In onore di quel santo di don Alceste Grandori, parroco della chiesa

Chiesa di san Leonardo in Colle rarissima foto della cappellina opera di Paolo Dall'Osso con santa Teresa del Bambin Gesù

CHIESA DI S. LEONARDO IN COLLE1
Tratto dal CE.DI.DO.

Meglio conosciuta col titolo di “S. Leonardo in Colle” è citata già alla fine del XII secolo quando risulta soggetta alla chiesa di S. Sisto2, mentre una notizia del 1202 la dice appartenente al convento di S. Martino3.

La sua importanza è confermata nel 1236 quando è già documentata come parrocchia. Pochi anni dopo, nel 1251, lo statuto del Comune descrive la contrada di S. Leonardo che si dice compresa nella Porta di S. Pietro4.

Il ruolo centrale della chiesa è confermato già poco tempo dopo, nel 1271, quando ai balivi e ai rettori della chiesa e agli abitanti della contrada era riservato il diritto alla elezione di un procuratore per le liti e le vertenze pubbliche5.

L’agiato stato economico è attestato nel 1344 quando S. Leonardo paga a S. Sisto un dodicesimo di tutte le offerte nella festa del Santo titolare, del Natale, dell’Epifania, della Resurrezione, dell’Ascensione e in tutte le domeniche6.

Alla prosperità economica si unisce la residenza nella chiesa, testimoniata in quello stesso anno, dell’Ordine degli Spedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme7, poi conosciuti col nome di Cavalieri di Rodi.

L’importanza di S. Leonardo e il sostegno riservatole dal clero e dai vescovi della città cresce sempre più, tanto che nel 1562, per volere del vescovo Gualterio, vengono soppresse le chiese di S. Biagio e S. Giovanni in Pietra e la cura delle anime si distribuisce tra le contigue S. Maria Nuova, S. Leonardo e S. Pellegrino8.

Già elevata a chiesa parrocchiale, alla fine del XVI secolo si ha la notizia dell’utilizzo, da parte di S. Leonardo, della chiesa di S. Erasmo come cimitero9, mentre risale all’epoca del vescovo Bedini (1861-1864) la proposta di spostare la sede della parrocchia di S. Leonardo in S. Maria delle Fortezze, progetto che sembra non fu mai realizzato10.

L’attività della parrocchia di S. Leonardo prosegue ancora per diversi anni ed è documentata fino alla seconda metà del XX secolo.

L’Archivio parrocchiale di S. Leonardo: La prima testimonianza di un Archivio della chiesa parrocchiale di S. Leonardo si ha nel 1612 quando, in occasione della visita pastorale, il vescovo Tiberio Muti ordina che si redigano gli inventari di tutti i beni mobili ed immobili, e di tutti gli introiti dei quali si faccia una copia per gli atti della sacra visita11.

Nel 1639 si descrive la Sacrestia dove risultano conservati i libri parrocchiali e libri di messe12.

Le informazioni per i secoli successivi sono molto scarse, ancora nel 1827 si dice che nella chiesa esiste un piccolo Archivio custodito e regolato dal parroco che conserva “libri di Matrimoni, di Cresime, di Stato di Anime e de’ Morti” scritti secondo le formule, ma non si aggiunge alcuna notizia precisa sui documenti conservati e sulle carte relative all’amministrazione della parrocchia che si dice effettuata dal solo Parroco13.

Oggi l’Archivio è costituito dalle serie: Battesimi14, Cresime15, Matrimoni16, Morti17, Stati delle Anime18, Libri di Messe19, la serie Amministrazione comprende documentazione relativa ai beni di proprietà della chiesa ed ha una datazione più antica che risale al 1728, i libri delle entrate e delle uscite partono dal 1794 e proseguono con un cabreo datato 1856-1868 e un faldone contenente corrispondenza della parrocchia con datazione compresa tra il 1831 e il 1861.

1 Scheda realizzata a cura di Elisa Angelone per il Centro diocesano di documentazione – Viterbo. 2 Giuseppe Signorelli, Viterbo nella storia della Chiesa, Vol. I, Viterbo, 1907, p. 140.
3 Giuseppe Signorelli, Le chiese di Viterbo, Ms., s.d. conservato in copia presso il cedido, p. 74v.
4 Ivi.
5 Ivi.
6 G. Signorelli, Viterbo ..., cit., vol. I, 1907, p. 393.
7 Ivi, Vol. I, 1907, p. 396.
8 G. Signorelli, Viterbo ..., cit., vol. II, Parte II, Viterbo, 1940, p. 249.
9 Ivi, Vol. II, Parte II, 1940, p. 365.
10 G. Signorelli, Viterbo ..., cit., vol. III, Parte II, Viterbo, 1969, 440
11 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Muti 1612-1622, c. 54.
12 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Brancaccio 1639, c. 64.
13 Cedido, Serie: Visite pastorali, Visita Pianetti 1827, vol. V, cc. 2v-4.
14 I libri di battesimo (6 registri) hanno una datazione compresa tra il 1870 e il 1936 e presentano una consistenza cronologica completa, non ci sono anni mancanti.
15 La serie è costituita di 2 registri cartacei di cresime con datazione 1819 – 1947 e privi di mancanze nella consistenza cronologica.
16 I Libri di matrimoni (5 registri) hanno una datazione compresa tra il 1763 ed il 1953, alcuni di essi contengono la registrazione di atti di matrimonio celebrati in anni che si sovrappongono a quella di altri volumi (1889-1908 e 1908-1924).
17 La serie è costituita di 4 registri con datazione 1742-1966, mancano gli atti di morte degli anni 1772-1819.
18 La serie è costituita di 8 registri con datazione 1774-1918, manca soltanto l’anno 1820.
19 I registri di messe sono 12 con datazione compresa tra il 1672 e il 1933, mancano gli anni 1694-1702, 1719-1762, 1791-1800, 1832-1866.

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