
Bagnaia Torre e Palazzo Ducale nel 1900 (Archivio Mauro Galeotti)
Bagnaia

Pier Isa della Rupe
Notizie storiche di Bagnaia: La Chiesuola e il convento della Palanzana Bagnaia si affaccia sulla soglia della realtà storica nell'anno di grazia 963, quando un certo giorno tale Leo fa da teste ad un atto di compravendita che interessa l'abbazia di S. Maria della Palanzana.
L'estensore dell'atto raccolto nel regesto farfense precisa che Leo è “de Bangaria" Bangaria deve essere già un centro abitato fortificato e cioè un castrum considerato, che sessant'anni dopo, nel 1019, certo Siffredo o forse meglio Sigfrido lascia il castello alla propria figlia Ropa.
Viterbo intanto matura l'idea di dare maggior lustro alla propria cattedra vescovile, e quando papa Innocenzo III nomina vescovo di Viterbo certo Raniero, i consoli e i giudici e tutto il popolo viterbese, donano a lui e ai suoi successori in perpetuo la chiesa di S. Maria della Palanzana con tutte le sue pertinenze e il "castrum" di Bagnaia con tutto il suo territorio e i suoi diritti.
E' il 15 ottobre del 1202. E' nato il feudo vescovile di Bagnaia: il presule viterbese, per oltre tre secoli, sarà "in temporalibus et in spiritualibus dominus castris" e parlando di Bagnaia dirà: "il nostro castello".
Nel 1462 il vescovo di Viterbo Pietro, dalla sua residenza nell'abbazia di Santa Maria della Palanzana dona alla Compagnia dei disciplinati di Bagnaia la quarta parte di alcuni lasciti e nello stesso anno le affida la custodia e la manutenzione dei beni della chiesa con annesso romitorio dedicato a San Michele Arcangelo che frate Benedetto dei Peruzzi, ha finito di costruire in cima al monte della Palanzana.
Il 20 giugno del 1592 il consiglio dei trenta considerato il loro bisogno deliberano di assegnare ai cappuccini il sussidio di uno scudo tenuto conto che i frati hanno deciso che il loro convento sia a tutti gli effetti un pio loco di Bagnaia.
Entrati nella giurisdizione di Bagnaia i cappuccini della Palanzana incominciano ad avanzare le suppliche. Nell'aprile del 1594 chiedono e ottengono “tre legni delli quali vogliono fare un ponte sul fosso CAVORCIE”.
Ma cinque mesi dopo il consiglio delibera di far fare quel ponte a volta cosa che sarà cosa perpetua e di sistemare la strada per andare da Bagnaia comodamente al loro convento I frati scendevano a Bagnaia per la messa, per le prediche dell'avvento e la questua.
Le famiglie facevano a gara per ospitarli Nel dicembre del 1601 considerato che “saria cosa gratitissima al cardinale padrone che la magnifica Comunità di Bagnaia concedesse un poco di elemosina ai reverendi padri cappuccini.”
L'importo del sussidio viene raddoppiato.
I Bagnaioli sono di casa al convento “della Paranzana” e quando istituiranno il noviziato molti giovani Bagnaioli lo frequenteranno e uno di essi PADRE LUIGI DA BAGNAIA AL SECOLO PIETRO PAOLO PIETRONI DI GIUSEPPE E DI ROSA AQUILANTI NELLA PRIMA META' DELL'800 ASSURGERA' A MINISTRO GENERALE DELL'ORDINE STESSO.
Forse per una sosta o una preghiera e per un riparo dalle intemperie e per porre quel luogo sotto la protezione di Maria nel 1640 li padri cappuccini desiderano un poco di sito a capo di pianura per farvi una cappella e il 21 settembre all'unanimità il consiglio cede ai frati un poco di sito Così nasce la chiesuola.
Quando sul finire del 1700 i rivoluzionari francesi scenderanno dalle nostri parti e la Repubblica Romana confischerà il convento della Palanzana, sarà su ricorso dei Bagnaioli che lo indicano come una propria sede parrocchiale, che esso sarà restituito ai cappuccini.
Una identica azione, diretta ad evitare la soppressione del convento, sarà intrapresa nel giugno del 1875 avanti l'Intendenza del Culto del Governo Italiano. In quella occasione si dirà che il convento “è affiliato” al Comune di Bagnaia da quasi tre secoli... e l'azione riesce.
Il FONTANILE della chiesuola costruito dal Comune di Bagnaia per le esigenze del pascolo dei Bagnaioli
LA FONTANA DEL BACIO
La tradizione era che i fidanzati uscivano per la prima volta sotto braccio per la festa di San Rocco e per l'occasione si faceva “La Poggiata” alla fontana del bacio e in quel luogo si scambiavano il primo bacio.
Bibliografia: Bagnaia “Cronaca di una terra del Patrimonio” (Fincenzo Frittelli 1977)
Memorie istoriche della terra di Bagnaia (Arcangelo Carones 1780)
