di sarcofagi del IV secolo a.C. che ricordano la prodigiosa ed analoga scoperta del 1967. Dirige i lavori il Soprintendente Mario Moretti.

Nessun problema per la “Macchina di Santa Rosa” il Volo d’Angeli” di Zucchi è bello e molto amato dai Viterbesi. 

Finiamo in allegria.

Al Teatro dell’Unione si organizza il Veglione della Stampa con la cantante Carmen Villani e un giovane presentatore agli esordi: Paolo Villaggio. E’ ammesso l’ingresso delle maschere ma non del domino (per motivi di sicurezza) cioè a dire di un costume nero, tipo camice, lungo con cappuccio.