Viterbo CRONACA STORICA da "PIZZERIA IL MONASTERO VITERBO"
Nicolò Maria Torelli

 

                                   La Quercia negli anni '20 del 1900

 L'anno 1706 Giuseppe Antonio d'Isidoro da Montefiascone per simile febre maligna perduti i sentimenti, era tanto vicino a morte, che gl'erano preparati i panni per la sepoltura.

In questo stato fu visitato da un buon Sacerdote, che compassionando l'afflizione, che rimirava nelli Padre e Madre, li esortò a ricorrere alla Madonna della Quercia, che solo poteva farli la grazia col salvar dalla morte il loro figlio.

Questi con fede, e lagrime inginocchiatosi, cominciarno a supplicarla con voto, che quello risanato, l'avriano condotto a ringraziarla con tre Zitelle scalze; dato in questo mentre dal detto Sacerdote dell'Inferno una poca d'acqua con il Santo Legno della Quercia, riacquistò subito i sentimenti, cominciò a parlare ed in breve uscì sano di letto.

L'anno seguente 1707 Lavinia Smiraldi Viterbese tormentata da un catarro salso, che calato al petto, li causò febre acuta, e continua con pertinacissima tosse, a segno, che molto consumata, era ridotta all'ultimo di sua vita.

Aveva perciò ricevuto il Sagro Viatico, ed aspettava l'estrema Unzione; quando da un Padre Gesuita suo confessore li fu mandata una cartuccia col Santo Legno della Quercia, con che si raccomandasse a quella miracolosa Immagine come fece con gran divozione; e preso del detto Legno cessò subito la tosse, ed in breve riebbe l'intiera sanità.

Vennero a ringraziare la Madonna SSma Nicola di Domenico da Onano, e Giuseppe di Giulio da Castel di Piero [attuale S.Michele in Teverina] per essere liberati, il primo dalla lunga febbre terzana, e l'altro da febbre maligna, subito presa l'acqua, in cui era stato inffuso il Legno di questo Santo Albero, senza mai più tornargli.

Frate Nicolò Maria Torelli: Miracoli della Madonna della Quercia di Viterbo, in Viterbo 1793, pag. 150 a 151

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