Al centro la Chiesa di san Luca nel 1930 circa in una rarissima foto (Archivio Mauro Galeotti)

Chiesa di S. Luca1
(VIA S. LUCA) (PARROCCHIA DEI SS. FAUSTINO E GIOVITA)
Scheda di Elisa Angelone per il Centro diocesano di documentazione – Viterbo

Storia.
La chiesa di S. Luca si dice sorta nel 11582 e in quegli anni si ha notizia di un ospedale ad essa annesso.

Tale informazione rispetta quanto stabilito dalle leggi ecclesiastiche che in quegli anni prescrivevano per le pievi, per i monasteri e per le canoniche l’unione di un ospizio destinato ai poveri e ai pellegrini3.

Nel 1226 si ha la notizia dell’esistenza della chiesa di S. Faustino forse già annessa a S. Luca4, ma nel novembre del 1290 le indulgenze concesse da papa Nicolò V risultano destinate specificatamente alla chiesa di S. Luca5.

Nel 1344 è già documentata la chiesa collegiata dei SS. Luca e Faustino con cinque canonici e un cappellano6.

Da questo momento in avanti le notizie più dettagliate riguardano S. Faustino che - sita nel rione più popoloso della città - nel XV secolo riceve cappellanie ad opera di devoti benefattori, i quali - quasi in segno di protesta per essere la canonica retta dal Priore di S. Luca - riservano la nomina dei cappellani e l’erogazione delle rendite ai santesi o alle loro famiglie7.

In quegli anni S. Luca ha soltanto tre cappelle: quella dedicata al Santo titolare, quella di S. Caterina e quella di S. Elena8 e, nel XVI secolo, anche l’ospedale sito presso la chiesa viene rilevato dall’arte dei Sarti9.

La parrocchia dei SS. Luca e Faustino però si allarga ricevendo, nel 1562, le anime della soppressa parrocchia di S Pietro alla Rocca10; i suoi proventi si accrescono, ma il visitatore apostolico Binnarino “riscontrò essere divenuta la parrocchia troppo vasta, e perciò ritenne necessario dividerla, attribuendo a ciascuna delle due chiese una zona su cui esercitare la cura delle anime, rimanendo tuttavia la canonica sotto il duplice titolo e continuando il priore di S. Luca ad essere capo del capitolo”11.

Le prebende delle due chiese si dividono, S. Luca torna ad essere autonoma, ma sarà S. Faustino ad acquistare sempre maggiore importanza12. Nonostante la prevalenza di S. Faustino, agli inizi del 1600 la parrocchia di S. Luca conta 1629 abitanti13 e nel 1640, su una popolazione totale di 11671 abitanti, S. Luca ne conta 123414, a testimonianza della grandezza e dell’importanza che ancora riveste nella città. Pochi anni dopo a segnare la storia della chiesa e della sua comunità sarà la violenta epidemia di peste che colpirà Viterbo e che, nel settembre del 1657, giungerà anche nel rione di S. Luca15.

In epoca napoleonica si ripropone la traslazione della cura delle anime di S. Luca alla parrocchia di S. Faustino. In questi anni le corporazioni monastiche vengono soppresse, i religiosi espulsi, le chiese principali ad esse pertinenti vengono destinate a sede delle parrocchie che le avevano anguste o malridotte.

Alle parrocchie si uniscono anche i beni delle confraternite tra i quali sono comprese le chiese da loro officiate, con la facoltà di trasportare l’esercizio del culto dall’una all’altra sede.

Tale decisione viene presa su deliberazione del consiglio delle fabbricerie parrocchiali, approvata dal vescovo e dal prefetto, e autorizzata dal ministro dei culti16.

Privata ancora una volta del titolo di parrocchia, agli inizi del Novecento S. Luca sarà elencata tra le chiese che necessitano, con maggiore urgenza, di restauro e rientrerà tra gli edifici che beneficeranno delle donazioni che il vescovo Grasselli destinerà al culto e alla ristrutturazione di molte chiese17.

Da Mauro Galeotti si ha infine notizia di uno stanziamento di 4.500 lire approvato nel 1937 per un nuovo restauro della chiesa18.

È andata completamente distrutta nell’ultimo conflitto bellico e sulla sua area oggi sorge una costruzione moderna.

 

Il campanile della Chiesa di san Luca con la chiesa distrutta dai bombardamenti nel maggio 1944, inspiegabilmente il campanile è stato demolito.

 

L’Archivio della chiesa parrocchiale di S. Luca: L’archivio di S. Luca è già documentato nella Visita del 1639 quando il card. Brancaccio, descrivendo la Sacrestia, riporta la presenza di Libri di messe e istrumenti19.

Nel 1702 si parla ancora di libri conservati nella Sacrestia e di suppellettili, per le quali si ordina di realizzare un inventario20.

Notizie più precise si hanno nel 1827 quando la chiesa di S. Luca è già unita a quella dei SS. Faustino e Giovita, in quell’anno, nella visita del vescovo Pianetti, si dice: “Vi è l’Archivio del Capitolo situato nella stanza della Residenza di S. Faustino e Giovita.

Il Libro più antico, che contiene l’Istrumenti incomincia dal 1568. E’ regolato alla meglio, e si custodisce dal Canonico Camerlengo, segretario, ed Archivista D. Filippo Piermartini, presso di cui rimane la Chiave”.

Nella stessa visita è riportata la copia esatta dei documenti originali conservati nell’Archivio che ormai dovrebbe raccogliere i documenti sia della chiesa di S. Luca che di quella dei SS. Faustino e Giovita, si tratta di lettere scritte ai diversi pontefici dal priore di S. Luca intorno al 1823, si elencano inoltre i libri conservati nella Cantoria per il Coro ed un elenco completo e molto dettagliato del materiale presente nell’Archivio del Capitolo21.

L’elenco riportato in questa occasione andrebbe confrontato con la documentazione attualmente conservata nell’Archivio della chiesa collegiata dei SS. Faustino e Giovita nel quale sono confluite anche le carte di S. Luca.

Oggi la documentazione dell’archivio parrocchiale di S. Luca è conservata all'interno di buste ed è costituita dalle Serie: Battesimi e Cresime22, Matrimoni23, Morti24 e Amministrazione.

Quest’ultima serie consta di 7 unità archivistiche (1633-1949) che riguardano la contabilità della parrocchia anche dopo l’unione con la chiesa dei SS. Faustino e Giovita25; contiene anche carte relative all’Amministrazione vera e propria della chiesa tra cui Relazioni per le visite pastorali (1860), documentazione relativa al Restauro della chiesa (che parte già dal 1859), Notificazioni del Comune di Viterbo sulla chiusura della chiesa perché pericolante e Autorizzazioni di restauro, relative agli anni trenta del 1900 e Corrispondenza di quegli anni con le varie autorità civili della Città.

Poche carte riguardano la cura delle anime e si limitano a Certificati di stato libero e Stati delle anime. Più corposa è la documentazione relativa alla Beneficienza che testimonia l’impegno della prioria di S. Luca nell’aiuto e nel sostegno ai poveri della città.

Questa tipologia di documentazione comprende carte dell’Opera pia per poveri Infermi (1633-1799), un Cabreo de fondi e un Mastrino annuale per le esigenze dell’Opera pia, carte prodotte dal Depositario dei poveri (1682 – 1825) che comprendono registrazioni contabili, dichiarazioni di versamenti ai poveri della parrocchia da parte dello stesso Depositario priore dei poveri (in alcuni casi anche priore di S. Luca); relazioni del controllo svolto sull’Opera da parte dei Sindaci della Congregazione dei Dieci, un Elenco dei beni e un Registro dei Fratelli dell’Opera pia (1826).

Oggi l’Archivio di S. Luca è separato da quello dei SS. Faustino e Giovita anche se entrambi sono conservati presso il Cedido. Alcuni documenti di pertinenza di S. Luca sono ancora tra le carte dell’Archivio parrocchiale dei SS. Faustino e Giovita, poiché l’unione delle due chiese ha reso inevitabile la contaminazione dei documenti.

I casi più rilevanti sono le serie relative agli stati delle anime e ai libri di messe, conservati in maniera pressoché completa nell’Archivio di S. Faustino e totalmente assenti in S. Luca. Non mancano purtroppo registri citati nelle relazioni delle sacre visite e oggi non più rintracciabili negli archivi.

1 Scheda realizzata a cura di Elisa Angelone per il Centro diocesano di documentazione – Viterbo.
2 Giuseppe Signorelli, Viterbo nella storia della Chiesa, vol I, Viterbo, 1907, p. 140.

3 Ivi.
4 G. Signorelli, Viterbo ..., vol. I, 1907, p. 195.
5 Ibidem, p. 300.
6 Ibidem, p. 391-392.
7 G. Signorelli, Viterbo ..., vol. II, parte I, 1938, p. 238
8 Ivi.
9 G. Signorelli, Viterbo ..., vol. II, Parte I, 1938, p. 248.
10 G. Signorelli, Viterbo ..., vol. II, parte II, p. 249.
11 Ibidem, p. 361.
12 Ivi.
13 G. Signorelli, Viterbo ..., vol. III, 1969, p. 14.
14 Ibidem, p. 56.
15 Ibidem. p. 100
16 G. Signorelli, Viterbo ..., vol. III, 1969, p. 287.
17 Ibidem, p. 539.
18 M. Galeotti, L’illustrissima città di Viterbo, Viterbo, Quatrini, 2002, p. 344.
19 Cedido: Serie: Visite pastorali, Visita Brancaccio 1639, c. 41v.
20 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Santacroce 1702-1703, cc. 402v-403.
21 Cedido: Serie: Visite pastorali, Visita Pianetti 1827, vol. V, cc., 275-805.
22 La serie Libri di Battesimi e Cresime è costituita di 4 libri di battesimo (1759-1895) e 1 libro di cresime (1843-1945); i libri di battesimo sono cartacei, presentano una numerazione coeva per carte, una rubrica alfabetica inserita, nella maggior parte dei casi nella parte finale del registro, in un caso il registro è realizzato in forma di rubrica, in un altro caso la datazione indicata sul piatto anteriore non corrisponde alla datazione degli atti registrati all’interno del volume. All'interno di un registro sono contenuti fogli sciolti del tribunale civile e correzionale di Viterbo. L’unico Libro Confirmatorum che fa parte della serie è un registro cartaceo di pagine 277, presenta una numerazione coeva per pagine e, inserita in fine, una rubrica alfabetica.
23 La serie Libri dei Matrimoni è costituita di 6 unità archivistiche (1571-1895) che presentano una consecuzione cronologica abbastanza completa, mancano soltanto le registrazioni degli anni 1577-1605 e 1642-1654. I volumi presentano una numerazione coeva per pagine e, spesso, una rubrica alfabetica inserita nella parte finale del registro. I registri sono conservati in faldoni che riportano, sul dorso, l’indicazione del contenuto, uno dei registri presenta, sul frontespizio, il disegno di alcuni stemmi, scritte e il numero VIII.
24 La Serie Libri dei Morti è costituita di 6 unità archivistiche (1567-1858) con una consecuzione cronologica abbastanza incompleta: mancano gli atti degli anni 1591-1605, 1643-1648, 1679-1687, 1728-1823. La numerazione è coeva per pagine.
25 Istrumenti, affrancazioni, decreti (1787 – 1949) ; Enfiteusi (1816 – 1866); Lasciti testamentari; Riduzioni di canoni (1838); Mastrino dell'eredità di Pietro Crivetto in oggi opera pia sotto S. Francesco di... (1841 – 1874); Introito ed esito (1851 – 1856); Benefici e canonicati (1852 – 1949); Beneficio SS. Angelo e Narciso, offerte, rendiconti, spese; Cabreo (1853 e 1870); Ipoteche (1862 – 1933); Rendiconto dell'amministrazione delle rendite della chiesa (1866); Cabrei (sec. XIX); Congregazione di carità (1900 – 1914); Legato perugini (1915); richieste di assicurazione; offerte per la chiesa (1929 – 1930); Affrancazioni di canoni (1929 – 1938); Bilancio spese (1935).

Dal CE.DI.DO. Viterbo